Le ultime bufale sul Coronavirus

24 Marzo 2020 | Autore:
Le ultime bufale sul Coronavirus

Le fake news sul Covid-19 che circolano in rete. A lanciare l’allarme è l’Istituto Superiore di sanità.

Si fa presto a dire “fake news” e gridare alla bufala, quando il titolo di un articolo non ci fornisce subito la notizia che cerchiamo (e, quindi, ci “costringe” a leggere). Ma quando, invece, la fonte è il “passaparola”, spesso si cade nell’errore di dar credito ad informazioni prive di fondamento. Nel caso del Coronavirus, e della medicina in generale, il fondamento di cui parliamo sono le evidenze scientifiche.

Nei giorni scorsi, sono state diffuse le 11 bufale sul Coronavirus individuate dal ministero della Salute. Riassumendo brevemente il contenuto del mio articolo, le fake news riguardavano: l’uso di farmaci antivirali, di antibiotici o della tachipirina; le lampade a raggi ultravioletti; l’efficacia dell’aglio; il consumo di arance, limoni e proteine; il bere tanta acqua per “lavare il virus dalla vie aeree”; il risciacquo regolare del naso con soluzione salina.

Ad oggi, l’Istituto Superiore di sanità ha individuato le ultime bufale sul Coronavirus. Per saperne di più, prosegui nella lettura del mio articolo.

Verdure crude e pane fresco

Le verdure crude e il pane fresco possono essere contaminati dal coronavirus, trasmettendo l’infezione a chi li consuma?

A quanto pare, dalle ultime informazioni rese note dal mondo scientifico, il virus non sopravvive sulla superficie degli alimenti. E’ poco probabile la trasmissione del virus attraverso il pane fresco, o altri tipi di alimenti, in quanto le principali modalità di trasmissione del Coronavirus sono essenzialmente le goccioline che contengono secrezioni respiratorie (droplets) o il contatto.

Manipolando il pane, come anche gli altri alimenti, deve essere rispettata l’igiene delle mani: è necessario lavarle accuratamente con acqua e sapone per almeno 20 secondi. In caso di tosse o starnuti, bisogna utilizzare un fazzoletto usa e getta per coprire le vie respiratorie; dopodiché, occorre lavare immediatamente le mani prima di toccare il pane o le verdure.

Suola delle scarpe: può portare il virus in casa?

Se esci di casa per fare la spesa, per motivi di salute o di lavoro, al tuo rientro c’è il rischio di trasportare il virus con la suola delle scarpe?

Attualmente, il tempo di sopravvivenza del virus nei luoghi aperti non è conosciuto. In teoria, se passi con la suola delle scarpe su una superficie in cui una persona infetta ha espulso secrezioni respiratorie (come catarro, ecc.), il virus potrebbe rimanere sulla suola ed essere portato in casa. C’è da dire che, normalmente, non tocchiamo il pavimento, quindi il rischio è trascurabile.

E’ consigliabile togliere le scarpe all’ingresso in casa e pulire i pavimenti con prodotti a base di cloro all’0.1% (semplice candeggina o varechina diluita).

Passeggiata con il cane: bisogna pulirgli le zampe?

Non è conosciuta con certezza la sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni. Se il tuo cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette potrebbe trasportare il virus. Ad oggi, non ci sono evidenze di contagi a riguardo.

Devi osservare sempre l’igiene accurata delle superfici e delle mani:

  • lava i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina);
  • lava le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5%;
  • lava le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica.

Al rientro a casa, puoi lavare le zampe del cane con acqua e sapone. Evita di fare salire il tuo cane con le zampe sulle superfici con cui vieni a contatto (come letti e divani).

Coronavirus: sopravvive su capelli e indumenti?

Rispettando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, difficilmente potremo essere contaminati dal virus in una quantità rilevante.

In ogni caso, nel rispetto delle buone norme igieniche, quando torni a casa, ad esempio dopo esser andato a lavoro o a fare la spesa, riponi correttamente la giacca o il soprabito (non poggiarli sul divano, sulla poltrona, sulla sedia, sul tavolo o sul letto).


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