Ordinanza Lombardia o Decreto Conte: quale prevale?

24 Marzo 2020 | Autore:
Ordinanza Lombardia o Decreto Conte: quale prevale?

In caso di conflitto tra provvedimenti diversi prevale quello locale: è la conclusione provvisoria stabilita tra il governatore Fontana e il ministro degli Affari regionali.

Nello stesso giorno, o meglio nella stessa sera del 21 marzo, si sono avvicendati due provvedimenti restrittivi: il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha emanato un’ordinanza per chiudere quasi tutte le attività della sua Regione e due ore dopo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato l’arrivo di un decreto per chiudere tutto tranne i servizi essenziali nell’intero territorio nazionale. In tutto questo si è inserita anche un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, anch’essa valida in tutta Italia, che prevede la chiusura di ville, parchi e giardini e lo stop alle attività sportive all’aperto.

Su questa sovrapposizione sorgono gli interrogativi: quale prevale? Ovviamente con riferimento al territorio interessato, quello lombardo, dove apparentemente sono in vigore due disposizioni normative molto simili nei contenuti ma anche diversi in alcune specifiche prescrizioni, ad esempio con riferimento alle attività produttive che dovranno restare chiuse e all’ammontare delle ammende, che la Lombardia ha stabilito fino a 5mila euro.

La questione non è semplice perché si tratta di provvedimenti amministrativi di rango paritetico – la Regione nel suo territorio per motivi di sanità è dotata di potestà normativa analoga a quella dei ministri dell’Interno e della Salute o del presidente del Consiglio sull’intero territorio nazionale o sue parti, come era accaduto proprio con i primi Dpcm che avevano efficacia limitata alla Lombardia e alle zone limitrofe – e l’unico criterio al quale ricorrere per stabilire quale debba prevalere è quello di specialità, ovvero di specificità territoriale, tenuto conto anche del principio di sussidiarietà secondo cui è preferibile che provveda l’Ente più vicino al suo territorio.

Così il governatore Fontana si è consultato con i suoi esperti e con il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e ha stabilito questa provvisoria conclusione: “‘Finchè non c’è un decreto legge vale la nostra ordinanza”, ha detto stamane a Sky Tg24, per come ci riporta l’Adnkronos. ”Ho parlato con il ministro Boccia e, dalle prime valutazioni emerge che là dove la nostra ordinanza è più restrittiva, vale la nostra rispetto alle misure varate dal governo. Diverso è se viene emesso un decreto legge che ha valore superiore rispetto alla nostra ordinanza”.

Insomma, a parità di rango dei provvedimenti vince la Regione quando i suoi sono più restrittivi di quelli nazionali. Un criterio che potrebbe valere anche in tutti i casi di conflitto tra ordinanze regionali e quelle emesse dai sindaci dei Comuni sulla stessa materia, come le restrizioni alla circolazione, le imposizioni di chiusura di determinate attività commerciali ulteriori o le sanzioni previste in caso di inosservanza.



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1 Commento

  1. Buongiorno,

    nell’ordinanza regionale viene concessa l’apertura dei negozi appartenenti al Codice Ateco 47.42 (Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in esercizi specializzati) nel dpcm il presente codice non è più inserito nell’allegato che elenca i codici che possono rimanere aperti.
    Cosa devono fare i negozi specializzati sopra citati attualmente aperti a Milano?
    Potreste illustrarmi la situazione e evidenziarmi i punti dove si dispone la non chiusura di tali attività.

    Vi ringrazio anticipatamente per la collaborazione

    Cordiali Saluti

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