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Sintomi Hiv

26 Marzo 2020 | Autore:
Sintomi Hiv

Hiv e Aids sono la stessa cosa? Cosa si intende per infezione da Hiv? Cos’è l’Aids? In questo articolo, troverai tutte le informazioni a riguardo. 

L’Hiv attacca e distrugge i linfociti CD4 (un tipo di globuli bianchi), responsabili della risposta immunitaria dell’organismo. L’infezione da Hiv indebolisce il sistema immunitario arrivando ad annullare la risposta contro altri virus, funghi, tumori, batteri, protozoi.

La sieropositività all’Hiv corrisponde alla presenza di anticorpi anti-Hiv nel sangue. E’ possibile vivere per anni senza alcun sintomo e accorgersi del contagio da Hiv soltanto dopo la manifestazione di una malattia opportunistica. Come scoprire l’infezione? Bisogna sottoporsi al test specifico per l’Hiv; questo è l’unico modo per rilevare l’infezione.

L’Aids è uno stadio clinico avanzato dell’infezione da Hiv. Dopo numerosi anni dall’infezione, può manifestarsi nelle persone con Hiv: le cellule CD4 del sistema immunitario si riducono e l’organismo perde la sua capacità di combattere anche le infezioni più banali.

Il ministero della Salute specifica che, come dimostrano le evidenze scientifiche, chi scopre di avere l’Hiv ed entra subito in terapia ha prospettive di vita simili a chi non ha l’Hiv.

Quali sono i sintomi dell’Hiv? Come si trasmette l’Hiv? L’Hiv si trasmette per via sessuale, ematica o verticale (da madre a neonato). L’Hiv non si trasmette con baci e carezze; né attraverso la saliva, le lacrime, il sudore, le urine, le punture di zanzare; né tantomeno condividendo le stesse stoviglie, bagni, palestre, piscine ecc.

Hiv: come si trasmette?

L’Hiv può trasmettersi attraverso i seguenti liquidi biologici:

  • sangue ed i suoi derivati;
  • latte materno;
  • sperma e secrezioni vaginali.

Quando si verifica l’infezione?

Se il virus presente in questi liquidi di una persona con Hiv, inconsapevole o non in terapia antiretrovirale efficace, entra nel corpo di un’altra persona, attraverso ferite della pelle o lesioni anche non visibili delle mucose.

La possibilità di trasmettere l’infezione da Hiv dipende dal tipo di comportamento messo in atto e, soprattutto, dalla quantità di virus presente nel sangue o nelle secrezioni genitali della persona con Hiv.

Hiv: come ridurre il rischio di trasmissione?

L’Hiv può trasmettersi per via sessuale, ematica o verticale (da madre a neonato). Nei prossimi paragrafi, analizzeremo nel dettaglio le varie forme di trasmissione.

Trasmissione sessuale

L’Hiv può trasmettersi sessualmente attraverso rapporti eterosessuali/omosessuali non protetti da un efficace metodo di prevenzione. Nei rapporti penetrativi (penetrazione anale e penetrazione vaginale), sin dall’inizio del rapporto, è consigliabile usare correttamente il preservativo maschile (condom) o femminile (femidom).

Fai attenzione in caso di rottura o sfilamento del preservativo durante i rapporti sessuali con un/una partner con status Hiv sconosciuto o con Hiv che non sia in terapia efficace. In tal caso, dovrai recarti nel più breve tempo possibile (non superare le 48 ore), al Pronto soccorso o al reparto di infettivologia più vicino.

Nei rapporti orali, è consigliabile l’uso del preservativo o del dental dam (fazzolettino in lattice, letteralmente “diga dentale”). Il rischio di contrarre l’Hiv può essere ridotto non praticando il cunnilingus in presenza di sangue mestruale ed evitando liquido seminale in bocca.

Il ministero della Salute sottolinea che “il coito interrotto non protegge dall’HIV, così come l’uso della pillola anticoncezionale, del diaframma e della spirale”.

Inoltre, per evitare la trasmissione sessuale dell’Hiv è preferibile condurre una relazione monogama o esclusiva, in cui entrambi i partner sono sieronegativi all’Hiv.

Trasmissione ematica

L’infezione da Hiv può essere trasmessa attraverso il sangue (ad esempio, con lo scambio di siringhe o la condivisione di strumenti per l’uso di sostanze psicoattive; con le trasfusioni di sangue contaminato).

Trasmissione verticale e perinatale: da madre a neonato

La trasmissione dell’Hiv può avvenire durante la gravidanza, il parto o l’allattamento al seno. Per favorire la riduzione del rischio di trasmissione verticale, occorre somministrare la terapia antiretrovirale alla madre (durante la gravidanza) e al neonato (nelle prime 4/6 settimane di vita). Prima o all’inizio di una gravidanza, occorre sottoporsi al test per l’Hiv. Il bambino deve essere sottoposto a controlli in strutture specializzate per verificare l’eventuale contagio.

Diagnosi Hiv

Come scoprire se sei stato contagiato dall’Hiv? Dovrai sottoporti al test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-Hiv; consiste in un semplice prelievo di sangue.

Per la diagnosi di Hiv sono disponibili test rapidi effettuati su sangue (è sufficiente una goccia punta dal dito) o saliva (essudato gengivale). Puoi acquistare il test per l’autodiagnosi dell’infezione da Hiv in farmacia e avere il risultato in pochi minuti. In caso di risultato dubbio o reattivo (positivo), occorre ottenere la conferma con prelievo ematico.

Hiv: la terapia

E’ importante scoprire precocemente l’infezione da Hiv in modo da intervenire tempestivamente con la terapia farmacologica.

La terapia antiretrovirale prevede la somministrazione di farmaci specifici per bloccare la riproduzione del virus nelle cellule; così viene ridotta la quantità di virus in circolo nell’organismo.

Hiv: tutela privacy

La Legge 135 del giugno 1990, “Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS”, rappresenta un passo importante per contrastare la diffusione delle infezioni da Hiv e tutelare i diritti della persone Hiv positive.

Dalla lettura del testo di legge emerge che sottoporsi al test Hiv è un atto volontario. Per l’esecuzione del test occorre il consenso esplicito dell’interessato che dovrà essere informato sull’esame a cui andrà a sottoporsi e sull’eventuale esito.

Inoltre, coloro che decidono di sottoporsi al test hanno diritto all’anonimato e il risultato dell’esame dovrà essere comunicato soltanto al diretto interessato.

Nel caso di minori, sono i genitori o chi esercita la patria potestà a dover fornire l’autorizzazione all’esecuzione dell’esame.

Non si può chiedere al lavoratore o alla persona che partecipa ad una selezione per l’assunzione di sottoporsi all’esecuzione del test Hiv; né si possono effettuare test Hiv durante la visita di leva o il servizio militare.


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