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Separazione conviventi: rimborso spese

25 Marzo 2020 | Autore:
Separazione conviventi: rimborso spese

L’ex convivente può chiedere il rimborso delle spese affrontate a favore dell’altro?

Sono tante le coppie italiane che preferiscono convivere piuttosto che sposarsi. Si tratta di una scelta assolutamente legittima che conduce, come l’altra, alla costituzione di un nucleo familiare; uno stato di fatto del tutto normale, caratterizzato da una piena condivisione d’intenti, tra cui anche la necessità di affrontare insieme le spese della vita quotidiana. Pertanto, è naturale che entrambi i conviventi investano il proprio denaro in beni o servizi di esigenza comune.

La situazione appena descritta muta, ovviamente, nel momento in cui la coppia decide di separarsi, dove, cadendo ogni comune scopo, molti ex conviventi si chiedono cosa accada rispetto a quello che hanno speso, per l’altro, durante il rapporto. In particolare, ci si domanda se, in caso di separazione tra conviventi si possa procedere al rimborso delle spese.

Il dilemma in questione potrebbe nascere in colei che ha contribuito, a proprie spese, alla ristrutturazione dell’immobile di proprietà esclusiva del compagno di una volta e di cui vorrebbe la restituzione. Oppure, il dubbio potrebbe, fortemente, assalire colui che, in nome di un amore ormai finito, aveva saldato le rate del mutuo necessario a coprire l’acquisto della casa intestata alla sola ex. Insomma, in caso di separazione è possibile avere il rimborso delle spese affrontate durante il periodo della convivenza?

Separazione coniugi: il rimborso delle spese

Durante il matrimonio, cioè quel rapporto tra marito e moglie sancito da un regolare contratto, sono tante le occasioni per le quali la coppia affronta delle spese. Basti pensare ai costi per coprire i consumi delle forniture elettriche o idriche (le cosiddette utenze) oppure agli oneri necessari per compiere le piccole riparazioni all’interno dell’abitazione familiare. In tutte queste ipotesi, così come nelle altre dello stesso tipo, ci troviamo di fronte ai bisogni della vita quotidiana ed all’inevitabile obbligo di contribuzione nascente dal rapporto matrimoniale. In virtù di ciò, non è, certamente, possibile pretendere alcun rimborso per questo tipo di spese.

La descritta situazione, secondo alcune pronunce giurisprudenziali, non cambia nemmeno dinanzi ai costi affrontati per la ristrutturazione della casa familiare, anche se la stessa sia intestata ad entrambi o ad uno solo degli ex. La Cassazione [1], infatti, parte dal presupposto che l’acquisto di un immobile, realizzatosi in costanza di matrimonio, e saldato con denaro esclusivo di uno dei due, è espressione di una donazione (anche se indiretta). Per questo motivo, a maggior ragione, le spese per la ristrutturazione, anche se sono state sostenute da un solo coniuge, non possono essere rimborsate, in quanto, in applicazione del medesimo concetto, sono state accollate con lo stesso spirito di liberalità.

Pertanto, l’adozione del principio nascente dalla citata pronuncia, impedisce, di regola, il rimborso delle spese straordinarie affrontate durante il matrimonio.

Separazione conviventi: il rimborso delle spese ordinarie

Com’è noto, la convivenza, a differenza del matrimonio, non è caratterizzata da alcun vincolo formale: non c’è stato, infatti, alcun contratto. I due compagni hanno, quindi, deciso di costituire, stabilmente, un nucleo familiare, ma senza farlo precedere da alcuna celebrazione o cerimonia. Nonostante ciò, è chiaro che i due abbiano voluto dare vita ad un rapporto more uxorio, cioè come se le parti fossero state marito e moglie; una situazione, dove c’è stata, inevitabilmente, una piena condivisione d’intenti, non solo da un punto di vista sentimentale, ma anche in relazione ai bisogni reciproci legati alla vita quotidiana. Per questa ragione, le spese ordinarie, che la coppia ha affrontato in pendenza della convivenza, non possono essere rimborsate, essendo state espressione dell’adempimento di un’obbligazione, tecnicamente, definita naturale. Perciò, anche se uno degli ex si è caricato, maggiormente, dei predetti oneri, non potrà pretenderne la restituzione a separazione avvenuta.

Separazione conviventi: il rimborso delle spese straordinarie

Leggendo il paragrafo precedente, avrai compreso che è impossibile oltreché inaccettabile che, il convivente, una volta cessato il rapporto, possa pretendere di fare i conti con l’ex, sino al punto di farsi rimborsare ogni spesa affrontata durante il rapporto. Gli esborsi ordinari, infatti, rientrano in quei costi che, spontaneamente, una coppia affronta nel menage familiare e per tale motivo non possono, certo, essere restituiti. Viceversa, si può arrivare alla stessa conclusione anche per gli oneri straordinari?

A questo riguardo, la situazione sembrerebbe essere diversa. Secondo, infatti, l’opinione giurisprudenziale [2], per valutare se le spese affrontate durante una convivenza siano o meno ripetibili, occorre giudicare se le stesse rientrino in quelle naturali e conseguenziali al rapporto di convivenza. Per procedere a tale valutazione, dicono i giudici, è necessario considerare le condizioni patrimoniali e sociali della famiglia di fatto e verificare se gli importi in contestazione superano il limite della proporzionalità e dell’adeguatezza [3].

Ad esempio, è ciò che avviene quando l’ex convivente si sia sobbarcato i costi della ristrutturazione o le rate del mutuo dell’immobile dell’altro. In questo, come in altri casi analoghi, evidentemente, a meno che si tratti di un soggetto particolarmente benestante, appare difficile che la prestazione economica eseguita a favore del compagno sia stata proporzionata alle proprie condizioni patrimoniali e non abbia, invece, rappresentato uno sforzo economico ingente e inadeguato. Pertanto, in queste occasioni, il rimborso sembra dovuto.


note

[1] Cass. ord. n. 24160/2018

[2] Cass. sent. n. 18632/2015

[3] Cass. sent. n. 11330/2009


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