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Coronavirus: avvocati esentati dalla quarantena

24 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: avvocati esentati dalla quarantena

Il Tar sospende l’efficacia del provvedimento emesso nei confronti di un legale: riconosciuti validi e provati gli impegni professionali che avevano reso necessaria l’uscita.

Avvocati sempre più liberi nei loro spostamenti: dopo il decreto legge Cura Italia in vigore da lunedì 23 marzo che nell’ultima versione, quella approvata dal Consiglio dei Ministri, ha compreso la categoria forense nella lista delle attività che possono restare aperte, adesso anche la giurisprudenza apre alla possibilità di uscire da casa per impegni professionali connessi all’espletamento dei mandati difensivi.

Un nuovissimo provvedimento emesso dal Tar Campania [1] ha sospeso la quarantena, sia pur temporaneamente, di un avvocato che aveva dimostrato comprovati impegni professionali che rendevano indispensabile l’allontanamento dalla propria abitazione. Il legale si era recato ad un distributore automatico di tabacchi, ma era stato fermato dai Carabinieri che gli avevano intimato un “atto di diffida e messa in quarantena” con decorrenza dal 18 marzo; guardacaso lo stesso giorno di entrata in vigore del decreto legge Cura Italia, ma il provvedimento amministrativo nei suoi confronti era stato emanato sulla base dell’ordinanza adottata il 13 marzo dalla Regione Campania, che aveva anticipato le restrizioni poi estese a livello nazionale.

L’avvocato ha però impugnato il provvedimento davanti al giudice amministrativo e il Tar ha riconosciuto valide le esigenze professionali che avevano reso necessaria l’uscita di casa: ha documentato, infatti i propri mandati difensivi relativi a due prossimi giudizi penali, pendenti presso due diversi Tribunali (Cassino e Napoli Nord).

Il Collegio giudicante, in via cautelare, ha ritenuto “la verosimiglianza di quanto dedotto in esito alla essenzialità del percorso seguito dalla propria abitazione per l’approvvigionamento presso il punto di distribuzione automatico di tabacchi” e perciò ha sospeso l’efficacia dell’atto; precisando che ciò avviene “in relazione ai detti impegni professionali, nei limiti di quanto ad essi necessariamente connesso e nel rispetto di tutte le altre misure, condizioni e precauzioni comunque note al ricorrente”.

Al di fuori di essi, pertanto, l’avvocato torna ad essere soggetto a tutti gli obblighi, prescrizioni e restrizioni previsti per qualsiasi altro cittadino.

note

[1] Tar Campania, sez. V, decreto n. 433/20 del 20 marzo 2020.


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