Diritto e Fisco | Articoli

Assicurazione per colf

7 Giugno 2020 | Autore:
Assicurazione per colf

La collaboratrice domestica è coperta presso l’Inail contro il rischio di infortuni e malattie professionali, o è necessario stipulare un’assicurazione a parte?

Hai assunto una collaboratrice domestica da diverso tempo ormai: l’assunzione è regolare, paghi lo stipendio puntualmente e ogni tre mesi paghi i contributi all’Inps.

La lavoratrice sta continuando a svolgere la sua attività per la tua famiglia anche in queste settimane, nonostante il perdurare dell’epidemia di coronavirus. Tuttavia, sei preoccupato: che cosa succederebbe se la colf dovesse ammalarsi a causa tua o di un tuo familiare? Si tratterebbe di una malattia professionale? E in questo caso come fare, dato che non hai mai versato premi all’Inail?

Bisogna stipulare un’assicurazione per colf?

Cerchiamo di capire quali sono le tutele assicurative riservate ai lavoratori domestici: se le tutele valgono per tutti i collaboratori domestici assunti regolarmente, oppure se è necessario stipulare un’ulteriore assicurazione oltre a quella Inps ordinariamente prevista, e a chi bisogna rivolgersi.

La colf è assicurata contro malattie professionali e infortuni?

Sai che la colf deve essere obbligatoriamente assicurata contro gli infortuni e le malattie professionali e sei sicuro di aver svolto diligentemente tutti gli adempimenti per mettere in regola la collaboratrice: tuttavia, non hai mai avuto nulla a che fare con l’Inail, cioè con l’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Che cosa ti sfugge?

Devi sapere che gli adempimenti relativi al rapporto di lavoro domestico sono differenti dagli adempimenti richiesti alla generalità dei datori di lavoro. Non è infatti necessaria alcuna comunicazione all’Inail di inizio attività, né l’elaborazione dell’autoliquidazione dei premi. I premi assicurativi Inail sono compresi nei contributi che versi ogni 3 mesi all’Inps, che provvede direttamente ad attribuirli all’Inail.

Quindi, anche se non versi niente all’Inail, devi sapere che una parte della contribuzione che corrispondi all’Inps viene girata dall’istituto all’Inail, a copertura dei rischi contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Questo comporta che, se la lavoratrice si ammala a causa del lavoro, o se si fa male, ha il diritto di ricevere dall’Inail le eventuali indennità e rendite per inabilità temporanea e permanente al lavoro, l’assegno per assistenza continuativa, le cure mediche e chirurgiche, la fornitura di apparecchi e protesi, a seconda del caso di specie. È inoltre possibile integrare con le prestazioni erogate da Cassa Colf.

Cosa bisogna fare se la colf si fa male o si ammala a causa del lavoro?

In caso di infortunio o malattia professionale, il datore di lavoro domestico deve inoltrare la denuncia d’infortunio, allo stesso modo della generalità dei datori di lavoro.

La denuncia va inviata utilizzando le funzionalità del sito Inail, direttamente dal datore in possesso delle credenziali o tramite gli intermediari abilitati, entro 48 ore dal momento in cui la colf consegna al datore la certificazione medica comprovante l’infortunio o la malattia professionale. In caso di morte o pericolo di morte della collaboratrice, la denuncia va inviata entro 24 ore. La denuncia assolve anche alla funzione di comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza.

Se l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale comportano l’assenza della colf per almeno un giorno (escluso quello dell’infortunio), ma per non più di 3 giorni, il datore non deve inviare all’Inail la denuncia, ma un’apposita comunicazione telematica (che, tramite l’istituto, è inoltrata anche al Sinp, Sistema informativo nazionale prevenzione).

La comunicazione d’infortunio, che ha una finalità statistica ed informativa, deve contenere i dati e le informazioni relative all’evento, e deve essere inviata tramite il servizio telematico “Comunicazione di infortunio”, disponibile sul sito dell’Inail, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico.

Infortunio sul lavoro e malattia professionale colf: cosa spetta

In caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, spetta alla colf, convivente o non convivente, la conservazione del posto per i seguenti periodi:

  • per anzianità fino a sei mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
  • per anzianità da più di sei mesi a due anni, 45 giorni di calendario;
  • per anzianità oltre i due anni, 180 giorni di calendario.

I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell’anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall’evento.

Alla colf, nel caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, spettano le prestazioni erogate dall’Inail previste a favore della generalità dei dipendenti [1]. Per approfondire: Rendite Inail. Possono spettare ulteriori prestazioni erogate da Cassa Colf.

Il datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione globale di fatto per i primi tre giorni di assenza per infortunio o malattia professionale, cioè per il cosiddetto periodo di carenza.

L’aggiunta della quota convenzionale sostitutiva di vitto e alloggio, per il personale che ne usufruisca normalmente, è dovuta solo nel caso in cui la colf non sia degente in ospedale o presso il domicilio del datore di lavoro.

L’ infortunio e la malattia professionale intervenuti durante il periodo di prova o di preavviso sospendono la decorrenza degli stessi.

Come funzionano i contributi Cassa Colf?

I contributi Cassa Colf danno diritto a delle prestazioni aggiuntive a favore della collaboratrice domestica.  I contributi per la Cassa Colf sono pari ad una quota minima di 0,03 euro per ogni ora di lavoro prestata (0,02 euro a carico del datore di lavoro e 0,01 euro a carico della colf), ma possono essere volontariamente integrati fino ad un massimo di 25 euro annui: questa cifra costituisce anche la soglia minima per aver diritto alle prestazioni erogate dalla cassa.

La Cassa Colf garantisce le seguenti prestazioni, in via diretta o tramite la società Unisalute (società di assistenza sanitaria del gruppo:

  • per il datore di lavoro: l’assicurazione per la responsabilità civile per infortunio occorso al lavoratore, in caso di rivalsa Inail (ipotesi non coperte dall’Inail), e per danni causati a terzi dal lavoratore;
  • a favore della colf:
    • indennità giornaliera per ricovero e convalescenza;
    • rimborso spese ticket sanitari; rimborso spese mediche per gravidanza;
    • rimborso spese per interventi su figli del lavoratore entro il 1° anno di vita;
    • protesi e ausili medici ortopedici; trattamenti fisioterapici; grandi interventi in strutture pubbliche; prestazioni sanitarie presso strutture convenzionate con UniSalute;
    • prestazioni odontoiatriche particolari.

Le prestazioni sono riconosciute:

  • a fronte della regolarità contributiva per i 4 trimestri precedenti o comprensivi del trimestre in corso, al momento in cui è occorso l’evento per il quale si chiede la prestazione, ad esempio la malattia o l’infortunio;
  • con un versamento minimo di 25 euro, anche effettuato da più datori;
  • per eventi accaduti dal 2° trimestre di iscrizione in poi.

Gli eventi accaduti nel 1° trimestre non sono considerati. La domanda va inviata entro 12 mesi dall’evento, pena la decadenza.


note

[1] D.P.R. 1124/1965.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube