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Coronavirus: quando si può uscire dopo l’ultimo decreto?

25 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: quando si può uscire dopo l’ultimo decreto?

Il provvedimento approvato dal Cdm restringe i motivi per lasciare l’abitazione? Cosa si rischia? In quali casi è previsto il carcere?

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri ieri, martedì 24 marzo, per contenere la diffusione del coronavirus sconsiglia ulteriormente di lasciare la propria abitazione se non per casi urgenti o di estrema necessità, pena il pagamento di pesanti sanzioni. Guardando l’importo delle multe, ma soprattutto il continuo crescere dei contagi, che è la cosa più importante da considerare, alla domanda «quando si può uscire di casa» verrebbe da rispondere «mai».

In realtà, non è così. Cambiano le sanzioni ma non i motivi per cui si può uscire di casa, e cioè: comprovate esigenze di lavoro, motivi di salute o esigenze indifferibili, come ad esempio fare la spesa o comprare dei medicinali. Attenzione alle sfumature, perché spesso possono essere quelle a fare la differenza ed a fare scattare la multa che, da ieri, è compresa tra 400 e 3.000 euro.

Ad esempio: si può uscire a trovare la madre anziana che non sta bene? Dipende. Se la donna ha bisogno della spesa, di farmaci o di assistenza quotidiana (occorre farle da mangiare, aiutarla a lavarsi almeno una volta al giorno, ecc.), il motivo può essere giustificato. Ma se ha un altro figlio che abita più vicino a lei e che può occuparsi da solo della madre, allora devi restare a casa.

Non è giustificato nemmeno uscire per acquistare qualcosa che, pur essendo a disposizione in un negozio non costretto alla chiusura (come può essere il negozio di ferramenta) non è urgente o indispensabile. Per esempio, non è possibile andare la mattina a comprare la guarnizione di un rubinetto che perde ed il pomeriggio per andare al supermercato a comprare il latte: viene richiesto di fare un’uscita unica per prendere ciò di cui effettivamente si ha bisogno.

Va detto che la multa da 400 a 3.000 euro diventa di 6.000 euro per i recidivi, vale a dire per chi viene sorpreso a uscire di casa per la seconda volta senza motivo giustificato. Si applica lo sconto del 30% se la sanzione viene pagata subito. Ma attenzione: questi importi sono previsti per chi esce di casa senza motivo a piedi. Se il trasgressore esce in macchina, la violazione comporta l’aumento di un terzo della sanzione: da 533 a 4.000 euro. Non è previsto, invece, il fermo amministrativo dell’auto, come ipotizzato dalla bozza del decreto.

Altra novità introdotta dal provvedimento appena approvato dal Consiglio dei ministri riguarda l’aspetto penale. Sia per le multe già comminate finora (più di 100mila) sia per quelle future, cadono le accuse penali nei confronti dei cittadini che non hanno rispettato o che non rispetteranno le regole. Significa che non è più previsto l’arresto per violazione dell’articolo 650 del Codice penale, cioè per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Diverso il caso di chi è risultato positivo al tampone del Covid-19 e lascia, comunque, la propria abitazione: lì sì che si rischia il carcere. Per lui c’è la reclusione da 1 a 5 anni per delitto colposo contro la salute pubblica.

note

Autore immagine: Carlos Arija


1 Commento

  1. si può uscire per dar da mangiare ad un gatto in presente in un appezzamento di terreno in un altro comune che si è abituato a mangiare le crocchette ma che è nato e stato sempre in quel posto e non è possibile portarlo nella propria abitazione?

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