Coronavirus: il vaccino contro la Tbc è efficace?

25 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: il vaccino contro la Tbc è efficace?

Al via in quattro Paesi le sperimentazioni: l’obiettivo è capire se è possibile rafforzare il sistema immunitario attraverso il bacillo contenuto nel siero.

Dire che si è immuni al coronavirus grazie al vaccino contro la tubercolosi (come si sostiene in giro parlando degli immigrati) è una clamorosa fake news. Ma il fatto che questo vaccino possa aiutare a difendersi dal Covid-19 non lo è. Lo dimostra la sperimentazione in corso in Paesi come Olanda, Australia, Gran Bretagna e Germania. In questi quattro Stati è stato avviato uno studio per rinnovare le difese dell’organismo proprio grazie al vaccino contro la Tbc, che contiene il bacillo di Calmette-Guerin o Bcg. Serve, insomma, a rafforzare la capacità di reazione del nostro corpo anche di fronte all’aggressione del coronavirus, in attesa di un siero mirato ed efficace contro il virus pandemico.

In Olanda, si punta a coinvolgere un migliaio di operatori sanitari in due ospedali universitari, quello di Nijmegen e quello di Utrecht. Lo stesso si sta facendo a Melbourne, in Australia. L’obiettivo è quello di capire gli effetti del vaccino contro la Tbc come stimolo immunitario per gli anziani. La Gran Bretagna seguirà presto la stessa strada.

Su che cosa si basano questi studi? Come spiega questa mattina Il Sole 24Ore, esistono in genere due tipi di immunità: quella naturale o innata, che si attiva in seguito al contatto con molti agenti patogeni, e quella acquisita, che si sviluppa in seguito all’esposizione a un determinato antigene. Il potenziale ruolo del Bcg, cioè del bacillo contenuto nel vaccino contro la Tbc, si concentra sull’immunità innata, come dimostrato dal fatto che i bambini e i giovani tendono ad avere sintomi molto meno intensi, o risultano addirittura asintomatici nei confronti del coronavirus.

«L’immunità innata – spiega Lorenzo Moretta, direttore del Dipartimento di Immunologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma ed ex-direttore scientifico dell’Istituto Gaslini di Genova – viene stimolata grazie ai vaccini, agli adiuvanti in essi contenuti e alle frequenti infezioni naturali, ad esempio all’asilo e a scuola, ed è fondamentale per ottenere una reazione di tipo specifico nei confronti di determinati virus e batteri. Ovviamente questa iperfunzione del sistema dell’immunità innata può agire anche per risposte più generali».

Ecco, allora, dove può entrare in gioco il Bcg. «Col tempo questa risposta tende a sfumarsi – continua Moretta -. Nei più piccoli insomma il sistema innato è iperattivato, e inoltre è molto plastico, riesce cioè ad adattarsi meglio agli stimoli che vengono dalle vaccinazioni e dalle infezioni naturali, rispetto all’anziano. Il Bcg, come altri recenti adiuvanti contenuti in alcuni vaccini, potrebbe riuscire a rigenerare in senso positivo questo sistema, innescando la produzione di anticorpi protettivi». Se tutto questo sarà efficace contro il coronavirus, lo dirà solo il tempo.

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Autore immagine: Canva.com


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