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Lo sai che? Immatricolazioni: la paradossale storia delle nuove targhe con Iva al 22%

Lo sai che? Pubblicato il 5 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 ottobre 2013

Da oggi tutte le nuove immatricolazioni sconteranno l’Iva al 22%; chi ha immatricolato un’auto dal 1° al 3 ottobre dovrà pagare un’integrazione di pochi centesimi per regolarizzare la propria posizione.

Una storia di burocrazia tipicamente italiana quella che si profila, oggi, con le nuove immatricolazioni.

La motorizzazione ha appena comunicato – non era mai accaduto prima – che l’aumento dell’Iva al 22% riguarda anche l’acquisto delle nuove targhe per veicoli. Senonché tale chiarimento è arrivato qualche giorno dopo l’aumento dell’aliquota, scattato il 1° ottobre. Così, dal 1° al 3 ottobre sono state immatricolate auto e targhe con il vecchio sistema. Gli uffici, insomma, non erano aggiornati e non sapevano ancora nulla a riguardo.

Risultato? Che ora chi ha immatricolato o reimmatricolato un veicolo in questo intervallo di tempo dovrà pagare un altro bollettino postale con l’integrazione, un’integrazione di pochi centesimi, molto inferiore quindi degli 1,80 euro che costa il bollettino postale. Senza contare al tempo che si perderà per regolarizzare il mezzo.

A parte il paradosso, sembra peraltro che l’interpretazione fornita dalla Motorizzazione e dal Ministero sia tutt’altro che fondata. Infatti le targhe sono considerate “carte valori” e come tali non soggette ad Iva.

Peraltro l’aumento colpirebbe anche lo Stato, che compra le targhe dal Poligrafico prima di rivenderle – attraverso la Motorizzazione – ai cittadini e alle agenzie di pratiche.

Infine, le targhe che oggi vengono applicate sui veicoli sono state prodotte mesi fa e si trovavano negli stock della Motorizzazione e delle agenzie: bisognerebbe allora chiarire come applicare l’aumento Iva sugli stock, visto che il problema non si è mai posto prima.

Una cosa, comunque, è certa: da oggi chiunque intenda immatricolare un’auto dovrà pagare l’Iva più elevata. Un costo in più a carico del cittadino.


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