Coronavirus: verso il Reddito di cittadinanza rafforzato

25 Marzo 2020
Coronavirus: verso il Reddito di cittadinanza rafforzato

Interventi mirati per potenziare il sussidio in favore delle famiglie numerose e in condizioni di bisogno: la proposta delle associazioni è riscontrata dal ministro per il Sud.

Le misure economiche contenute nel decreto legge Cura Italia non hanno toccato il Reddito di cittadinanza se non marginalmente, sospendendo per due mesi gli obblighi di ricerca di impiego e i relativi termini; d’altro canto, lo stesso decreto stabilisce che le indennità di sostegno previste per lavoratori dipendenti e autonomi sono del tutto escluse per i percettori del Reddito.

Ma la crisi economica dovuta al coronavirus sta colpendo tutti e si inizia a delineare un vuoto di tutela proprio per questa categoria, che considerati i nuclei familiari a carico arriva a quasi 4 milioni di persone. Così iniziano ad arrivare da vari fronti le prime proposte che vanno in direzione di un Reddito di cittadinanza rafforzato, potenziato proprio per fronteggiare l’emergenza in atto.

Oggi è la volta dell’Alleanza contro la Povertà – una coalizione di 35 associazioni, enti e soggetti sociali attiva sin dal 2013 e che fu promotore del Reddito di inclusione – che, in un comunicato riportato dall’agenzia stampa Adnkronos, esprime “profonda preoccupazione” per gli effetti della pandemia di Covid-19 sulle fasce più fragili della popolazione.

L’emergenza sanitaria – dice l’Alleanza – “è già diventata economica e porterà a un drammatico aumento della povertà nel nostro Paese”. Per questo, l’Alleanza ritiene “che per far fronte all’emergenza servano misure immediatamente esecutive per fare in modo che le persone non cadano in povertà”.

Per l’Alleanza contro la Povertà, “sarà necessario che il Reddito di cittadinanza sia rafforzato per raggiungere tutte le persone in condizioni di povertà con interventi mirati, volti innanzitutto: a correggere criteri di accesso penalizzanti per le famiglie numerose, i minori e gli stranieri, che saranno ulteriormente colpiti dalla crisi in corso; a rafforzare la presa in carico delle persone in condizione di bisogno, attraverso un’implementazione dell’infrastruttura sociale sul territorio”.

L’Alleanza chiede quindi “un confronto nel merito con le istituzioni, mettendo a disposizione esperienza e competenze maturate negli ultimi anni di azione sul tema della lotta alla povertà”.

Il ministro per il Sud, Peppe Provenzano, si dichiara favorevole all’ampliamento degli interventi di sostegno. In un post su Facebook scrive “Al Sud, e non solo, dopo questa crisi, specialmente se si prolungherà, rischiamo il collasso sociale. Fin qui, giustamente, con il decreto Cura Italia abbiamo offerto protezione ai lavoratori, con la cassa integrazione in deroga. Tutto questo non copre fasce più vulnerabili della popolazione, che se non hanno avuto accesso al RdC sono privi di tutele. Non possiamo fare come gli struzzi, mettere la testa sotto la sabbia”.

“Concretamente, sul tema sociale, che fare? Per come è l’Italia, e per come è il Sud – rileva Provenzano – mi pare che si possano percorre alcune strade, ne richiamo due. La prima, senza smantellare il welfare, è estendere il RdC superando in questa fase alcuni vincoli (ad esempio il requisito patrimoniale, che lo rende in parte infruibile) e rafforzando però i controlli. La seconda strada è una forma di sostegno alle famiglie, specialmente a quelle più numerose, che affronti il dramma della povertà minorile, qualcosa che si approssimi all’assegno unico familiare e che accompagni le altre misure di carattere sociale”.

Il ministro, però, precisa che questa è solo una proposta iniziale e occorre lavorarci: “Non è una decisione, che comunque non spetterebbe solo a me. È una questione politica, da discutere nel governo, nella maggioranza, in parlamento, con le forze economiche e sociali, con la cittadinanza attiva. Ora concentriamoci a fronteggiare l’emergenza sanitaria, che è la priorità, anche al Sud,  impegniamoci con responsabilità a sconfiggere il virus. Ma cominciamo da subito a pensare al dopo, in cui molte cose dovranno cambiare”, conclude il ministro.

Ma dall’opposizione arriva un secco no: ”Fratelli d’Italia fin dal primo momento è stato contrario alla misura del Reddito di cittadinanza, ed è evidente che siamo profondamente contrari ad un’ipotesi di allargamento come propone il ministro Provenzano. Proprio lui, che dovrebbe essere il ministro per la tutela del Sud Italia, dovrebbe rendersi conto che soltanto attraverso interventi mirati a sostegno delle aziende si possono creare le condizioni per un Mezzogiorno capace di reggersi sullo sviluppo economico e non sull’assistenzialismo”, dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.



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