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Lo sai che? Acquistare la casa del padre all’asta: non è consentito all’erede

Lo sai che? Pubblicato il 7 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 ottobre 2013

In caso di pignoramento della casa familiare, un figlio o il coniuge possono intervenire all’asta, acquistando l’immobile e salvandolo dall’espropriazione; ciò non è più possibile, però, se il debitore decede ed essi diventano eredi.

Nel caso di debiti (fiscali e non) contratti da un debitore, anche la casa di quest’ultimo può essere messa all’asta dal Tribunale attraverso una particolare procedura chiamata “espropriazione immobiliare”.

Chi però crede di poter riacquistare il proprio immobile, partecipando in prima persona all’asta, si sbaglia di grosso: la legge [1], infatti, prevede che ognuno, tranne il debitore, è ammesso a offrire una somma per l’acquisto dell’immobile pignorato.

È dunque escluso da tale procedura il debitore. Ciò poiché si presume che lo stesso sia privo di qualsiasi disponibilità; diversamente, egli sarebbe tenuto a pagare il proprio debito.

Così, molto spesso, per aggirare il divieto, si fa intervenire all’asta i familiari affinché acquistino l’immobile ad un prezzo inferiore rispetto al valore del debito per il quale il creditore agisce.

Infatti, nell’espropriazione forzata di immobili può fare offerte all’incanto e offerte di aumento anche il coniuge del debitore, anche se in comunione dei beni. La norma che esclude la possibilità del debitore esecutato è speciale, per cui non può essere estesa ad altri soggetti [2].

Quindi anche il figlio del debitore può depositare la propria offerta e partecipare all’asta.

Non tutti sanno però che il divieto di partecipare all’asta, oltre che al debitore, si estende anche nei confronti degli eredi del defunto debitore.

Ciò significa che anche il figlio, alla morte del padre, una volta accettata l’eredità, non potrà partecipare all’asta per comprare la casa del padre messa in vendita dal Tribunale.

Conoscere questa semplice regola è importante onde pianificare eventuali strategie.

L’intervento di un erede (per es., il coniuge o il figlio) all’asta della casa familiare è possibile, infatti, finché il debitore sia in vita. Al contrario, una volta divenuti eredi, avranno le stesse preclusioni del debitore originario. L’unico modo per evitare questo divieto è di rinunciare all’eredità.

note

[1] Art. 571, comma 1,  cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 605/1982 del 02.02.1982


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1 Commento

  1. la mia casa andra all asta … ce la possibilita di ottenere il prestito per estinguere il debito che ho con la banca’? sono andata in diverse banche ma nessuno vuole farmi il prestito ,,perche per le banche sono una cattiva pagatrice ..

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