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Modulo ricorso al prefetto contro multa

6 Giugno 2020 | Autore:
Modulo ricorso al prefetto contro multa

Ricorso al prefetto per la contestazione della multa: cos’è e come si fa? Come si impugna una contravvenzione stradale? Fac simile di ricorso in allegato.

Solamente i più virtuosi al volante non hanno mai avuto esperienza di una multa stradale; per tutti gli altri, invece, quanto sto per dire non risulterà affatto nuovo. A prescindere da quanti hanno avuto conoscenza diretta delle contravvenzioni stradali, questo articolo è rivolto a tutti coloro che quotidianamente si mettono alla guida della propria vettura e sono esposti al rischio di essere sanzionati per una violazione (seppur minima) del codice della strada: voglio parlarti infatti del ricorso al prefetto contro una multa.

Nei paragrafi che seguiranno non ti spiegherò solamente quando potrai impugnare una contravvenzione stradale, ma anche come fare un ricorso al prefetto senza chiedere aiuto a un avvocato: al termine della trattazione, infatti troverai un comodo modello di ricorso al prefetto di cui potrai avvalerti per far valere le tue ragioni davanti all’autorità amministrativa.

Insomma, se hai dieci minuti di tempo e vuoi saperne di più su questo argomento, allora ti invito a proseguire nella lettura di questo articolo: ti offrirò un modulo per fare ricorso al prefetto contro una multa stradale.

Ricorso al prefetto: cos’è?

Il ricorso al prefetto è uno dei modi per poter contestare una multa stradale che si ritiene ingiusta. Come ti spiegherò nei prossimi paragrafi, il ricorso al prefetto è uno strumento ideale per poter impugnare una contravvenzione stradale, soprattutto quando si ritenga che la stessa presenti vizi di forma evidenti: pensa al verbale elevato dalla polizia stradale in cui manchi il riferimento alla targa dell’autovettura.

Con il ricorso al prefetto puoi ottenere l’annullamento della multa e, dunque, potrai essere liberato dall’obbligo di dover pagare la sanzione.

I vantaggi del ricorso al prefetto

Il ricorso al prefetto contro una multa stradale presenta indubbi vantaggi. Innanzitutto, rispetto al ricorso al giudice di pace (altro strumento di impugnazione della contravvenzione stradale), quello al prefetto è molto più economico, in quanto non occorre pagare alcun contributo unificato, se non l’eventuale invio della raccomandata nel caso in cui non si presenti il ricorso personalmente.

È tuttavia il caso di ricordare che, in caso di rigetto del ricorso, il prefetto emana un’ordinanza con la quale condanna a una sanzione pari al doppio di quella irrogata in fase di accertamento.

Altro vantaggio è la celerità: trattandosi di un ricorso di tipo amministrativo, non occorrerà attendere i lunghi tempi della giustizia italiana, ma quelli più brevi propri di una procedura di questo tipo.

Ricorso al prefetto contro multa: come funziona?

Finora abbiamo detto che con il ricorso al prefetto puoi contestare la legittimità di una multa stradale; in pratica, puoi impugnare la contravvenzione notificata a seguito di violazione del codice della strada. Vediamo ora come funziona questo particolare tipo di ricorso.

Il ricorso al prefetto può essere presentato solo se la sanzione in misura ridotta non è stata pagata; in caso contrario, l’impugnazione è inammissibile .

All’interno del ricorso al prefetto è necessario indicare tutti gli esatti estremi del verbale che si vuole impugnare; anzi è opportuno allegare al ricorso una copia del verbale contestato.

Il prefetto può esaminare unicamente i ricorsi relativi a violazioni commesse nel territorio della propria provincia di competenza: ad esempio, il prefetto di Roma avrà competenza a giudicare i ricorsi solamente per le contravvenzioni stradali avvenute nel territorio di Roma.

In caso di violazioni penali, cioè di reati previsti dal codice della strada, ogni competenza è attribuita all’Autorità Giudiziaria.

Come si prepara il ricorso al prefetto?

Il ricorso al prefetto si redige in carta libera, senza particolari formalità: ciò significa che potrai utilizzare un linguaggio semplice e conciso, senza necessità di ricorrere a particolari formule. L’unica cosa necessaria è che nel corpo del ricorso sia esplicitamente manifestata la volontà di impugnare la multa, spiegando con chiarezza le motivazioni.

È possibile allegare al ricorso non solo il verbale della multa ricevuta, ma anche ulteriore documentazione che possa comprovare le proprie ragioni. Inoltre, è possibile inserire, tra le richieste avanzate, anche quella di essere sentito direttamente dal prefetto; in pratica, si tratta di una vera audizione personale.

Chi può presentare il ricorso?

Il ricorso al prefetto può essere presentato solo da chi abbia già ricevuto la formale notificazione o contestazione del verbale da parte dell’organo accertatore, ed entro il 60esimo giorno successivo a tale notificazione/contestazione.

Se non ha avuto luogo né alcuna notificazione né alcuna contestazione immediata della violazione, il procedimento sanzionatorio non può avere ulteriore corso, e pertanto nessun soggetto ha interesse al ricorso. Non è pertanto possibile, ad esempio, proporre un ricorso avverso un mero avviso trovato sul parabrezza di un veicolo in sosta.

Il ricorso al prefetto va firmato in originale. Per la precisione, il ricorso deve essere sottoscritto personalmente con firma autografa dal soggetto destinatario della contestazione immediata (o della notificazione) del verbale. Non è ammissibile un ricorso firmato unicamente da un soggetto estraneo al procedimento sanzionatorio, neppure se si tratta di un familiare.

Come si presenta il ricorso al prefetto?

Il ricorso va presentato personalmente o inviato allo stesso organo accertatore che ha redatto il verbale (Polizia Locale,  Polizia Stradale, o altro organi) tramite raccomandata con avviso di ricevimento. L’organo accertatore provvederà a trasmettere il ricorso al prefetto competente.

Come detto, è possibile anche inviare il ricorso mediante raccomandata  con avviso di ricevimento (raccomandata a/r dal costo di 6,50 euro) indirizzata direttamente alla sede del prefetto, ma in tal caso è previsto un allungamento del termine del procedimento di ulteriori 30 giorni rispetto il termine complessivo ordinario di 180 giorni.

Vista l’equiparazione per legge tra la posta elettronica certificata e la raccomandata a/r, può essere presentato utilizzando la posta elettronica certificata (pec) avendo cura di rispettare le seguenti indicazioni, pena l’inammissibilità del ricorso stesso:

  1. la pec deve essere intestata al ricorrente. Ciò significa che non potrai utilizzare la pec di un tuo amico o di altra persona;
  2. il ricorso deve essere firmato digitalmente dal ricorrente che sia anche titolare della casella di posta elettronica certificata.

È importante conservare la ricevuta della raccomandata con cui è stato inviato il ricorso.

Prefetto: termini e decisione sul ricorso

Il prefetto può decidere il ricorso entro un termine complessivo di 180 giorni dalla spedizione (o presentazione) del ricorso all’organo accertatore, oppure 210 giorni se il ricorso è stato spedito dal ricorrente direttamente al prefetto.

I termini sono così calcolati:

  • se il ricorso al prefetto è stato presentato all’Ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, il termine complessivo per l’adozione dell’ordinanza è di 180 giorni (60 giorni all’Ufficio accertatore + 120 giorni al Prefetto);
  • se il ricorso è stato presentato direttamente al Prefetto il termine si allunga di 30 giorni, arrivando ad un totale di 210 giorni.

Decorsi tali termini, il ricorso ammissibile che non sia stato rigettato si intende accolto, perciò non dovrà essere pagata alcuna sanzione pecuniaria, e non verranno detratti punti dalla patente. In poche parole, vale la regola del silenzio-accoglimento.

Se invece, entro il termine anzidetto, il ricorso viene rigettato, l’organo accertatore provvederà a notificare il provvedimento di rigetto e l’ordinanza di ingiunzione di pagamento al ricorrente, entro 150 giorni dalla data di emissione di tale decreto.

Conseguentemente, in caso di notifica oltre il termine previsto, si estingue l’obbligo di pagare la somma dovuta. Pertanto, dal momento della presentazione del ricorso a quello di ricevimento del provvedimento di diniego, senza tener conto dell’eventuale sospensione in caso di richiesta di audizione, possono trascorrere al massimo:

  • 360 giorni (210 + 150), in caso di presentazione diretta al prefetto;
  • 330 giorni (180 + 150), in caso di presentazione all’ufficio accertatore.

Inoltre, per quanto riguarda i termini entro cui il prefetto può decidere il ricorso, qualora il ricorrente chieda di venir personalmente sentito dal prefetto, i termini restano sospesi per tutto il tempo da quando il ricorrente riceve la convocazione, fino al giorno fissato per lo svolgimento dell’audizione (anche in caso di mancata presentazione dell’interessato convocato).

Il rigetto del ricorso al prefetto

Se il ricorso viene rigettato, viene ingiunto al ricorrente anche il pagamento della spesa sostenuta per la convocazione dell’audizione.

Se il Prefetto dichiara, per vari eventuali motivi, l’inammissibilità/irricevibilità del ricorso, oppure, ad esempio, dichiara la nullità di un ricorso privo di firma autografa del ricorrente, tale ricorso non produce alcun effetto giuridico, come se non fosse mai stato presentato .

Ciò significa che se non era stata pagata (entro il termine di legge) la sanzione in misura ridotta, verrà applicata la procedura prevista dalla legge per un importo pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale.

Per le violazioni per le quali non è ammesso il pagamento in misura ridotta, il Prefetto emette un’ingiunzione di pagamento, anche se non è stato proposto alcun ricorso. Tuttavia, se sono passati oltre cinque anni dall’accertamento della violazione, il procedimento viene archiviato per prescrizione.

Nel caso che il Prefetto respinga un ricorso, l’importo di cui viene ingiunto il pagamento non può essere inferiore al doppio del minimo edittale per quella determinata violazione.

Se il prefetto respinge un ricorso, l’interessato può ricorrere al Giudice di Pace, come viene spiegato in calce al provvedimento del Prefetto.

L’accesso agli atti nel ricorso al prefetto

L’eventuale accoglimento del ricorso viene comunicato all’interessato da parte dell’organo accertatore, che provvede anche a notificare l’eventuale rigetto del ricorso.

Il ricorrente (o una persona munita di idonea delega scritta) può esercitare l’accesso agli atti, in modo tale da poter prendere visione dei documenti depositati presso la prefettura e sui quali si è basata la decisione del prefetto.

Fac simile ricorso al prefetto contro multa stradale

Dopo tutte queste spiegazioni, sicuramente ora vorrai vedere con i tuoi occhi un modello di ricorso da presentare direttamente al prefetto. Qui di seguito, troverai il fac simile del ricorso al prefetto.


Al Sig. Prefetto di ____________

______________

__________ ________

 

AL SIG. PREFETTO DI __________

Ricorso ex art. 203 CdS

Racc. a/r

Io sottoscritto, _________________, nato il _____________ a ____________, residente in _____________________ alla via ________________, cod. fisc. ______________________________;

premesso che

– con verbale n. _____________ del _______________ veniva contestata l’infrazione di cui all’art. ________________ c.d.s., perché, a detta degli accertatori, «_________________________________________________________________________________________»;

– per l’effetto, veniva comminata la sanzione economica di € ___________________ e la decurtazione di ________ punti dalla patente;

– la sanzione è illegittima e infondata, e pertanto intendo impugnarla innanzi al Prefetto territorialmente competente per i seguenti

motivi

________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

*****

Tutto ciò premesso

CHIEDO

all’Illustrissimo Signor Prefetto, previa audizione personale dello scrivente, di accogliere il presente ricorso e dichiarare nullo, illegittimo o comunque infondato l’accertamento impugnato, con conseguente ordinanza di archiviazione degli atti, comunicandola all’organo accertatore.

Allego copia verbale n. ______________ del _________________.

Con osservanza

Firma


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