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Accusa di furto senza prove

27 Marzo 2020
Accusa di furto senza prove

Quali sono le conseguenze penali per chi accusa una persona pur sapendola innocente.

Supponiamo che qualcuno si sia introdotto in casa tua mentre eri fuori a cena con i colleghi di lavoro. Gioielli, computer e soldi sono spariti. Per non parlare dell’appartamento, completamente sottosopra. Quando arriva la polizia, comunichi agli agenti di sapere chi è stato e fornisci nome e cognome di una persona che conosci bene e con la quale non hai un ottimo rapporto. Forse non lo sai, ma l’accusa di furto senza prove configura il reato di calunnia. Nell’articolo che segue analizzeremo gli aspetti più rilevanti di questa fattispecie e, soprattutto, quali conseguenze comporta.

Cos’è il furto?

Commette il reato di furto chi si impossessa di una cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne un profitto. Ti faccio un esempio.

Tizio preleva dagli scaffali di un supermercato del cibo che nasconde all’interno della giacca per poi superare le barriere delle casse e andar via senza essere visto.

Si tratta di un reato comune, cioè può essere commesso da chiunque e si consuma solo nel momento in cui il ladro sottrae il bene e riesce a sfuggire alla vigilanza del precedente possessore.

Come viene punito il furto?

A questo punto, possiamo dunque distinguere le seguenti tipologie:

  • furto semplice, cioè quello commesso senza alcuna aggravante. Pensa, ad esempio, alla ragazza che lascia sulla panchina del parco il suo zainetto e quando se ne accorge è ormai troppo tardi, perché qualcuno lo ha portato via approfittando della sua distrazione. Per questa tipologia di furto è prevista la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 154 euro a 516 euro;
  • furto in abitazione e furto con strappo (o scippo): il primo si verifica quando il ladro si introduce in un luogo privato (ad esempio, in un appartamento), mentre il secondo si configura quando il ladro strappa il bene ad una persona, senza esercitare sulla stessa alcuna violenza (altrimenti si configurerebbe il diverso reato di rapina). Entrambe le ipotesi sono punite con la reclusione da quattro a sette anni e con la multa da 927 euro a 1.500 euro;
  • furto aggravato, ossia quello commesso in presenza di alcune circostanze come ad esempio la destrezza o l’uso di armi. Se ricorre l’aggravante, il furto è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 927 euro a 1.500 euro.

Mentre il furto semplice è punito a querela di parte, le ultime due ipotesi sono procedibili d’ufficio. Questo vuol dire, in pratica, che nel primo caso la vittima deve presentare – entro 3 mesi dal fatto – una querela alle autorità (polizia, carabinieri o Procura della Repubblica) e manifestare chiaramente la volontà che il colpevole venga perseguito penalmente; nel secondo caso, invece, chiunque può denunciare il furto commesso senza limiti di tempo. Sia la querela che la denuncia fanno scattare le indagini, a seguito delle quali può essere dichiarata l’archiviazione (ad esempio, perché non ci sono prove) oppure potrebbe instaurarsi un processo penale finalizzato all’accertamento della responsabilità del presunto autore.

Accusa di furto senza prove

Partiamo subito con un esempio pratico.

Tizio accusa Caio del furto della sua macchina pur sapendo di avergliela prestata un mese fa.

Ebbene, nell’esempio riportato si parla del reato di calunnia in quanto sussiste:

  • una falsa accusa;
  • la certezza dell’innocenza della persona accusata.

È necessario, altresì, che la falsa accusa sia portata a conoscenza dell’autorità giudiziaria (pubblico ministero, polizia, carabinieri, ecc.) attraverso una denuncia, una querela, un’istanza (anche anonima) oppure con semplici indizi materiali a carico del soggetto innocente.

Ma non è tutto. La calunnia non scatta se hai accusato una persona innocente per un semplice errore. Ti faccio un altro esempio.

Tizio accusa Caio del furto della sua macchina perché la persona che ha visto aveva le sembianze di Caio. Tuttavia, nel corso del processo penale si scopre che chi ha rubato la macchina di Tizio, in realtà, è Sempronio. 

Come puoi vedere, si è trattato di un semplice errore dettato anche dal fatto che magari il furto si è verificato in piena notte in una zona poco illuminata. Motivo per cui Tizio non è riuscito a vedere bene i lineamenti di Caio.

Non incorre nella calunnia neppure chi ha interpretato male una norma e, quindi, accusa qualcuno di un fatto che però non costituisce reato. 

In estrema sintesi, si può dire che se accusi qualcuno di furto pur non avendo le prove e sapendo della sua innocenza, rischi di commettere il reato di calunnia; in caso di errore o dubbio, invece, il reato non si configura.

Accusa di furto senza prove: quali conseguenza?

Se hai accusato falsamente qualcuno di un furto pur non avendo alcuna prova e sapendo della sua innocenza, rischi la reclusione:

  • da 2 a 6 anni;
  • da 4 a 12 anni: se a causa della tua calunnia l’incolpato viene condannato alla pena della reclusione superiore a 5 anni;
  • da 6 a 20 anni: se dalla calunnia è derivato l’ergastolo per la persona innocente.

Come vedi, il rischio è molto alto. La persona che hai accusato potrà sporgere una denuncia nei tuoi confronti in qualsiasi momento. Tale denuncia farà scattare le indagini preliminari per accertare i fatti e individuare il responsabile. Se la denuncia non viene archiviata riceverai un avviso di conclusione delle indagini preliminari. A tal punto, dovrai rivolgerti ad un ottimo avvocato penalista che sappia difenderti al meglio. La vittima della calunnia, con molta probabilità, si costituirà parte civile nel processo penale per ottenere un risarcimento del danno (patrimoniale e non patrimoniale), ma dovrà dimostrare che eri perfettamente consapevole della sua innocenza.

In conclusione, occorre prestare molta attenzione prima di accusare qualcuno di un qualsiasi reato.



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