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Come sapere se ho un debito con lo Stato

25 Marzo 2020
Come sapere se ho un debito con lo Stato

Estratto di ruolo e impugnazione: come scoprire cartelle non notificate e contestarle.

Lo Stato siamo noi, ma non quando bisogna pagare. In quel momento i soldi escono realmente dal portafogli e vanno a finire nelle casse di un altro soggetto: un’amministrazione, un ente, un ufficio o qualsiasi altro nome sia stato scelto. Il più delle volte, quando si parla dei debiti con lo Stato si pensa all’Agenzia delle Entrate, in quanto organo preposto alla riscossione dei tributi. Ma potrebbe trattarsi anche dell’Inps, della Prefettura, di un Ministero, della polizia stradale, ecc. Poi ci sono le Regioni, le Province e i Comuni che, seppur distinte dallo Stato centrale, fanno comunque parte della pubblica amministrazione italiana in lato senso. 

Insomma, i soggetti a cui pagare qualcosa sono tanti così come tanti sono, ogni anno, gli appuntamenti per il versamento di imposte e sanzioni. Di qui, è facile cadere in dimenticanze o errori. Ti chiederai allora come sapere se ho un debito con lo Stato? Esiste un archivio o un elenco delle somme da versare alla P.A.? Qui di seguito cercheremo di fornirti qualche indicazione utile.

I due momenti della riscossione dei crediti dello Stato

Come abbiamo detto, lo Stato è composto essenzialmente da Pubbliche Amministrazioni ed enti pubblici. Questi soggetti hanno una propria personalità giuridica e, spesso, un proprio portafogli. Sicché sono autorizzati a chiedere ai cittadini i pagamenti per i crediti che riconosce loro la legge. Così l’Inps può chiedere il pagamento dei contributi previdenziali, l’Inail può esigere i contributi assistenziali, l’Agenzia delle Entrate riscuote le imposte erariali, la Prefettura le sanzioni amministrative, ecc. 

Una cosa però è “chiedere” – anche in modo piuttosto perentorio – e un’altra è passare all’azione e procedere cioè alla riscossione forzata. Il passaggio è cruciale: nella prima fase, infatti, il diritto resta in capo all’ente titolare del credito; nella seconda, invece, viene delegato un ulteriore soggetto con il compito di avviare il pignoramento dei beni del debitore. Questo soggetto è il cosiddetto Agente per la Riscossione esattoriale che, per i tributi statali, è sempre Agenzia Entrate Riscossione mentre, per quelli locali, può essere una società privata convenzionata con il Comune e/o la Regione.

In buona sostanza, nel momento in cui il titolare del credito si accorge di non poter riscuotere gli importi che gli sono dovuti attraverso l’invio dei solleciti di pagamento (tecnicamente chiamati “avvisi di accertamento”), passa alle maniere “forti”. Forma così il cosiddetto ruolo, un documento in cui ufficializza il proprio credito e il relativo importo; dopodiché trasmette tale ruolo all’Agente della Riscossione insieme alla delega a recuperare in modo coattivo le somme non versate dal contribuente.

Come sapere se ho un debito con lo Stato

Abbiamo spiegato questi due momenti della riscossione dei crediti dello Stato proprio per chiarire a chi rivolgersi per sapere se si hanno debiti. Nella prima fase, infatti, l’unico soggetto è l’ente o la P.A. E pertanto bisognerà rivolgersi a tutti gli uffici con cui si sospetta di essere morosi. Si potrà chiedere all’Inps un estratto della propria posizione debitori. Si potrà fare lo stesso con l’Agenzia delle Entrate, con il Comune, la Regione, ecc.

Se tuttavia la morosità è “di lunga data”, è molto probabile che l’ente titolare del credito abbia formato il ruolo e abbia inviato la delega all’Agente della Riscossione. Se così dovesse essere, sarà molto più facile sapere se si hanno debiti con lo Stato: basterà infatti rivolgersi ad Agenzia Entrate Riscossione e chiedere il cosiddetto estratto di ruolo.

L’estratto di ruolo non è altro che un documento formato dagli archivi interni dell’Esattore, con l’indicazione di tutte le cartelle esattoriali che sono state notificate al contribuente e che da questi non sono state ancora pagate. Nell’estratto di ruolo quindi si trovano indicati:

  • il numero della/e cartella/e notificata/e, 
  • gli importi da pagare per ciascuna delle cartelle;
  • le causali del relativo pagamento (ossia l’indicazione delle imposte non versate);
  • la data in cui il ruolo è stato dichiarato esecutivo (necessaria per comprendere se si è verificata la decadenza del diritto alla riscossione: decadenza che si forma se la cartella viene notificata dopo due anni dalla dichiarazione di esecutività del ruolo);
  • la data in cui la cartella è stata notificata (necessaria anche per comprendere se, nel frattempo, si è verificata la prescrizione del credito fatto valere).

È possibile chiedere l’estratto di ruolo anche comodamente da casa, attraverso una connessione a internet e successivo collegamento al sito di Agenzia Entrate Riscossione. Dopo aver creato un proprio account, il contribuente potrà sempre controllare la propria posizione e verificare se ha debiti con lo Stato. 

Che succede se ci sono debiti mai notificati?

Potrebbe succedere – e anzi avviene spesso – che il contribuente scopra, solo dalla lettura dell’estratto di ruolo, di avere dei debiti con l’Agente della Riscossione per delle cartelle che in realtà non ha mai ricevuto perché mai notificategli. In questi casi, il debito è inesistente per difetto della notifica. Il cittadino infatti ha diritto di ricevere regolarmente la cartella al fine di valutare un’eventuale opposizione nei successivi 60 giorni. Sicché è possibile presentare l’estratto di ruolo alla Commissione Tributaria Provinciale (se si tratta di imposte), al Tribunale ordinario (se si tratta di contributi di previdenza o assistenziali) o al giudice di Pace (se si tratta di sanzioni amministrative o multe) per chiedere la cancellazione del debito. 


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