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Ricorso giudice di pace contro multe

9 Giugno 2020 | Autore:
Ricorso giudice di pace contro multe

Come funziona l’impugnazione delle contravvenzioni stradali davanti al giudice di pace? Chi può ricorrere al giudice contro una multa e quando?

Di rientro da lavoro, nella cassetta della posta trovi un avviso di giacenza raccomandata (magari con codice 787), cioè quel tagliandino bianco che ti invita a recarti all’ufficio postale perché il portalettere ha cercato di recapitarti un avviso importante mentre eri assente. Il giorno successivo ti rechi alle poste e scopri la sgradita sorpresa: la comunicazione non era altro che la notifica di una multa stradale. Dopo aver letto la contestazione, ritieni di aver subito un vero e proprio torto e decidi, dunque, di impugnare la contravvenzione. Ebbene, sappi che puoi far valere le tue ragioni tramite ricorso al giudice di pace contro le multe stradali.

Il ricorso al giudice di pace è uno dei rimedi contro le contravvenzioni stradali che si ritengono ingiuste o illegittime. Con questa particolare opposizione è possibile ottenere l’annullamento della multa e, di conseguenza, essere sollevati da qualsiasi obbligo di pagamento. Devi sapere che la legge ti consente di fare ricorso al giudice di pace senza doverti avvalere di un avvocato; in altre parole, potrai fare tutto da solo: ti basteranno solamente seguire le indicazioni che sto per darti.

Prima di fare ricorso al giudice di pace contro le multe derivanti dalla violazione al codice della strada, però, bisogna essere certi delle proprie ragioni: come vedremo, infatti, il ricorso al giudice di pace ha dei costi e, nel caso di rigetto, si sarà costretti anche a pagare ulteriori spese. Se l’argomento ti interessa e hai dieci minuti di tempo, prosegui nella lettura: vedremo insieme come si fa un ricorso al giudice di pace contro le multe illegittime.

Ricorso contro multa stradale: cos’è?

Prima di affrontare il tema del ricorso contro una multa è bene che ti spieghi cosa intendiamo quando si parla di multa stradale.

Quando viene violata una norma del codice della strada viene redatto un verbale di contestazione/accertamento da parte di un organo accertatore, ad esempio la Polizia Locale, la Polizia Stradale, l’Arma dei Carabinieri, o altro.

La persona fisica o giuridica che ha ricevuto la contestazione o la notificazione di tale verbale, se ritiene che l’accertamento della violazione sia infondato o rileva l’esistenza, nel procedimento sanzionatorio, di un vizio di legittimità che lede i suoi diritti, può proporre ricorso al Prefetto oppure (in alternativa) al Giudice di Pace, osservando le modalità ed i termini di cui sto per parlarti.

Il ricorso contro una multa stradale, dunque, è uno strumento di impugnazione contro una sanzione pecuniaria amministrativa conseguente alla violazione del codice della strada.

Ricorso al giudice di pace: chi può farlo?

Il ricorso al giudice di pace può essere proposto solo da colui che abbia ricevuto la formale notificazione o contestazione del verbale da parte dell’organo accertatore, entro il trentesimo giorno successivo a tale notificazione/contestazione.

Se non ha avuto luogo né alcuna notificazione né alcuna contestazione immediata della violazione, il procedimento sanzionatorio non può comunque avere ulteriore corso, e pertanto nessun soggetto ha interesse giuridico al ricorso.

Non è pertanto possibile, ad esempio, proporre un ricorso avverso un mero avviso trovato sul parabrezza di un veicolo in sosta.

Oltre al trasgressore materiale (cioè, colui che guidata la vettura al momento dell’infrazione), persona legittimata a proporre il ricorso al giudice di pace contro la multa stradale è anche il cosiddetto obbligato in solido. Di chi si tratta? Te lo spiego subito.

Obbligato in solido: può fare ricorso?

L’obbligato in solido (il cui nome compare anche nel verbale di contestazione dell’infrazione) è colui che è chiamato a rispondere del pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria senza aver materialmente partecipato alla violazione. L’obbligato in solido è in genere il proprietario del veicolo.

Sia il trasgressore che l’obbligato in solido possono impugnare la multa stradale proponendo ricorso al giudice di pace entro il termine di trenta giorni dal momento della notifica della contravvenzione.

Sia il trasgressore che l’obbligato in solido possono ricorrere contro il verbale. Tuttavia:

  • se il trasgressore paga prima che l’obbligato in solido abbia fatto ricorso, preclude a quest’ultimo la possibilità di fare ricorso;
  • in caso contrario, invece, il pagamento effettuato dall’obbligato in solido prima del trasgressore non preclude a questi di ricorrere contro il verbale per fare valere le proprie ragioni e, soprattutto, per evitare le conseguenze personali che da quest’atto di accertamento discendono (sospensione patente, decurtazione punti, ecc.).

Ricorso contro multa: quando si può fare?

Come anticipato nel paragrafo precedente, il ricorso al giudice di pace si può fare soltanto quando è stato formalmente contestato o notificato il verbale contenente l’infrazione al codice della strada.

Devi sapere infatti che, dopo l’accertamento della violazione, la legge consente di ricorrere solamente contro il verbale di contestazione, cioè contro quel documento che è stato compilato e consegnato direttamente sulla strada dal poliziotto che ha fermato il trasgressore oppure che è arrivato per posta o è stato consegnato al domicilio da un messo comunale o da un altro poliziotto (contestazione differita).  Solo il verbale di contestazione contiene tutti gli elementi necessari per fare ricorso.

Non è possibile, invece, ricorrere contro un preavviso di accertamento, cioè quel foglio colorato che viene lasciato sul parabrezza del veicolo in sosta. Questo documento consente soltanto di pagare la sanzione amministrativa entro un breve termine temporale, accettando così la violazione ed evitando di dover pagare le ulteriori spese di notifica del verbale vero e proprio.

Infatti, se non si paga entro i termini indicati nel preavviso, l’organo accertatore, sulla base dei dati contenuti nel preavviso stesso e degli ulteriori accertamenti necessari (effettuati a spese del destinatario), compila un verbale vero e proprio e lo spedisce al domicilio del proprietario del veicolo (o dell’utilizzatore nel caso di veicolo a noleggio, in leasing, in usufrutto, ecc.).

Perciò, se si ritiene ingiusto l’accertamento di una violazione compiuto in assenza del trasgressore, non si deve pagare la somma richiesta che è indicata nel preavviso o nel bollettino di pagamento a esso allegato; al contrario, si deve attendere l’arrivo del verbale vero e proprio che sarà recapitato per posta o consegnato attraverso i messi comunali entro il termine di 90 giorni (il termine è di 100 giorni per la notifica all’obbligato in solido).

Si può fare ricorso contro il verbale anche se il trasgressore l’ha firmato al momento in cui è stato compilato e anche se, in quel momento, non ha voluto fossero inserite dichiarazioni a propria discolpa.

Si può ricorrere al giudice di pace anche se non si è voluto ritirare la copia del verbale consegnato sulla strada dall’operatore di polizia che ha contestato l’infrazione. In questo caso, però, occorre ricordare che il verbale non sarà trasmesso per posta e che il termine per ricorrere decorre dal momento dell’accertamento.

Ricorso al giudice di pace contro multa stradale: come funziona?

Il ricorso al giudice di pace contro una multa [1] è uno degli strumenti di impugnazione di una contravvenzione stradale, insieme al ricorso al prefetto e al ricorso in autotutela.

Il ricorso al giudice di pace è alternativo a quello al prefetto, nel senso che non è possibile fare prima l’uno e poi l’altro. Ovvio presupposto, come ricordato sopra, è che la multa non sia già stata pagata.

Il ricorso va presentato entro il termine inderogabile di trenta giorni dall’avvenuta contestazione (immediata o differita) della violazione.

Il ricorso al giudice di pace può essere inviato attraverso raccomandata con avviso di ricevimento oppure depositato personalmente in cancelleria. Come per il ricorso al prefetto, dunque, non occorre l’assistenza obbligatoria di un avvocato, nemmeno per stare in giudizio.

Quando conviene il ricorso al giudice di pace?

Il ricorso al giudice di pace contro le multe stradali è un valido strumento di opposizione quando si è in presenza di vizi sostanziali della multa, cioè di difetti che possono essere rilevati solamente attraverso un’attenta analisi dei fatti.

Si pensi alla necessità di ascoltare dei testimoni: le dichiarazioni di terze persone non sarebbero ammesse davanti al prefetto e, pertanto, sarebbe necessario per forza adire il giudice di pace.

Dunque, il ricorso al giudice di pace contro una multa stradale conviene quando il verbale è stato formalmente redatto bene, ma la ricostruzione del fatto è completamente errata e, per sconfessare quanto dichiarato dai verbalizzanti, occorre una disamina attenta da parte dell’autorità giudiziaria.

Ricorso al giudice di pace: quanto costa?

Il ricorso al giudice di pace ha un costo iniziale: chi intende proporre questa impugnazione deve pagare un contributo unificato il cui importo varia a seconda della sanzione pecuniaria.

Per una contravvenzione stradale che non supera i 1.100 euro, il contributo unificato costa 43 euro; per importi superiori, invece, il contributo costa 98 euro. A ciò bisogna sempre aggiungere una marca da bollo da 27 euro.

Sia il contributo che la marca possono essere facilmente acquistati presso una tabaccheria; in alternativa, è possibile pagare presso un istituto di credito con il modello F23.

Come si prepara il ricorso al giudice di pace?

Il ricorso al giudice di pace deve contenere:

  • un originale e quattro fotocopie del ricorso;
  • un originale e quattro fotocopie del verbale;
  • una fotocopia degli eventuali documenti che si allegano;
  • copia di un documento di riconoscimento valido del ricorrente;
  • contributo unificato e marca.

Nel ricorso può anche essere fatta espressa istanza di sospensione della multa, in attesa che il ricorso venga deciso.

La decisione del giudice di pace

Il giudice di pace, sentite le parti e gli eventuali testimoni, valutato ogni altro mezzo istruttorio, può:

  • rigettare il ricorso, ritenendolo infondato, e determinando a carico del ricorrente una sanzione di importo ricompreso tra il minimo e il massimo stabilito dalla legge per la violazione accertata;
  • confermare la multa con ordinanza, se chi ha presentato ricorso non si presenta in udienza senza valido motivo (salvo che la illegittimità della multa risulti dalla documentazione allegata dal ricorrente);
  • annullare in tutto o in parte la multa se accoglie l’opposizione del ricorrente.

Se il ricorrente è condannato al pagamento, questo deve avvenire entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza. La sentenza del giudice di pace è in ogni caso appellabile in tribunale. Si tratta di uno dei vantaggi che questo strumento offre al trasgressore: quello di poter adire un ulteriore giudice a tutela dei propri diritti.


note

[1] Art. 204-bis codice della strada.

Autore immagine: Canva.com


1 Commento

  1. “Il ricorso al giudice di pace è alternativo a quello al prefetto, nel senso che non è possibile fare prima l’uno e poi l’altro”. Scritta cosi la frase potrebbe essere fraintesa dal momento che, avverso l’ordinanza di rigetto, è possibile presentare opposizione al Giudice di Pace.

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