Coronavirus: cosa farà ora il Governo

26 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: cosa farà ora il Governo

In arrivo ad aprile il primo decreto per affrontare la crisi economica che avrà effetti devastanti nel 2020. Aiuti a lavoratori e a imprese.

Non solo restrizioni, ma anche una spinta all’economia, castigata dall’emergenza coronavirus. È quello che il Governo studia in queste ore, in particolare negli uffici del ministero dell’Economia e delle Finanze. L’obiettivo è trovare delle risorse e mettere in campo delle misure per contrastare delle previsioni che fanno venire la pelle d’oca. Dopo, ovviamente, avere risolto il problema prioritario, cioè quello dell’emergenza sanitaria.

Ovunque si guardi, non c’è un solo indicatore che faccia ben sperare. Quando contagi e decessi di Covid-19 saranno finiti, occorrerà mettere mano ad una crisi che già oggi mostra i primi drammatici segnali, dopo che, da febbraio, l’Italia che produce ha tirato violentemente il freno a mano. Il calo del Pil nel 2020, ad esempio, dovrebbe aggirarsi attorno al 5%, ad essere ottimisti. Il che significa una sonora batosta per tutto il sistema.

Gli uomini del ministro Roberto Gualtieri, da ieri al lavoro su come intervenire per evitare che il peggio diventi l’irrimediabile, sperano di mettere insieme 50 miliardi di euro per finanziare un pacchetto di misure in grado di dare ossigeno al Paese. L’incognita resta ma quel che è certo, dicono, è che i soldi a disposizione saranno molti di più di quelli stanziati con il decreto Cura Italia, sfruttando anche lo stop al Patto di Stabilità deciso dall’Unione europea fino alla fine di quest’anno.

Entro i primi 15 giorni di aprile arriverà il primo provvedimento, poggiato su due pilastri: una garantista e l’altra di sviluppo.

Il primo confermerà ed allargherà il rinvio del pagamento delle tasse e dei contributi. Aumenterà le tutele dei lavoratori e delle imprese, con la proroga della cassa integrazione per almeno altri sei mesi, che si aggiungeranno ai due già decisi. In questo modo, si cercherà di contenere l’impatto sociale della crisi generata dal coronavirus. Verrà rimpolpato l’assegno di disoccupazione per i lavoratori a tempo determinato. E saranno confermate le misure per garantire liquidità alle imprese. Le grandi aziende potranno contare sul polmone della Cassa Depositi e Prestiti.

Il secondo pilastro, quello dello sviluppo, prevede l’iniezione di denaro nel sistema produttivo. Si pensa di congelare per 6-12 mesi il Codice Appalti per rendere più snelle le assegnazioni di quelli pubblici. Si tenterà di investire sulla Sanità e sull’Italia digitale, per proteggere il Paese da altre emergenze simili a quella in corso. Probabile l’estensione del bonus assunzioni agli over 35 e non solo a chi non è arrivato ancora a quell’età, in modo da favorire sia i lavoratori sia le aziende. Verrà anche ampliata l’attuale detassazione per gli investimenti ed incentivata la trasformazione di alcune aziende che potrebbero puntare sulla produzione di alcuni beni oggi diventati di prima necessità (vedi, ad esempio, disinfettanti, guanti o mascherine di protezione).

Tutto tace, invece, sul fronte dei tagli all’Irpef: per il ministero dell’Economia, oggi non sortirebbero degli effetti rilevanti, mentre bisogna puntare su misure più urgenti ed efficaci mirate sul 2020. In attesa che l’Europa batta un altro colpo e faccia capire come intende muoversi.


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