Coronavirus: le fabbriche chiuse fino al 3 aprile

26 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: le fabbriche chiuse fino al 3 aprile

L’accordo tra sindacati e Governo depura l’allegato al Dpcm sulle attività già ritenute indispensabili. Ecco chi deve chiudere i cancelli.

Accordo tra Governo e sindacati per la chiusura di molte fabbriche da sabato 28 marzo a venerdì 3 aprile per l’emergenza coronavirus. Per un’intera settimana si fermerà la produzione e la fabbricazione di macchine per l’industria agricola e per l’industria alimentare, di bevande e tabacco, degli articoli in gomma, produzione di spaghi, corde, funi e reti. Ridotta l’attività dei call center, la fabbricazione di prodotti in materie plastiche, di imballaggi in legno, di prodotti di carta e di prodotti chimici, e le opere di ingegneria civile. Restano attive, invece, le fabbriche per la produzione di imballaggi in vetro per alimenti, di batterie, di pile e accumulatori elettrici. Aperte anche le agenzie di somministrazione lavoro.

L’accordo modifica l’allegato al decreto della Presidenza della Repubblica del 22 marzo, che conteneva l’elenco delle attività rimaste operative perché considerate indispensabili.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, dall’allegato al Dpcm «è stato tolto tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo. In queste attività, chi lavora dovrà essere dotato dei dispositivi di protezione individuali e, in tutti i luoghi di lavoro, dovrà essere rigorosamente adottato il Protocollo sulla sicurezza».

Federmeccanica stima che il 93% delle imprese metalmeccaniche ha chiuso, l’88% dei lavoratori non è più in fabbrica e l’80% dell’export generato da queste linee produttive svanisce. Coinvolti circa 1 milione 400mila lavoratori.

I sindacati hanno anche chiesto al Governo di essere parte attiva nell’autocertificazione che le aziende devono inviare ai prefetti per svolgere la loro attività in quanto facente parte di una filiera strategica. «Molte aziende, anche in Lombardia ed in Emilia Romagna – lamentano i sindacalisti – hanno approfittato di questa deroga per restare operative».


note

Autore immagine: Canva.com


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