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Coronavirus: chiarimenti su blocco cartelle e pignoramenti

26 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: chiarimenti su blocco cartelle e pignoramenti

Divieto di notifica e di atti esecutivi fino al 31 maggio. Quando e per che cosa si può chiedere la rateizzazione. Che succede con i fermi amministrativi.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha chiarito alcuni aspetti relativi alla sospensione dei pignoramenti, degli atti esecutivi e di altre attività fino al 31 maggio 2020 in virtù di quanto stabilito dal decreto Cura Italia nell’ambito dell’emergenza coronavirus.

In pratica, fino a quella data non sarà consentita la notifica di cartelle di pignoramento (anche via Pec) e non potranno essere attivate misure cautelari ed esecutive. Sarà, invece, data al contribuente la possibilità di presentare entro giugno un’istanza per ottenere la rateizzazione delle cartelle in scadenza pendenti di moratoria. Sono anche sospese tutte le rate delle dilazioni con la Riscossione che scadono sempre entro il 31 maggio, che si tratti di un’entrata tributaria o di un debito con il Fisco, con l’Inps o con un qualsiasi altro ente pubblico, come i Comuni. Non importa, inoltre, che si tratti di rateazioni di cartelle o derivanti dall’affidamento di accertamento esecutivi e avvisi di addebito.

L’Ente di riscossione tiene a precisare che questo rinvio a giugno comporta, tra le altre cose, il divieto di eseguire il fermo amministrativo di un veicolo o di un’ipoteca. Quelli già iscritti dopo l’8 marzo conservano validità finché non verrà estinto il carico affidato, mentre nulla si dice per quanto riguarda le procedure avviate prima di quella data, come il pignoramento presso terzi di uno stipendio, di un canone di affitto o di un conto corrente. Si può presumere che anche queste procedure restano congelate fino al 31 maggio prossimo.

Per quanto riguarda, invece, le cartelle scadute, non esiste formalmente un versamento in scadenza nel periodo di tempo compreso tra l’8 marzo ed il 31 maggio. Se ne deduce, pertanto, che il blocco deciso dal decreto riguardi tutti gli importi pretesi in quell’arco di tempo e che debbano essere fermate pure le attività esecutive in corso.

Che succede dopo il 31 maggio? Le somme che ora sono state congelate dovranno essere versate a giugno in un’unica soluzione. Sarà, comunque, possibile chiedere una dilazione ma non si potrà chiedere di rateizzare a giugno le rate sospese.


3 Commenti

  1. È assurdo! Il Governo impone di non far pagare rate, mutui e quant’altro, per poter aiutare chi giustamente deve rimanere in casa e quindi utilizzerà quei soldi per sopravvivere. E che fa agenzia delle entrate? Da gran bastardi pretendono tutto e subito dopo il 31 maggio! Vi auguro un cancro fulminante!

    1. se ho capito bene viene bloccato anche il pignoramento del quinto dello stipendio? se qualcuno lo sa mi fà sepere? grazie

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