Coronavirus: come avere e usare il bonus baby sitter

26 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: come avere e usare il bonus baby sitter

Il beneficio introdotto per i genitori che lavorano con figli a casa è valido anche per pagare gli straordinari. I limiti imposti dal decreto.

Chi ha i requisiti per ottenere il bonus baby sitter da 600 euro (o di 1.000 euro per gli operatori sanitari ed altre categorie di lavoratori), creato nell’ambito dell’emergenza coronavirus per aiutare le famiglie che devono recarsi al lavoro e che devono lasciare a casa i figli piccoli, possono utilizzare quei soldi non solo per pagare una nuova collaboratrice ma anche per compensare economicamente quella attuale che si vede costretta a fare gli straordinari.

In sostanza, se per qualsiasi motivo è necessario che la baby sitter si fermi delle ore in più per accudire il bambino o i bambini (purché minore di 12 anni) sarà possibile pagare quel tempo aggiuntivo con il bonus.

Vanno ricordati, comunque, alcuni limiti per accedere al beneficio. Tra i più importanti, quello che riguarda l’entità dell’agevolazione: c’è un tetto massimo di spesa messo a disposizione del Governo, il che significa che chi prima arriva meglio si accomoda: una volta esauriti i fondi disponibili, le domande che arriveranno successivamente verranno messe in una sorta di lista di attesa, nel caso dovesse arrivare un ulteriore finanziamento.

C’è, poi, il problema della compatibilità con altri benefici. Ad esempio, il bonus baby sitter è incompatibile con il congedo parentale di 15 giorni dei lavoratori dipendenti previsto sempre per l’emergenza coronavirus dal decreto Cura Italia. Se il congedo è in atto, la domanda per il bonus verrà respinta. Anche se i permessi chiesti ed ottenuti rientrano nel cosiddetto congedo standard, perché in questo periodo quelli dei dipendenti vengono convertiti in «congedo Covid-19». Rimane standard, invece, quello richiesto dagli iscritti alla gestione separata o degli autonomi dell’Inps e, quindi, in questo caso, la domanda viene accettata.

Altro «paletto» messo dal decreto: il bonus viene erogato solo se in famiglia l’altro genitore non beneficia già di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione del rapporto di lavoro. Si parla, ad esempio, di cassa integrazione ordinaria o in deroga, assegno dei fondi di solidarietà, Naspi o se è disoccupato o comunque non lavora.

Il bonus baby sitter è valido anche in caso di adozioni o di affidi, purché il bambino sia entrato in famiglia prima del 5 marzo 2020, giorno in cui sono state chiuse le scuole in tutto il Paese.

Per ottenere il bonus, bisogna presentare la domanda all’Inps tramite il suo sito Internet (inps.it), il call center dell’Istituto o rivolgendosi ad un patronato. La richiesta può essere effettuata da:

  • lavoratori dipendenti;
  • iscritti alla gestione separata;
  • iscritti alla gestione dei lavoratori autonomi dell’Inps;
  • lavoratori di alcuni settori statali;
  • liberi professionisti con Albo iscritti alla loro Cassa di previdenza.

note

Autore immagine: Canva.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube