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Se l’avvocato non risponde

10 Giugno 2020 | Autore:
Se l’avvocato non risponde

Il silenzio dell’avvocato costituisce sempre inadempimento? Quali sono i diritti del cliente se il proprio difensore è irreperibile?

Hai incaricato il tuo avvocato di difenderti in una causa civile contro le pretese ingiustificate di un creditore che ti ha notificato un decreto ingiuntivo. Il legale ti ha assicurato di aver presentato tempestiva opposizione, ma non ti ha comunicato la data precisa dell’udienza. Provi a contattarlo ma non risponde al telefono; ti rechi allo studio e non lo trovi mai. Come comportarsi in questa ipotesi? Cosa fare se l’avvocato non risponde?

Con questo articolo ti spiegherò quali sono i tuoi diritti nel caso in cui cominci a non fidarti del lavoro del tuo avvocato perché non ti comunica nulla dei procedimenti di cui si occupa. V’è da dire che, molto spesso, se l’avvocato non risponde è perché è impegnato in tribunale oppure perché sta ricevendo i clienti allo studio. Altre volte, però, potrebbe succedere che dietro al silenzio si nasconda un inadempimento. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fare se l’avvocato è irreperibile.

Obblighi dell’avvocato: quali sono?

Per comprendere cosa fare se il difensore di fiducia non risponde, occorre che ti spieghi per prima cosa quali sono gli obblighi di un avvocato nei confronti del proprio cliente.

L’avvocato che riceve incarico da una persona deve svolgere il proprio lavoro in maniera diligente, corretta e leale. Ciò significa che il legale deve fare tutto ciò che è in suo potere per curare al meglio gli interessi del suo assistito.

L’avvocato dovrà attivarsi tempestivamente per non far prescrivere il diritto del proprio cliente oppure per opporsi all’azione di controparte; dovrà consigliargli la migliore strategia difensiva; dovrà perfino rinunciare all’incarico se ritiene che esorbiti dalle proprie competenze.

Gli obblighi di informazione dell’avvocato

Il codice deontologico forense pone a carico dell’avvocato degli specifici obblighi di informazione nei riguardi del proprio assistito. Questi obblighi informativi non sussistono solo al momento del conferimento dell’incarico, ma anche successivamente, cioè durante lo svolgimento dello stesso.

Nello specifico, il codice deontologico [1] afferma che l’avvocato, ogni qualvolta ne venga richiesto, deve informare il cliente sullo svolgimento del mandato a lui affidato e deve fornire copia di tutti gli atti e documenti, anche provenienti da terzi, concernenti l’oggetto del mandato e l’esecuzione dello stesso sia in sede stragiudiziale che giudiziale.

Ma non solo. L’avvocato deve comunicare alla parte assistita la necessità del compimento di atti necessari ad evitare prescrizioni, decadenze o altri effetti pregiudizievoli relativamente agli incarichi in corso.

L’avvocato deve inoltre riferire alla parte assistita, se nell’interesse di questa, il contenuto di quanto appreso legittimamente nell’esercizio del mandato.

Dunque, il difensore è tenuto ad aggiornare costantemente il proprio assistito sull’evoluzione dell’incarico conferitogli. Nello specifico, l’obbligo di informazione sussiste nel momento in cui il cliente si rivolga al legale per avere informazioni riguardanti la propria pratica, ovvero quando occorre compiere tempestivamente azioni legali a salvaguardia dei diritti del cliente (ad esempio, atti interruttivi della prescrizione).

Avvocato non risponde: cosa fare?

Al diritto del cliente ad avere notizie corrisponde il dovere dell’avvocato di comunicargliele tempestivamente. Cosa fare se l’avvocato non risponde?

Tizio ha incaricato l’avvocato Caio di difenderlo in un procedimento penale. Dopo la celebrazione dell’ultima udienza, Tizio non ha avuto più notizie e non sa quando si terrà la successiva. Chiama più volte al cellulare e allo studio, ma il legale non gli risponde.

Se il difensore non risponde al proprio cliente incorre in un vero e proprio inadempimento: e infatti, allorquando ha accettato l’incarico conferitogli, l’avvocato si è impegnato non solo a seguire la causa, ma anche a tenere costantemente aggiornato il proprio cliente, tanto più se quest’ultimo lo contatta per avere notizie in merito.

Il difensore, in qualità di procuratore del suo cliente, assume gli obblighi tipici del contratto di mandato: pertanto, come qualsiasi mandatario, egli deve informare il mandante di ciò che accade.

Se, dunque, il tuo avvocato non risponde mai al telefono, potresti legittimamente revocargli l’incarico, in quanto il rapporto fiduciario tra voi è venuto meno. Quanto detto vale tanto più se pensi che il prolungato silenzio del professionista nascondi un grave inadempimento nei tuoi confronti.

Ricorda che la revoca del mandato non ti solleva dall’obbligo di pagare la parcella del professionista, almeno relativamente al lavoro fino a quel momento svolto.

Avvocato non risponde: posso chiedere risarcimento?

Se l’avvocato non risponde mai al telefono, né si fa trovare allo studio, allora puoi pensare di revocargli il mandato e di affidarlo a un altro legale. Questo lo abbiamo detto. Il prolungato silenzio dell’avvocato, però, non giustifica di per sé un’eventuale richiesto di risarcimento nei suoi confronti. Mi spiego meglio.

Affinché tu possa domandare il risarcimento dei danni al tuo avvocato occorre provare che egli sia stato inadempiente ai propri doveri e che da tale inadempimento sia derivato un concreto danno nei tuoi riguardi. Ma non solo.

Giurisprudenza costante ritiene che il cliente ha diritto al risarcimento da parte dell’avvocato solamente se riesce a dimostrare che, se l’avvocato avesse ben svolto il proprio lavoro, egli avrebbe vinto la causa o, comunque, non avrebbe patito il pregiudizio che ha poi sofferto a causa della negligenza del professionista. Mi spiego meglio con un esempio.

Tizio dà incarico all’avvocato Caio di proporre opposizione contro un decreto ingiuntivo che gli è stato notificato. Caio dimentica di fare opposizione e il decreto diventa esecutivo. Tizio potrà chiedere i danni a Caio soltanto se riesce a dimostrare che, se l’opposizione fosse stata fatta tempestivamente, egli non avrebbe pagato il debito oggetto del decreto ingiuntivo. Al contrario, se l’opposizione, seppur presentata, fosse stata infondata, Tizio avrebbe perso comunque la causa; ciò significa che Tizio non avrebbe diritto al risarcimento da parte dell’avvocato negligente.

Inadempimento avvocato: come informarsi in tribunale?

Se vuoi sapere se dietro il silenzio del tuo avvocato si cela un inadempimento, l’unica cosa che potresti fare per scoprirlo è recarti di persona in tribunale e chiedere di vedere gli atti di causa.

Per la precisione, se vuoi sapere come sta andando la tua causa (visto che l’avvocato non ti dice niente), dovrai recarti presso la cancelleria del tribunale che sta trattando il procedimento di cui sei parte. Una volta accertata la tua identità, il cancelliere sarà tenuto a mostrarti il fascicolo del processo, con conseguente diritto a estrarre le copie che vorrai (dietro pagamento dei diritti).

Dalla lettura degli atti di causa e soprattutto dei verbali d’udienza potrai capire se il tuo avvocato è stato più o meno diligente nell’adempiere al proprio mandato.

Avvocato non risponde: la segnalazione al consiglio dell’ordine

A prescindere dalla possibilità di chiedere il risarcimento o meno, il silenzio dell’avvocato costituisce una violazione dei doveri deontologici.

Dunque, l’avvocato che non risponde mai al telefono può essere denunciato al Consiglio dell’ordine degli avvocati di appartenenza, il quale valuterà l’applicazione della sanzione disciplinare della censura.

Avvocato non risponde: quando non è inadempimento?

L’avvocato che non risponde al cliente non è sempre inadempiente. Innanzitutto, dalle norme del codice deontologico richiamate nei precedenti paragrafi possiamo desumere che l’avvocato sia tenuto ad aggiornare il suo assistito solamente quando ve ne sia una stretta necessità, oppure quando sia il cliente a chiedere informazioni.

Dunque, se l’avvocato non comunica dettagli inutili del procedimento (ad esempio, ciò che accade nelle udienze meramente interlocutorie, ecc.), allora non gli si potrà muovere alcun addebito.

Ugualmente, l’avvocato che non tiene costantemente aggiornato il cliente che, a propria volta, non ha mai mostrato alcun interesse a riguardo, non potrà essere accusato di inadempimento.

Bisogna infine ricordare che l’avvocato che non risponde al cliente potrebbe essere giustificato da un particolare impedimento: si pensi al difensore che ha avuto problemi di salute per un lungo periodo di tempo.


note

[1] Art. 27 cod. deont.

Autore immagine: Canva.com


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