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Cosa posso vendere nei mercatini

27 Marzo 2020 | Autore:
Cosa posso vendere nei mercatini

Sei un artigiano e ti piace realizzare prodotti fatti a mano? Desideri vendere al pubblico le tue opere, ma non sai come fare? Ecco per te una rapida guida sulle procedure da seguire.

Gli italiani hanno delle straordinarie capacità artistiche e lo dimostrano secoli di storia: dalle grandi opere d’arte ai piccoli manufatti il nostro patrimonio culturale è ricco di opere meravigliose.

Questa affermazione non si riferisce soltanto agli artisti del passato o a quelli contemporanei più famosi, ma anche e soprattutto ai piccoli artigiani che, grazie alla loro attività, portano avanti la nostra economia e ci permettono di apprezzare dei prodotti unici nel loro genere.

Puoi trovare i beni più curiosi, particolari, elaborati e strani ovunque: nei negozi di rivendita, direttamente in fabbrica o anche in giro tra le bancarelle. Peraltro, per dare sfogo al tuo estro creativo non devi necessariamente essere un professionista del settore, ma puoi realizzare e vendere i tuoi manufatti anche di tanto in tanto.

In questa ipotesi, molto probabilmente, ti stai chiedendo: posso ottenere un profitto dalle mie opere? Cosa posso vendere nei mercatini? Quali sono le condizioni di legge da rispettare? Quali sono le conseguenze fiscali alle quali vado incontro?

Proviamo a rispondere a tali quesiti analizzando la normativa esistente in materia.

Cosa si intende per mercatino

La maggior parte dei prodotti artigianali sono venduti all’interno di appositi mercatini: essi possono svolgersi con cadenza periodica (solitamente ogni settimana) oppure in momenti particolari dell’anno (pensa, ad esempio, ai mercatini di Natale).

In entrambi i casi, per poter vendere i propri prodotti è necessario chiedere e ottenere un’autorizzazione espressa dell’ente locale: si tratta, nel dettaglio, di una concessione per la quale occorre corrispondere un canone.

A prescindere dal momento dell’anno in cui si svolge, il mercatino possiede delle caratteristiche ben definite e sempre presenti:

  • deve rispettare le disposizioni contenute nel regolamento comunale il quale, in attuazione della legge nazionale e delle leggi regionali, individua le condizioni di svolgimento, ossia:
  1. le date e le fasce orarie;
  2. le aree pubbliche destinate all’occupazione;
  3. le caratteristiche dei banchetti di vendita;
  4. l’ammontare del contributo da pagare per la concessione del suolo comunale;
  • è subordinato al controllo e alla gestione della polizia municipale e dell’ufficio tributi del Comune;
  • consente l’applicazione di sanzioni per la violazione delle regole di comportamento accettate dal commerciante o dall’artigiano.

Chi può vendere nei mercatini?

I soggetti che possono vendere i propri prodotti all’interno dei mercatini appartengono a diverse figure economiche e variano a seconda della tipologia di beni messi in commercio.

Senza pretendere di essere esaustivi, proviamo a fare un elenco generale:

  • artigiani: sono titolari di un’impresa che gestiscono personalmente e all’interno della quale esercitano in maniera prevalente il proprio lavoro. Si tratta, in linea di massima, di un’attività finalizzata alla realizzazione di prodotti fatti a mano e, quindi, unici nel loro genere;
  • hobbisti e creativi: al pari degli artigiani realizzano personalmente e manualmente i propri prodotti, ma non devono avere una partita Iva se il valore delle loro opere non supera le poche centinaia di euro (l’importo varia da Regione a Regione, ma il limite massimo è di 250 euro) e non ottengono un guadagno annuale superiore ai cinquemila euro; essi si differiscono dall’imprenditore per alcuni aspetti sostanziali, ossia:
  1. hobbisti: producono e vendono beni in maniera occasionale e non professionale; il loro prodotto non è interamente originale, ma deriva dalla manipolazione di un bene già esistente (pensa, ad esempio, al decupage);
  2. creativi: sono coloro che possono esercitare il diritto di autore sulle proprie opere perché ne sono gli unici realizzatori (pensa, ad esempio, a una statua o a un quadro dipinto a mano);
  • agricoltori: possono essere i tradizionali contadini o veri e propri imprenditori; in entrambi i casi, costoro mettono in vendita i prodotti della terra coltivati direttamente e personalmente;
  • commercianti: sono i titolari di un’impresa commerciale che ha lo scopo di produrre o scambiare beni e servizi (pensa, ad esempio, alla bancarella di scarpe e borse).

Quali sono i prodotti che si possono vendere nei mercatini?

Nei mercatini può essere venduta qualsiasi tipologia di prodotto a condizione che rispetti le norme di legge vigenti in materia.

In particolare, i beni messi in commercio:

  • non devono essere vietati dalla legge (pensa, ad esempio, alle armi o alle droghe);
  • non devono essere assoggettati a un regime di monopolio (pensa, ad esempio, alle sigarette per la vendita delle quali è necessario avere una specifica licenza);
  • non devono essere stati illegittimamente acquisiti (pensa, ad esempio, alla refurtiva di una rapina);
  • non devono essere contrari al buon costume o all’ordine pubblico.

Al di fuori di queste restrizioni, possono essere previste ulteriori limitazioni per la particolare tipologia di mercatino preso in considerazione. Infatti, se nei mercati generali è possibile mettere in vendita qualsiasi tipologia di prodotto, nei mercati settoriali (o tematici) è indispensabile che i beni abbiano delle specifiche caratteristiche. Pensa, ad esempio, ai mercatini dell’usato o a quelli agroalimentari: nel primo caso è consentita soltanto la vendita di prodotti usati; nel secondo si possono commercializzare esclusivamente prodotti provenienti dal mondo agricolo e alimentare.

Alcune curiosità: i mercatini virtuali 

Una tendenza molto diffusa negli ultimi anni è quella di ricorrere ai mercatini on line sia per vendere i propri prodotti sia per fare degli acquisti rapidi e convenienti.

In queste ipotesi si parla tecnicamente di e-commerce, ossia di commercio virtuale all’interno del quale, però, vigono le stesse regole fiscali e di condotta che contraddistinguono i mercati reali. E questo vale sia per la tipologia di prodotti che si possono commercializzare sia per l’obbligo di pagare i tributi se l’esercizio dell’attività è abituale e continuativo.

Un dato però è certo e inconfutabile: i controlli nei mercati fisici è più facile da realizzare rispetto a quanto avviene all’interno del mercato virtuale; in quest’ultimo caso, la valutazione principale sulla liceità degli annunci spetta, infatti, al titolare della piattaforma nella quale vengono inserite le offerte.



2 Commenti

  1. sono un hobbista e vorrei fare alcuni mercatini, mi piace raccogliere piante spontanee e trasformare in oleoliti e unguenti. posso venderli ai mercatini oppure sono prodotti soggetti a particolari limitazioni, nel caso quali?
    grazie

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