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Il Coronavirus e l’infinita polemica sui tamponi

26 Marzo 2020
Il Coronavirus e l’infinita polemica sui tamponi

Proprio ieri erano arrivate nuove richieste di effettuare più test. Il governatore della Lombardia Fontana chiede di smetterla, ma il tema continua a dividere.

Più volte ci siamo soffermati sul tema tamponi. Ci torniamo spesso perché è una delle variabili di questo Coronavirus: c’è chi ha scelto la strategia dello screening di massa (Corea del Sud in testa) e chi, invece, come l’Italia, sta limitando il numero dei test ai sintomatici. Una scelta che sta facendo discutere: non passa giorno in cui qualcuno non chieda di cambiare strategia e aumentare il numero dei tamponi per un monitoraggio più ampio. Le controindicazioni le abbiamo elencate qui.

Sul tema, oggi, è tornato il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, col tono di chi ha voglia di chiudere la questione una volta per sempre. “Qualcuno sta sollevando una serie di polemiche assolutamente infondate – ha detto Fontana durante la conferenza stampa di oggi – che contribuiscono ad alimentare insicurezza e angoscia nei cittadini. Questo non mi va bene e non è accettabile. Faccio riferimento alla questione dei tamponi sui quali si stanno facendo delle speculazioni vergognose“.

L’interesse per il tema è senza dubbio alimentato dalle scelte diversificate delle regioni sulle politiche anticontagio. Il Veneto, per esempio, si è da sempre professato favorevole allo screening di massa. Fontana, invece, ha ribadito di attenersi alle prescrizioni ministeriali e dell’Istituto superiore di sanità (Iss). “La Regione Lombardia e oggi il ministro Speranza lo ha ribadito, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall’Iss e dall’organismo scientifico che collabora col ministero. Il 27 febbraio hanno mandato un’indicazione su come ci si doveva comportare e questa indicazione conclude che ‘in assenza di sintomi il test non appare al momento sostenuto da un reazionale scientifico in quanto non fornisce un’informazione indicativa ai fini clinici e potrebbe essere addirittura fuorviante. Qualora dovessero emergere nuovi dati si procederà a una revisione del documento elaborato'”.

Insomma: pensare alla via dei tamponi a tappeto per Fontana non è funzionale, né in linea con la scienza. “Questo ha un significato assolutamente univoco – ha concluso il governatore -: la disposizione è che i tamponi devono essere riservati ai sintomatici. Tutti gli altri tamponi sono ritenuti addirittura fuorvianti. La Lombardia è stata la regione che ha fatto il maggior numero di tamponi nel nostro paese e abbiamo rispettato rigorosamente quello che ci è stato dettato dai massimi istituti di sanità italiani”.


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