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Coronavirus, c’è la possibilità di un nuovo picco in Cina?

26 Marzo 2020
Coronavirus, c’è la possibilità di un nuovo picco in Cina?

Con lo stop alle misure precauzionali di restrizione si rischia una ricomparsa del Covid-19 in estate. Il parere degli esperti.

La Cina si sta rialzando dalla pandemia di coronavirus che ha sconvolto il mondo. Ma contro questo nemico invisibile non bisogna esultare troppo presto. Un nuovo studio suggerisce di non riprendere subito la vita normale, dicendo basta alle restrizioni anticontagio. Ce ne dà notizia l’agenzia di stampa Adnkronos: allentare le misure di distanziamento fisico e riaprire le scuole troppo presto a Wuhan potrebbe alimentare una seconda ondata di infezioni da Covid-19 nel corso dell’anno.

Lo sottolineano sulla prestigiosa rivista ‘The Lancet’ ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine: secondo i loro calcoli, la revoca delle restrizioni a fine marzo porterebbe a un’impennata di casi con un nuovo picco ad agosto. Mentre il mantenimento delle restrizioni fino ad aprile ritarderebbe un secondo picco fino a ottobre, il che allevierebbe la pressione sui servizi sanitari nei mesi successivi.

I modelli utilizzati dallo studio non sono direttamente applicabili ad altri Paesi perché si riferiscono esclusivamente alla realtà cinese, ma la conclusione generale probabilmente si potrebbe applicare ovunque, dicono gli esperti: il senso dello studio è che non esiste una strategia di uscita rapida e semplice dai blocchi della vita sociale che molti Paesi, Italia inclusa, hanno imposto. Più probabilmente, sarà utile sollevare i cittadini dalla loro reclusione forzata progressivamente.

“Le misure di distanziamento fisico sono molto utili e dobbiamo regolare attentamente il loro allentamento per evitare successive ondate di infezione, quando i lavoratori e gli scolari torneranno alla loro normale routine”, ha affermato il co-autore Yang Liu. “Se quelle ondate arriveranno troppo rapidamente, infatti, questo potrebbe sopraffare i sistemi sanitari”. Lo studio – evidenzia The Guardian – è in linea con i documenti pubblicati dal gruppo scientifico consultivo del governo del Regno Unito per le emergenze, secondo cui le misure dovranno essere attuate per almeno 6 mesi e probabilmente dovranno essere allentate e poi periodicamente rafforzate per ridurre l’impatto di possibili successive ondate di infezioni.

Utilizzando gli ultimi dati sulla diffusione di Covid-19 a Wuhan e nel resto della Cina, lo studio ha analizzato diversi scenari in cui le intense misure di controllo, introdotte a Wuhan a metà gennaio, vengono eliminate. Da allora, le scuole sono state chiuse e solo circa il 10% della forza lavoro, che corrisponde agli operatori sanitari, alla polizia e ad altro personale governativo essenziale, è rimasta al lavoro.

Lo studio ha rilevato che le misure di distanziamento fisico sarebbero probabilmente più efficaci se si desse inizio a un riavvio scaglionato del lavoro all’inizio di aprile, riducendo potenzialmente il numero medio di nuove infezioni del 24% fino alla fine del 2020 e ritardando un secondo picco fino a ottobre. Kiesha Prem, autore principale dello studio della London School of Hygiene, evidenzia: “Le misure senza precedenti messe in atto dalla città di Wuhan per ridurre i contatti sociali a scuola e sul posto di lavoro hanno contribuito a controllare l’epidemia. Tuttavia, la città deve ora fare molta attenzione per evitare di eliminare prematuramente le misure di allontanamento fisico, perché questo potrebbe portare a un secondo picco. Ma se si allentano gradualmente le restrizioni, è probabile che questo ritardi e appiattisca tale picco”.


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