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Le Guide Opposizione alle multe e alle contravvenzioni amministrative: come fare e modello di atto

Le Guide Pubblicato il 7 ottobre 2013

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> Le Guide Pubblicato il 7 ottobre 2013

Modello di ricorso e modalità per il deposito in cancelleria: come contestare una sanzione amministrativa, modalità e adempimenti pratici.

Presentare opposizione contro una multa o qualsiasi altra contravvenzione amministrativa non è sempre vantaggioso. Infatti, spesso, tra tasse da pagare allo Stato (il cosiddetto contributo unificato) ed eventuale costo dell’avvocato, è facile superare il valore della contravvenzione stessa; sicché l’operazione risulta, non di rado, antieconomica.

Proprio per questo, può essere conveniente difendersi da soli. La materia delle contravvenzioni relative al codice della strada, infatti, non necessita di una assistenza legale obbligatoria.

Presentare un ricorso contro una multa è un’attività sostanzialmente facile nella procedura. Basta redigere un ricorso per iscritto, depositarlo nella cancelleria del giudice di pace competente (quello del luogo ove è avvenuta la contravvenzione) e poi partecipare all’udienza che sarà stabilita dal giudice stesso (per conoscere la data dell’udienza sarà bene ritornare dopo qualche settimana in cancelleria e farsela indicare dal cancelliere, sebbene la comunicazione dovrebbe arrivare presso il domicilio del ricorrente).

Insieme al ricorso va consegnato al cancelliere il contributo unificato e un documento che si chiama “nota di iscrizione a ruolo” (generalmente le cancellerie dispongono di un modello da compilare).

 

Deposito del ricorso

L’opposizione si propone con ricorso [1] da depositare presso la cancelleria del giudice competente per territorio.

La consegna può avvenire

a mani;

– o anche a mezzo posta (con raccomandata con ricevuta di ritorno per precostituirsi la prova della tempestiva proposizione del ricorso). In quest’ultimo caso, ai fini della tempestività del ricorso, farà fede la data di spedizione del plico [2].

Come detto, non è necessaria la difesa di un avvocato, per cui il ricorso può essere presentato e sottoscritto direttamente dall’interessato che ha diritto a stare in giudizio e difendersi personalmente.

Contro il verbale, il ricorso va proposto entro 30 giorni dalla notifica (60 giorni se il destinatario del provvedimento risiede all’estero).

Sempre a pena di inammissibilità, al ricorso deve essere allegato il provvedimento impugnato (la contravvenzione), ciò onde permettere al giudice di verificare la tempestività del ricorso promosso.

I termini per la proposizione del ricorso sono perentori, a pena di inammissibilità del ricorso stesso.

Contenuto del ricorso

Non esistono formule standard del ricorso. L’importante è indicare:

– il giudice di pace competente;

– gli estremi del ricorrente (nome, cognome, residenza, codice fiscale);

– la sanzione impugnata;

– i motivi dell’impugnazione;

– la firma del ricorrente.

È poi necessario indicare, se necessarie per dimostrare le proprie tesi, le prove a sostegno dell’istanza.

È sempre opportuno formulare una richiesta di sospensione del provvedimento impugnato: questo perché l’opposizione al giudice non sospende l’esecuzione della sanzione. Il che significa che l’amministrazione potrebbe anche inviare, nonostante il ricorso, una cartella esattoriale per il recupero coattivo della sanzione, salvo che, appunto, il giudice, su richiesta del ricorrente, in presenza di gravi motivi, disponga la sospensione della contravvenzione.

A tal fine, bisogna spiegare e documentare i gravi motivi che giustificherebbero la sospensione del verbale.

I possibili vizi del verbale: il contenuto necessario della contravvenzione

Il verbale dell’infrazione deve contenere alcuni elementi necessari, a pena di nullità:

– il giorno, l’ora e la località della commessa infrazione;

– il fatto contestato.

Ciò è essenziale per l’esercizio del diritto di difesa, soprattutto allo scopo di valutare la diligenza dell’organo accertatore in riferimento ai tempi della notificazione e alla sua tempestività.

L’ora assume particolare rilievo ai fini della validità del verbale negli accertamenti effettuati con strumenti elettronici o in assenza del conducente.

È necessario poi indicare la località ove è avvenuta l’infrazione, in modo tale da situare precisamente nello spazio il fatto accertato e individuato, localizzando il numero civico o una segnaletica fissa o mobile, l’indicazione della chilometrica (essenziale ove nella strada siano presenti limiti differenti di velocità e vi siano postazioni mobili come l’autovelox o il telelaser).

Il verbale deve specificare inoltre l’Autorità che ha effettuato l’accertamento, onde individuare il giudice territorialmente competente per l’eventuale impugnazione.

Altre condizioni indispensabili sono l’indicazione delle generalità e residenza del trasgressore, sebbene un’erronea indicazione delle generalità non conduce automaticamente all’invalidità del verbale. Così, ad esempio, se è errata la data di nascita ma esatte le generalità e la residenza il mero errore materiale non inficia la validità del verbale.

La parte essenziale del verbale di contestazione è l’esposizione in modo sommario del fatto e la citazione della norma violata e quindi l’indicazione del fatto storico e il motivo per il quale detto fatto integra un illecito amministrativo.

Anche in ordine a questo aspetto la giurisprudenza non è particolarmente rigorosa: alcune sentenze, infatti, hanno stabilito che eventuali errori od omissioni nel verbale circa l’indicazione della norma violata comportano la nullità solo se ciò ha comportato effettivamente un concreto pregiudizio per il trasgressore.

Il trasgressore ha altresì diritto a che vengano riportate a verbale le sue dichiarazioni, sebbene l’omesso o erroneo inserimento delle dichiarazioni per la giurisprudenza non è considerato a pena di nullità.

Ove sia ammesso il pagamento in misura ridotta devono essere annotati nel verbale la somma da pagarsi nei 60 giorni e le modalità di pagamento.

Inoltre, con le recenti modifiche normative, il verbale di violazioni al codice della strada deve indicare al cittadino la possibilità di pagare entro 5 giorni con uno sconto del 30%.

Il verbale deve indicare inoltre come e a chi l’interessato deve proporre ricorso (in altre parole, il giudice e i termini entro cui ricorrere). Ma la mancanza di tali elementi non implica la nullità del verbale, ma una semplice irregolarità che impedisce il verificarsi di preclusioni processuali nel caso di mancato rispetto, da parte dell’interessato, dei termini. In altre parole, per esempio, se il ricorrente propone ricorso oltre i 60 giorni, il ricorso non potrà essere considerato invalido.

Contestazione immediata della violazione

Il codice della strada prevede [3] che, quando è possibile, la violazione deve essere immediatamente contestata al conducente; tuttavia, se ciò non è possibile, nel verbale devono essere indicati i motivi che non hanno consentito di procedere alla contestazione contemporaneamente all’accertamento.

Esistono tuttavia alcune deroghe al principio della contestazione immediata:

– impossibilità di raggiungere un veicolo a forte velocità;

– attraversamento di incrocio con semaforo rosso;

– sorpasso vietato;

– accertamento della violazione in mancanza del trasgressore;

– accertamento della violazione a mezzo apparecchiature di rilevamento che consentono l’accertamento dell’illecito a distanza dal luogo di accertamento o non permettono di fermare in tempo utile o regolamentare il veicolo;

– rilevazioni degli accessi nelle zone a traffico limitato.

Fac-simile di ricorso per opposizione a verbale di contestazione per violazione di norme del c.d.s.

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI <…>

Ricorso in opposizione a sanzione amministrativa ex art. 204 bis c.d.s.

con istanza di sospensione del verbale impugnato

Ill.mo Giudice di pace, il sig. <…>, nato a <…>, il <…>, residente in <…>, nella via <…> ed elettivamente domiciliato in <…>, espone: in fatto – in data <…> il ricorrente, alla guida della vettura targata <…>, rimaneva coinvolto in un sinistro stradale con altro veicolo; – sul luogo del sinistro inter venivano i Carabinieri di <…> i quali effettuavano i rilievi di legge, raccoglievano i dati delle persone coinvolte, le loro dichiarazioni e gli estremi delle targhe e assicurazioni dei rispettivi veicoli senza sollevare alcuna contestazione al ricorrente;

– in data <…> il sig. <…> riceveva a mezzo posta un verbale di accer tamento per la violazione di cui all’ar t. 145, commi 1 e 10, c.d.s. nel quale gli si contestava che in data <…> nella sua qualità di conducente del veicolo succitato, nell’impegnare l’intersezione stradale non usava la massima prudenza al fine di evitare incidenti <…>;

– poiché il verbale è affetto da nullità radicale per violazione di legge, nell’interesse del ricorrente si propone opposizione per il seguente motivo.

[segue un esempio di contestazione al verbale: il caso è quello della mancata contestazione immediata].

Nullità del verbale di accertamento per violazione di legge ai sensi degli artt. 200 e 201 c.d.s.

Ai sensi dell’ar t. 200 c.d.s. «la violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata (…) ». Nei fatti per cui si procede, sebbene i Carabinieri di <…> siano intervenuti immediatamente sul posto e abbiano eseguito i rilievi, sentito le parti coinvolte e raccolto i dati dei rispettivi veicoli e fosse pertanto assolutamente possibile contestare la presunta infrazione al ricorrente, i militari, con tutto comodo, hanno procrastinato di ben oltre tre mesi la notifica del verbale. Anche ammesso e non concesso che la contestazione sia stata differita per esigenze di sicurezza della circolazione, per istruire i rilievi o valutare le rispettive responsabilità, i Carabinieri avrebbero dovuto, comunque e, in ogni caso, indicare i motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata come espressamente prescritto perentoriamente dall’art. 201 c.d.s. che ha codificato la copiosa giurisprudenza della Suprema Corte in materia di omessa indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata (per tutte Cass. n. 2494/2001; Cass. n. 4459/2003).

Conclusioni

Voglia l’Ill.mo Giudice di pace, disattesa ogni avversa istanza, eccezione e deduzione: annullare con qualsiasi statuizione il verbale n. <…> elevato dai Carabinieri di <…> il <…> notificato a mezzo posta il <…>, per tutti i motivi indicati nel ricorso.

 

Produzioni

Si offrono in comunicazione i seguenti documenti: verbale di contestazione impugnato.

 

Istanza di sospensione del provvedimento impugnato

Stante l’illegittimità del verbale impugnato emergente per tabulas dallo stesso verbale di accer tamento redatto in palese violazione degli artt. 200 e 201 c.d.s. sussiste il fumus boni iuris. In ordine al periculum in mora si osservi che la contravvenzione costituisce comunque titolo esecutivo e se non viene sospesa ha comunque il suo corso la procedura amministrativa con ulteriori spese che ingiustamente verrebbero poste a carico del ricorrente. Non ultima, peraltro, la difficoltà di riavere indietro le somme eventualmente sborsate e l’indebita decurtazione dei punti dalla patente di guida.

Data, firma

note

[1] Art. 22 legge n. 689/1981.

[2] C. Cost. sent. n. 98/04.

[3] Art. 200 e 201 cod. str.


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1 Commento

  1. Buon giorno, ho ricevuto oggi 20 ottobre 2014 un verbale per eccesso di velocità accertato il 04/05/2014 e notificato alla Posta il 26/08/2014 ossia 117 giorni dopo l’accertamento stesso.
    Vorrei sapere se, essendo stato superato il limite dei 90 giorni per la notifica alla Posta del verbale, esso può essere contestato e con quali probabilità di successo.
    Grazie
    Bruno Salgarello

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