Multa per disco orario

10 Giugno 2020 | Autore:
Multa per disco orario

Quando va utilizzato e quali sono le sanzioni previste se non viene esposto sul cruscotto o si posticipa l’ora di arrivo. Quelli elettronici sono legali?

A vederlo, presenta un’immagine di mista tristezza e di tenerezza. Quasi fosse un arnese vetusto, fatto di cartoncino e di plastica, che stona in una macchina piena di optional elettronici. Eppure, quell’intramontabile oggetto può ancora evitarci una multa. Quando lo guardi e non ne hai bisogno, ti viene da sorridere. Quando ti serve e non lo trovi, ti viene da piangere. Perché se hai bisogno di parcheggiare e rischi la multa per disco orario, rimpiangi di non avere con te quell’arnese vetusto di cartoncino e di plastica.

Praticamente, tutti i Comuni lo richiedono per poter lasciare l’auto in determinati spazi. Non in molti, per la verità, perché oggi la maggior parte dei parcheggi sono a pagamento: bisogna mettere la moneta nella macchinetta ed esporre sul cruscotto lo scontrino. Si sa che quando si può spillare i soldi agli automobilisti anche per una sosta di 10 minuti, giusto il tempo di fare una veloce commissione, lo si fa volentieri.

Tuttavia, resistono quei parcheggi in cui, al posto dello scontrino, si deve esporre il disco orario. Si gira la rotellina, si indica l’ora di arrivo e si guarda il cartello in cui è stabilito il tempo massimo della sosta. Se si sfora ed un poliziotto o un ausiliare se ne accorge, ecco che scatta la multa.

Devi sapere, però, che se non trovi con porti con te il disco orario ed hai assolutamente bisogno di parcheggiare in uno degli spazi in cui bisognerebbe esporlo, puoi utilizzare un figlio di carta su cui segnare data e ora di arrivo: il Codice della strada contempla anche questa possibilità.

Comunque, vediamo quando e perché si può prendere la multa per disco orario.

Disco orario: quando va usato?

L’uso del disco orario è segnalato da un’apposita segnaletica collocata nell’area interessata che informa l’automobilista dell’obbligo di utilizzare questo strumento per parcheggiare l’auto e della durata massima della sosta.

Il dispositivo, infatti, è formato da una sorta di custodia in cartone o in plastica con all’interno una rotellina che mostra l’orario da una piccola finestrella. Muovendo la rotellina, è possibile scegliere l’ora di arrivo in modo che, quando il disco orario viene lasciato sul cruscotto, la Polizia locale verifichi quando hai parcheggiato la macchina. È importante, quindi, appoggiarlo in un luogo che sia ben visibile dall’esterno dell’auto. Ed è altrettanto indispensabile che riporti la scritta «ora di arrivo» oppure il simbolo «P» affinché il dispositivo sia a norma.

Il disco orario va utilizzato quando troviamo in un’area di parcheggio in cui è presente un apposito segnale verticale a forma di rettangolo blu con una P di colore bianco e una freccia bianca con i numeri in nero. Questo cartello indica l’obbligo di esporre il disco orario, i giorni e l’orario in cui deve essere utilizzato ed il tempo massimo di sosta. Ad esempio, si può trovare scritto «giorni feriali dalle 8 alle 19, max. 1h».

Disco orario: quando scatta la multa?

L’agente di Polizia municipale o l’ausiliare che, controllando le auto in sosta, non trovano esposto il disco orario in un’area in cui è obbligatorio oppure vedono che è scaduto il tempo massimo dall’ora di arrivo, possono fare la multa al proprietario del veicolo. Vediamo l’importo delle sanzioni.

Chi dimentica di esporre il disco orario (oppure non lo espone perché tenta la fortuna) o lo fa in modo non visibile in un centro abitato, può ricevere una sanzione di 42 euro, ovvero di 29,40 euro se la multa viene pagata entro cinque giorni. Ma se la trasgressione avviene fuori da un centro abitato, la sanzione può arrivare a 173 euro. Se, invece, si supera il tempo massimo di sosta, la sanzione è di 26 euro (di 18,20 euro in versione scontata), fino ad un massimo di 102 euro. La stessa sanzione è prevista per chi, furbescamente, sposta ogni tanto l’orario di arrivo. Ad esempio, chi parcheggi alle 11 in uno spazio con sosta massima consentita di un’ora e scende a mezzogiorno per girare in avanti la rotellina e puntarla alle 12. Così come per chi posticipa l’orario: arrivo alle 11 e punto la rotellina direttamente alle 11.30 per guadagnare mezz’ora di sosta.

Tornando alla sanzione per superare il tempo massimo, va precisato che il citato importo della multa va moltiplicato per ogni periodo di violazione.

Mario ha parcheggiato l’auto alle 11 in uno spazio in cui è obbligatorio esporre il disco orario per una durata massima di un’ora. Ritira la macchina alle 13: trova una multa di 26 euro per avere oltrepassato di 30 minuti la durata consentita. Se, invece, ritira il veicolo alle 14, pagherà il doppio, cioè 26 euro x 2 ore di sosta in più non consentita. E così via.

La rimozione forzata è prevista solo se l’avviso è riportato sulla segnaletica verticale che indica l’obbligo del disco orario, oppure quando l’auto ostacola il passaggio o crea pericolo e quando non è parcheggiata correttamente all’interno delle strisce.

Come accennato prima, la multa per disco orario è più salata fuori dai centri abitati. Nello specifico, la sanzione va da 42 a 173 euro per:

  • la mancata esposizione;
  • prolungare la sosta oltre il limite;
  • posticipare l’ora di arrivo.

Per prolungare la sosta oltre le 24 ore, sanzione viene moltiplicata per ciascun periodo di ulteriore permanenza (dalla 25esima ora in poi).

L’obbligo del disco orario non è previsto per le auto con il contrassegno dei disabili.

Disco orario: quello elettronico è legale?

Parlavamo all’inizio del disco orario come di un oggetto che quasi stona in una macchina piena di optional di ultima generazione. Forse per questo, qualcuno ha voluto inventare il disco orario elettronico. Peccato, però, che non sia un modello ufficiale e che, pertanto, comporti il rischio di sanzioni.

In pratica, vengono messi sul mercato dei dispositivi che regolano automaticamente l’orario di inizio e di fine della sosta. E fin qui, può essere una grande comodità, perché uno non deve per forza ricordarsi ogni volta di prendere il cartoncino, girare la rotellina ed esporre il disco sul cruscotto.

Dove nasce il problema? Dal fatto che questi dispositivi elettronici sono spesso dotati di un sistema in grado di posticipare in avanti l’ora di arrivo quando si avvicina quella di fine sosta, in modo tale da non prendere mai la multa.

Va da sé che questo espediente non è affatto legale. Chi viene pizzicato con un aggeggio del genere può arrivare a pagare fino a 1.500 euro di multa se l’auto è stata lasciata sulle strisce blu, o di 169 euro se era parcheggiata sulle strisce bianche soggette, comunque, all’obbligo di esporre il disco orario.



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