Coronavirus: da aprile, bollette molto meno care

27 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: da aprile, bollette molto meno care

La luce scende del 18,3%, il gas del 13,5%. Possibili interventi in futuro per le piccole e medie imprese, sugli oneri di sistema e sui casi di morosità.

Non sarà un risparmio in grado di cambiare la vita delle famiglie italiane ma, come si suol dire, a caval donato non si guarda in bocca. L’Arera, l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, ha deciso di abbassare con un insolito taglio i costi di luce e gas dal mese di aprile, ormai alle porte: -18,3% per la bolletta dell’energia elettrica, -13,5% per l’altra. Tradotto in soldi, un risparmio annuo stimato per ogni famiglia in 184 euro. Frutto dell’intervento dell’Autorità in un momento in cui l’emergenza coronavirus detta legge e costringe tutti a restare a casa e a scegliere, dove possibile, l’opzione dello smart working. L’equazione non è complicata: più tempo in casa, dovendo anche utilizzare dei dispositivi per lavorare a domicilio, significa più consumi. Senza contare – tanto per stemperare gli animi – quanto stanno spendendo gli italiani in corrente per continuare a stampare le autocertificazioni.

Il primo obiettivo dell’Arera è quello di garantire la continuità delle forniture di energia. Blindato questo aspetto, si è passati alla creazione di un apposito conto «Covid» presso la Cassa servizi energetici ambientali. Un polmone economico che ora consente di abbassare i costi delle bollette.

Come spiega il presidente dell’Autorità, Stefano Besseghini, in un’intervista al Sole 24Ore pubblicata questa mattina, l’Arera non ha valutato finora l’ipotesi proposta dal Governo di sospendere il pagamento delle bollette fino al 31 maggio, soluzione che andrebbe presa con cautela: «Resta il problema – spiega Besseghini – dell’individuazione dei criteri per selezionare i beneficiari dell’agevolazione, e tali criteri – precisa il capo dell’Arera – devono essere capaci di cogliere il vero disagio legato a questa particolare situazione».

Besseghini suggerisce che provvedimenti di questo tipo «entrassero in campo un attimo dopo che è passata la fase più acuta dell’emergenza in modo da far sedimentare l’impatto e capire bene dove andare a pianificarli. Non siamo davanti a terremoto o a una catastrofe naturale, che insistono su una connotazione di spazio e tempo ben definiti, ma a un’emergenza che ha bisogno di dispiegare un po’ i suoi effetti per capirli nella sostanza. Qualsiasi misura infatti non è a costo zero».

L’importante, secondo l’Autorità, è definire degli interventi mirati sulle reali necessità, ma non nell’immediato. Ad esempio, su eventuali tagli ai costi degli oneri di sistema che pesano notevolmente sulle bollette, il presidente dell’Arera ritiene che si possa lavorare «ma nei prossimi mesi». Come rimanda anche eventuali sconti riservati alle piccole e medie imprese: «Si può andare a sterilizzare una parte di quei costi, ma quando le aziende riprenderanno la loro attività», annuncia Besseghini.

Non si esclude nemmeno una proroga al blocco dei distacchi per morosità: «Vedremo che valutazioni farà il Governo entro il 3 aprile – commenta il presidente dell’Arera –, ma è chiaro che quel termine andrà allineato con le decisioni dell’Esecutivo. L’importante è muoverci tutti in modo coordinato».



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