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Prodotti online: recesso gratuito entro dieci giorni anche senza difetti

7 Ottobre 2013
Prodotti online: recesso gratuito entro dieci giorni anche senza difetti

Ho acquistato in Internet della merce che, all’atto del ricevimento, si è rilevata di qualità scadente e comunque inferiore rispetto alle mie aspettative; posso contestare la merce ricevuta?  

Nel caso di contratti di compravendita stipulati a distanza (per esempio una televendita) oppure su internet, in prima battuta il Codice del consumo prevede che il consumatore possa recedere dal contratto stesso, senza alcuna penalità o motivazione.

Ciò significa che non è necessario che l’acquirente dimostri eventuali difetti del bene; anche se la merce è perfettamente corrispondente a quanto promesso dal venditore e a quanto rappresentato, per esempio, nella pubblicità, l’acquirente ha sempre e comunque la possibilità di recedere dal contratto e “annullare” la vendita.

È comunque necessario che l’acquirente dia comunicazione al venditore della propria volontà d recedere dal contratto, entro 10 giorni dalla ricezione del bene acquistato, restituendogli il medesimo bene.

Tale termine si estende fino a novanta giorni qualora il venditore, nel proporre il contratto, non abbia adempiuto ad alcuni obblighi di informazione nei confronti dell’acquirente ossia:

– indirizzo e sede del venditore,

– termini di pagamento,

– recesso,

– modalità di consegna,

– restituzione.

Oltre a questa tutela, in seconda battuta, il consumatore può ricorrere alle norme sulla garanzia legale di conformità per i beni di consumo [1]: a differenza del diritto di recesso, tale diritto è esercitabile solo se il bene non è conforme a quanto promesso dal venditore. In base a ciò, il consumatore che abbia ricevuto un bene difforme rispetto alle aspettative potrà chiedere la riparazione o sostituzione del prodotto, oppure una congrua riduzione del prezzo, oppure ancora la risoluzione del contratto stesso, con restituzione dell’intero prezzo pagato.

Nell’ipotesi particolare in cui il venditore abbia inteso spacciare per nuovo un bene in realtà già usato, il consumatore potrà anche scegliere di arrivare a denunciare lo stesso venditore per truffa commerciale, ferma restando, in ogni caso, la necessità di provare con esattezza, ad esempio tramite una apposita perizia, l’effettiva diversità del bene venduto rispetto a quello promesso.


note

[1] Artt. 128 e seguenti del Codice del consumatore.


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