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Figli soli a casa: da che età?

29 Marzo 2020
Figli soli a casa: da che età?

Abbandono di minore e di persone incapaci: quando scatta il reato. A partire da che età il bambino può badare a se stesso?

Quando marito e moglie lavorano è difficile trovare un aiuto per badare ai figli. Non tutti hanno la fortuna di permettersi una babysitter, sicché i bambini sono spesso costretti ad andare dai nonni o a stare da soli a casa.

Lasciare però dei bambini troppo piccoli in balia di se stessi costituisce reato. Reato che, essendo perseguibile d’ufficio, può scattare anche a seguito della segnalazione di un vicino di casa o dello stesso amministratore di condominio. 

È bene, quindi, fare molta attenzione, non solo per le conseguenze legali che da una condotta del genere possono scaturire, ma anche per i concreti pericoli che si nascondono dentro l’appartamento. Le vittime di infortuni domestici sono assai numerose e i più indifesi ne pagano spesso le conseguenze. 

Ma da che età i figli possono stare soli a casa? Vediamo cosa dice la legge e come questa viene interpretata nelle aule giudiziarie. 

Età per lasciare i figli da soli

Premesso che i bambini crescono in modo diverso e non tutti raggiungono la maturità nello stesso momento, sicché ogni situazione è diversa dalle altre, la legge tuttavia fissa un’età minima al di sotto della quale i figli si considerano incapaci di badare a se stessi. Questa età è 14 anni. 

In particolare, l’articolo 591 del Codice penale stabilisce la pena della reclusione da 6 mesi a 5 anni per chi abbandona una persona con meno di 14 anni della quale abbia la custodia o debba prendersi cura. 

In buona sostanza, non si può mai lasciare solo a casa un bambino da 1 a 13 anni, sicché il reato scatta in automatico, anche quando il piccolino appare maturo e saggio. Invece, da 14 anni in su, bisogna fare una valutazione caso per caso e stabilire se il figlio è effettivamente in grado di badare a se stesso. 

Alla stessa pena soggiace chi abbandona una persona malata (di mente o di corpo) o che, per vecchiaia o altre cause, non è in grado di badare a se stessa.

Quindi, se per i bambini è prevista un’età minima al di sotto della quale scatta il reato di abbandono di persone minori o incapaci, per gli anziani invece questa età non viene definita e tutto è rimesso alla valutazione del caso concreto che farà il giudice nel processo penale.

La pena aumenta da 1 a 6 anni di reclusione se il bambino si fa male e se il responsabile è il genitore. Se muore, invece, si rischiano dai 3 agli 8 anni di carcere.

Leggi anche: Figli minori: legittimo lasciarli soli in casa?

Si potrebbe a questo punto pensare: che differenza c’è, in termini concreti, tra un bambino di 13 anni e mezzo e uno di 14? Eppure nel primo caso scatta il reato in caso di abbandono, mentre nel secondo no. Seppur lo spartiacque non può che essere un’età definita, sarà comunque il giudice a graduare la pena in base alla gravità del pericolo potenziale cui è stato esposto il minore, tenendo conto del grado di indipendenza del minore e delle sue capacità.

Per la condanna penale non è necessario che il genitore abbia l’intenzione di procurare un danno al figlio; basta la semplice coscienza della situazione di pericolo che ha generato con la sua condotta colpevole. Non basta raccomandare a un vicino di controllare di tanto in tanto in casa se tutto è a posto.

Per quanto tempo si può lasciare un figlio da solo a casa?

Una volta definito che non si può lasciare un minore di 14 anni da solo a casa, ci si potrebbe chiedere se ciò valga anche per brevi intervalli di tempo. Si pensi alla madre che deve recarsi al negozio di fronte a comprare il latte o in garage per prendere alcuni scatoloni. Si può parlare di reato anche se il bambino viene lasciato da solo – magari intento a guardare la tv o a giocare ai videogiochi – per pochi minuti?

Questo la legge non lo dice, ma lo si può intuire dalla formulazione del Codice penale. La norma richiede, per poter parlare di reato, la sussistenza di un pericolo concreto, seppur potenziale. Non è quindi necessario, da un lato, che il bambino si faccia male per far scattare l’incriminazione, ma non è neanche possibile parlare di reato in assenza, anche in potenza, di un rischio effettivo. 

Il semplice fatto che il bambino dorma non giustifica l’allontanamento da casa per un lungo periodo; così come ci si può assentare per qualche minuto quando il bambino è intento in altre attività (come guardare i cartoni animati). Si pensi al genitore che deve buttare la spazzatura o andare dall’amministratore a pagare le quote condominiali. Chiaramente, in questo frangente, il figlio non deve farsi male; in caso contrario, il pericolo, da potenziale, diventa attuale e c’è la prova in radice dell’illiceità del comportamento del genitore che non ha valutato attentamente la situazione, come prudenza gli imponeva.

Figli da soli a casa: quando è legale?

Una volta chiariti gli aspetti teorici della materia, possiamo così riassumere tutta la questione e rispondere alla domanda: da che età si può lasciare il figlio solo a casa?

Da 14 anni in su, il reato di abbandono di minore scatta solo se si accerta che il bambino è incapace di badare a se stesso. 

Da 13 anni in giù, invece, il reato è pressoché automatico. Tuttavia, è ammesso l’allontanamento per pochi minuti solo se:

  • nell’arco di questo frangente il genitore adotta le precauzioni necessarie a scongiurare qualsiasi rischio potenziale (ad esempio, avvisare un vicino di casa o fare in modo che il figlio riceva tutte le istruzioni per gestire l’emergenza, come ad esempio dotarlo di un telefono);
  • viene attentamente valutato il grado di maturità del minore: questi deve essere capace di chiedere aiuto e reagire in modo tempestivo a situazioni impreviste ove ne sorga la necessità, senza farsi prendere dal panico;
  • si tiene conto dell’ambiente in cui viene lasciato il minore: si pensi, ad esempio, ad un’abitazione con un impianto elettrico non a norma o collocata in un luogo isolato (fattore di non poco conto se il minore, in caso di pericolo, non può far affidamento su un vicino).

Ecco perché, alla luce di queste motivazioni, più di una volta è stato condannato il genitore per aver lasciato solo il figlio per pochi minuti in un’auto da solo. 



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1 Commento

  1. Diciamo che, nella pratica, non è proprio così che funziona, altrimenti la maggior parte dei genitori italiani sarebbe stata condannata per abbandono, e altrimenti a 13 anni non sarebbe nemmeno possibile farli uscire con gli amici!
    Per integrare il reato di abbandono, è necessario che vi sia un pericolo imminente: se il minore viene lasciato solo in casa, ad esempio, per la configurazione del reato, deve esserci la concreta possibilità che si faccia male (ad esempio, se ci sono strumenti taglienti, fuochi accesi o mobili pericolanti); se tale possibilità non c’è, allora il reato non si configura!

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