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Denuncia per bestemmia

10 Giugno 2020 | Autore:
Denuncia per bestemmia

Bestemmiare è reato? Si può denunciare alle autorità una persona che offende pubblicamente Dio? Quando la bestemmia non ha conseguenze legali?

Esistono atti di inciviltà che la legge non tollera: tra questi v’è la bestemmia. Devi sapere che, nonostante l’Italia sia un Paese laico, la bestemmia, cioè l’offesa a una divinità, è ancora oggi punita. Ciò può sembrare strano, in quanto per le persone non credenti l’ingiuria rivolta a Dio non ha alcun valore né peso. L’ordinamento giuridico, però, non la pensa alla stessa maniera. Quanto appena detto significa che si può sporgere una denuncia per bestemmia?

In realtà, come vedremo nei prossimi paragrafi, a seguito di una bestemmia non è possibile intraprendere un procedimento penale, in quanto la condotta, un tempo reato, è stata depenalizzata. Ciò non significa, però, che non si potrà andare incontro a spiacevoli conseguenze economiche. Inoltre, come ti spiegherò, non occorre nemmeno che la bestemmia sia stata pronunciata con la particolare intenzione di offendere la religione: il semplice fatto di aver espresso parole irriguardose espone alla sanzione. Parliamo dunque della denuncia per bestemmia.

Bestemmia: cos’è?

La bestemmia è un’espressione ingiuriosa o comunque particolarmente irriguardosa e offensiva nei confronti di una divinità, cioè di un’entità ritenuta superiore all’uomo.

La bestemmia costituisce la classica espressione della blasfemia, cioè della condotta profondamente ingiuriosa nei riguardi di una confessione religiosa.

La bestemmia rappresenta la manifestazione verbale più tipica della blasfemia, insieme al vilipendio della religione. La profanazione, invece, è condotta materiale, consistente nel danneggiamento o nell’imbrattamento di oggetti sacri.

Bestemmiare è reato?

La bestemmia costituiva reato; nel 1999, a seguito dell’entrata in vigore di una specifica legge [1], la bestemmia è stata depenalizzata e, dunque, oggi non costituisce più un fatto penalmente perseguibile.

In sintesi, chi bestemmia non commette reato. Queste particolari espressioni ingiuriose, tuttavia, sono ancora punite, sebbene soltanto con una sanzione pecuniaria.

La legge [2] dice che chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro.

Dunque, bestemmiare non è reato, ma costituisce un illecito amministrativo punito con sanzione pecuniaria.

Bestemmia: quando è punita?

Affinché la bestemmia possa essere punita, occorre che:

  • l’espressione irriguardosa sia pronunciata pubblicamente, cioè alla presenza di altre persone;
  • le parole ingiuriose siano rivolte verso una divinità, cioè nei riguardi di un Essere supremo, di natura non umana, oggetto di venerazione da parte degli uomini.

Dunque, secondo la legge italiana, chi bestemmia in casa propria o in un luogo privato non commette alcun illecito. Allo stesso modo, le espressioni irriguardose rivolte verso persone oggetto di venerazione ma non propriamente divinità (si pensi ai santi o alla Madonna, ad esempio) non sono idonee a integrare questa condotta illegale.

A seguito di una nota sentenza della Corte Costituzionale [3], la bestemmia offende il buon costume contro qualsiasi divinità essa sia rivolta: ciò significa che, non essendoci più una religione di Stato, bestemmiare il nome del Dio cristiano ovvero di quello islamico o di qualsiasi altra confessione è la medesima cosa.

Infine, va precisato che la bestemmia è punibile a prescindere dall’effettiva volontà ingiuriosa del soggetto. In altre parole, la persona che bestemmia potrebbe essere punito anche se non aveva intenzione di offendere realmente il sentimento religioso delle persone che hanno ascoltato oppure il buon costume.

Perché la bestemmia è punita?

Probabilmente ti starai chiedendo perché la bestemmia, pur non costituendo reato, sia ancora oggi punita nonostante il principio di laicità espresso nella Costituzione italiana.

La bestemmia rappresenta una condotta illecita perché, a prescindere dal proprio credo religioso, l’espressione profondamente irrispettosa della divinità costituisce un comportamento contrario al buon costume. Cosa significa?

Vuol dire che la bestemmia offende i comuni principi morali della società, rappresentando una condotta segno di profondo senso di inciviltà. In pratica, la bestemmia è considerata un’espressione indecente e immorale, a prescindere dal fatto che chi l’ascolti sia credente o meno.

Bestemmia: si può denunciare?

Poiché la bestemmia non costituisce reato ma soltanto un illecito amministrativo, chi assiste a un’espressione blasfema contro una divinità non può recarsi dai carabinieri a sporgere denuncia.

Gli illeciti amministrativi possono essere sanzionati solamente se le forze dell’ordine ne hanno immediata percezione, cioè se colgono sul fatto (in diritto penale si direbbe “in flagranza”) colui che viola la norma.

Dunque, se tu depositassi in Procura una denuncia per bestemmia, il p.m. non potrebbe che procedere all’archiviazione del fatto.

Al contrario, se portassi immediatamente all’attenzione di un poliziotto o di un carabiniere una condotta blasfema ancora in atto, allora l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine porterebbe all’applicazione della sanzione economica prevista per la bestemmia.

Ugualmente, l’eventuale bestemmia posta per iscritto esporrebbe il suo autore (se identificabile) alla sanzione di legge, visto che l’espressione irriguardosa è resa pubblicamente: pensa a quanti, sui social network oppure nei commenti ad articoli, bestemmiano apertamente una divinità religiosa.


note

[1] Legge n. 205 del 25 giugno 1999.

[2] Art. 724 cod. pen.

[3] Corte cost., sent. n. 440 del 18 ottobre 1995.

Autore immagine: Canva.com


2 Commenti

  1. Naturalmente queste norme legislative valgono per tutte le religioni (Cristianesimo, Islamismo, Buddismo….)?

  2. Smetterò di bestemmiare quando ci saranno prove dell’esistenza di amici immaginari che abitano in mezzo alle nuvole!

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