Antibiotici con fosfomicina, l’allarme dell’Europa

27 Marzo 2020
Antibiotici con fosfomicina, l’allarme dell’Europa

Avviata una revisione sugli usi e l’efficacia del farmaco. La raccomandazione per ora è di limitarne l’utilizzo solo a certi specifici casi.

Sono antibiotici usati dagli anni Sessanta per curare numerose infezioni, ma adesso l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) raccomanda di non prenderli in certe circostanze. Parliamo dei medicinali a base di fosfomicina. L’Ema ne ha parlato in una nota pubblicata sul sito del suo omologo italiano, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Vengono illustrate le nuove raccomandazioni di utilizzo, a seguito di una revisione eseguita dal Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema, sulla sicurezza di questi antibiotici. Il consiglio è limitare l’utilizzo a tutte quelle circostanze, evidenziate dall’Ema, in cui l’efficacia risulti scientificamente provata; laddove l’uso è sconsigliato è perché non c’è prova che il farmaco funzioni. Una decisione vincolante su restrizioni vere e proprie al farmaco dovrà essere presa dalla Commissione europea.

Quando utilizzare la fosfomicina, in attesa che l’Ue decida

Questi i consigli dell’Agenzia, così come riportati nella nota sul sito dell’Ema:

  • via endovenosa la fosfomicina va usata solo per alcune infezioni cardiache, polmonari, ematiche e cerebrali gravi o quelle che sono difficili da trattare, come le infezioni complicate dell’addome, delle vie urinarie o della pelle e dei tessuti molli;
  • per uso orale va bene per il trattamento della cistite non complicata nelle donne e nelle adolescenti;
  • fosfomicina granulato (che contiene fosfomicina trometamolo) può continuare a essere usata anche negli uomini sottoposti a biopsia della prostata. L’Ema ha chiesto alle aziende di fornire ulteriori dati che giustifichino l’uso continuato di medicinali per via orale contenenti fosfomicina trometamolo e fosfomicina calcica. In forma di granuli disciolti in acqua e assunti per via orale, come già detto, continuerà a essere usata nelle donne e nelle adolescenti per curare le infezioni non complicate delle vie urinarie. Per lo stesso scopo si possono continuare a utilizzare anche le capsule (o fosfomicina calcica);
  • fosfomicina intramuscolare e fosfomicina granulato per bambini fino ai 12 anni (2 g) devono essere sospesi in quanto non vi sono solide evidenze della loro efficacia per gli usi autorizzati. A breve questo tipo di farmaco, in questa forma, non sarà più disponibile, avverte l’Ema.

Un po’ di storia del farmaco

I primi utilizzi risalgono agli anni Sessanta. “La revisione – fa presente l’Ema – è stata avviata il 7 dicembre 2018 su richiesta della Germania. Se n’è occupato il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema, responsabile delle questioni relative all’uso dei medicinali. Il parere del Chmp sarà quindi trasmesso alla Commissione europea, la quale adotterà una decisione finale giuridicamente vincolante applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione europea”.

L’Agenzia indica anche quali sono i medicinali che contengono fosfomicina, per renderli più facilmente e istantaneamente riconoscibili ai pazienti. “Sono disponibili nella maggior parte dei Paesi dell’Unione europea e sono commercializzati con diversi nomi: Afastural, Berny Adulti, Danifos Adulti, Fomicyt, Fosfocin, Fosfocina, Fosfocine, Fosfopharm, Fosfuro, Fosmol, Fostrofemge, Gynofostrome, Infectofos, Infeur Adulti, Interfos, Monural, Monuril, Monurol, Rapidnorm, Solufos, Symural, Uridoz, Urifos, Urinex, Urofast, Uromaste e Uroseptic”.

L’uso della fosfomicina è diminuito rapidamente soprattutto nell’ultimo periodo, spiega l’Ema, “a favore di altri antibiotici che presentano un minor numero di potenziali effetti indesiderati. Probabilmente a causa anche del loro uso limitato sono ancora oggi impiegati nella lotta contro alcuni batteri divenuti resistenti agli antibiotici di uso comune. Negli ultimi anni si è quindi assistito a un maggiore impiego di fosfomicina nei pazienti con ridotte opzioni di trattamento alternative”.

L’Ema consiglia di rivolgersi al medico per qualunque dubbio sul trattamento.



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