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Mantenimento dei figli: può sostituirsi con la proprietà di beni

8 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 ottobre 2013



Al posto dell’assegno di mantenimento in favore dei figli i coniugi possono concordare il trasferimento, in loro favore, della proprietà di un bene mobile o immobile.

Di regola, in caso di separazione o divorzio, i genitori provvedono al mantenimento di figli (minori o maggiorenni non economicamente autonomi) con il versamento periodico di una somma di denaro (a scadenza mensile).

Ciascun genitore deve provvedere a tale mantenimento in misura proporzionale al proprio reddito, salvo il caso in cui le parti non decidano di stipulare un diverso accordo [1].

Se le parti riescono a trovare un’intesa su modalità e termini della separazione, daranno vita a una separazione consensuale; in tal caso, l’accordo conterrà la misura del contributo a favore della prole. Diversamente, esso dovrà essere stabilito dal giudice con la sentenza di separazione o divorzio giudiziale.

Una recente pronuncia della Cassazione [2] ha, tuttavia, ricordato che i coniugi possano prevedere una forma alternativa di accordo per adempiere al dovere di mantenimento della prole: stipulare  una convenzione (in sede di separazione o divorzio) che preveda, anziché il versamento dell’assegno periodico, il trasferimento ai figli della proprietà di beni o anche il semplice impegno a farlo.

In altre parole, il genitore, piuttosto che versare mensilmente il mantenimento per i figli, attribuirà loro uno o più beni mobili o immobili; in questo modo, egli provvederà, con un unico adempimento, ai propri obblighi di natura economica [3].

È sempre necessario, comunque, che il valore dei beni copra l’importo dovuto ai figli nel corso del tempo; non si può infatti pensare che una simile convenzione possa avere ad oggetto, ad esempio, un bene di modico valore (come per esempio un box).

L’accordo così raggiunto dalle parti e che sarà inserito nel ricorso da presentare in tribunale avrà come effetto:

– l’acquisizione della proprietà dei beni dei genitori nel patrimonio dei figli e

– la conseguente estinzione dell’obbligo, da parte dei genitori, di versare il mantenimento.

Una simile scelta, proprio perché rappresenta un modo alternativo per versare il mantenimento, non può qualificarsi come una donazione: ciò implica che essa sarà comunque valida anche se il trasferimento dei beni non venga effettuato con la forma dell’atto pubblico notarile – prevista dalla legge a pena di nullità in caso di donazione – ma venga  inserito nel corpo di un accordo di separazione.

note

[1] Art. 155 comma 4 cod. civ.

[2].Cass. sent. n. 21736 del 23. 09.13.

[3] Art. 1322 cod. civ.

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