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Coronavirus: a rischio il ritiro della spazzatura

28 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: a rischio il ritiro della spazzatura

Impianti di riciclo chiusi o sull’orlo della saturazione. Il Consorzio nazionale imballaggi: si può arrivare alla sospensione del servizio.

L’emergenza coronavirus porta con sé una nuova emergenza: quella della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) lancia l’allarme e avverte: c’è il rischio concreto che si possa arrivare a una sospensione del ritiro della spazzatura.

Il problema si sarebbe scatenato proprio per il rispetto delle restrizioni imposte dal Governo per evitare la diffusione del Covid-19. Quelle, cioè, che impongono di restare a casa. Il che comporta una maggiore produzione di rifiuti, la difficoltà a gestire la raccolta differenziata e la saturazione degli stoccaggi e degli impianti di riciclo e dei termovalorizzatori. Secondo il Conai, già oggi una trentina di piattaforme per la separazione della plastica sarebbe in seria difficoltà. I problemi si manifestano soprattutto al Sud, dove gli impianti sono meno numerosi.

Il Consorzio ha posto il problema al Governo, alla Protezione civile e all’Anci, l’associazione dei Comuni: «Stiamo galoppando verso una grave emergenza che questa volta interessa l’intero territorio nazionale», avverte il presidente del Conai, Giorgio Quagliuolo.

Guardando i vari settori, la plastica presenta i problemi più gravi nella gestione del plasmix, cioè degli scarti non riciclabili. L’utilizzo finale di questi scarti è stato praticamente annullato dall’inizio dell’emergenza coronavirus: si parla, ad esempio, dell’utilizzo del plasmix nei cementifici (oggi chiusi), dove viene usato come collante. Inoltre, l’esportazione della plastica riciclata è stata sospesa, così come sono chiuse le aziende che si occupano del riciclo in Italia.

Chiuse anche quattro aziende su cinque tra quelle che si occupano del riciclo dell’acciaio. Ce n’è una in Sicilia che copre alcune regioni del Sud, tra cui Puglia e Calabria. Lo stesso vale per l’alluminio: ci sono tre fonderie a disposizione del Consorzio che si occupa del riciclo di questo metallo. Una è chiusa, un’altra (quella di Bergamo) lavora a ritmo ridotto.

Problemi anche per il riciclo della carta per la mancanza di trasportatori senza carico al ritorno; o non ci sono o fanno questo servizio a prezzi elevati. Molte piattaforme per il trattamento del legno sono chiuse e quelle rimaste aperte stanno arrivando alla saturazione. Si salva solo il vetro.



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