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Prescrizione energia

11 Giugno 2020 | Autore:
Prescrizione energia

Quando scade il termine di prescrizione per le bollette dell’energia elettrica?

Acqua, luce e gas sono le forniture comunemente presenti all’interno delle nostre case. Si tratta di servizi indispensabili per la vita quotidiana e senza i quali sarebbe, sostanzialmente, impossibile dimorare comodamente nelle rispettive abitazioni. Per questa ragione, dopo aver aderito all’offerta ritenuta più conveniente (per ipotesi, quella dell’azienda municipalizzata del nostro territorio), e usufruito del servizio in questione, riceviamo, periodicamente, la nota bolletta. Questa verrà pagata in posta oppure mediante accredito sul nostro conto corrente bancario. Nella normalità della situazione appena descritta non mancano, però, le contestazioni, ad esempio, quando riceviamo un sollecito per una fattura molto esosa e che riteniamo prescritta. A questo proposito, quando scatta la prescrizione della bolletta dell’energia elettrica?

Sei interessato alla risposta alla domanda appena posta, poiché sei stato destinatario, proprio, di una richiesta del genere. Infatti, una società di recupero crediti ti ha inviato un sollecito formale per una vecchia fattura relativa a un precedente gestore. Una situazione che giudichi inaccettabile e che vorresti contestare, ma non in maniera infondata. Per tale motivo vorresti sapere con certezza: Come opera, esattamente, la prescrizione? La bolletta dell’energia elettrica si prescrive? Dopo quanto tempo scade la fattura relativa ai consumi elettrici? Continuando la lettura fugherai i tuoi dubbi a riguardo e avrai gli elementi per contestare l’addebito ricevuto.

Prescrizione: in cosa consiste?

Se per la legge sei titolare di un diritto hai, evidentemente, la possibilità di esercitarlo e, eventualmente, di pretenderlo anche mediante la cosiddetta esecuzione forzata. Ad esempio, se sei creditore di una certa somma non solo hai la facoltà di richiederla al debitore ma anche quella di ottenere, legittimamente, un provvedimento giudiziale (per ipotesi, un decreto ingiuntivo) che costringa la controparte a rispettare i propri obblighi.

Si tratta, però, di prerogative che non sono a tua disposizione a tempo indeterminato. Se, infatti, anche per una semplice dimenticanza, per un certo periodo non hai avanzato alcuna richiesta formale al tuo debitore, il tuo credito cessa e si prescrive. La prescrizione, quindi, è considerata un modo di estinzione del diritto, cioè una circostanza che, una volta verificatasi, autorizza l’obbligato a rifiutare ogni addebito e ad ottenere dal competente magistrato un provvedimento che riconosca la fine di ogni pretesa del creditore.

A proposito della prescrizione, ricorda sempre che:

  • può essere interrotta. Un creditore non può costringere l’onerato a pagare la somma dovutagli, se non l’ha pretesa per un certo numero di anni; tuttavia, durante il decorso della prescrizione, può avanzare una formale richiesta di pagamento al debitore. In questo caso, interrompe la prescrizione che comincia a decorre nuovamente;
  • il pagamento di un debito prescritto non dà diritto ad alcun rimborso. Secondo la legge [1], infatti, se saldi una vecchia fattura, ormai, prescritta, non puoi pretenderne la restituzione. Perciò, quando ti arriva una richiesta di questo tipo, prima di pagare procedi attentamente alla sua disamina e proponi, eventualmente, reclamo.

La bolletta dell’energia elettrica si prescrive?

Da un punto di vista tecnico, nella bolletta è compreso il corrispettivo, in termini di costi fissi, tassazioni e quant’altro, che, per contratto, dobbiamo corrispondere all’azienda per la fornitura dell’energia elettrica. Un vero e proprio diritto di credito che, al pari degli altri, può essere soggetto alla prescrizione. Pertanto, anche la somma contenuta nella fattura di questo tipo si può prescrivere. Un effetto che, sino a poco tempo fa, si realizzava trascorsi cinque anni. Infatti, le prestazioni collegate alle cosiddette forniture erano, tradizionalmente, considerate di natura periodica e, in quanto tali, soggette alla prescrizione quinquennale [2]. Attualmente, invece, i termini di prescrizione si sono sensibilmente ridotti, come potrai notare leggendo il paragrafo successivo.

Prescrizione bolletta energia elettrica: quando scatta?

Nella cosiddetta legge finanziaria del 2017 [3], cioè quell’insieme di provvedimenti normativi che, alla fine di ogni anno, il governo assume, si è voluto regolare proprio la materia delle somministrazioni e, in particolare, quella delle forniture dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua. Nella legge citata è stato, esplicitamente, stabilito che la prescrizione, in questi casi, è di natura biennale e che, a proposito delle fatture relative all’energia elettrica, essa deve essere applicata per tutte quelle successive al 1 marzo del 2018.

Perciò, qualora dovessi ricevere da una società di recupero crediti un sollecito di pagamento relativo ad una vecchia bolletta del mese di marzo del 2018, essa sarebbe prescritta e non dovuta. Per tale ragione, avresti, quindi, tutto il diritto di contestare ogni addebito: potresti farlo, semplicemente, inviando una comunicazione alla controparte in cui fai presente che ogni onere si è ormai estinto per il decorso del tempo. Ricorda, infine, che potresti far riconoscere la tua posizione anche in sede giudiziale. Pertanto, anche dinanzi ad un ipotetico decreto ingiuntivo, avresti la possibilità di far valere, legittimamente, l’avvenuta prescrizione della bolletta in esame.


note

[1] Art. 2940 cod. civ.

[2] Art. 2948 cod. civ.

[3] Art. 1 co. 4 – 10 L. 205/2017


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