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Emergenza Coronavirus: bisogna dare in pegno i palazzi pubblici

28 Marzo 2020
Emergenza Coronavirus: bisogna dare in pegno i palazzi pubblici

“Meglio dare in garanzia i nostri immobili pubblici anziché affidarsi a Troika”: l’idea del senatore Pd Zanda. “Anche Montecitorio, tutto per evitare il default”.

Per fronteggiare le crisi economiche un tempo le famiglie impegnavano i loro pochi ma preziosi gioielli al Monte di Pietà, più di recente li offrono alle banche come pegno in garanzia dei finanziamenti privati. Ma adesso questa soluzione di emergenza potrebbe riguardare anche lo Stato italiano.

Il senatore del Partito Democratico Luigi Zanda, intervistato oggi da Repubblica, sostiene che “è meglio dare in garanzia i nostri immobili pubblici anziché affidarsi alla Troika” e si potrebbe arrivare a dare in pegno anche Montecitorio, sede della Camera dei deputati, e Palazzo Chigi, sede del Governo, perché bisogna fare “‘tutto per evitare il default”.

Zanda – che è anche il tesoriere del Pd – lancia la proposta shock dopo aver premesso che servono “idee nuove, molto coraggio e tanti tanti soldi” per finanziare la ripresa. Da qui la sua idea, arrivata riallacciandosi anche alle parole di ieri del premier Giuseppe Conte, quando ha dichiarato “se l’Europa non ci aiuta faremo da soli“.

Ecco il punto chiave sollevato da Zanda: “Siccome nessun prestito ci verrà mai concesso senza garanzie, per far fronte al nostro fabbisogno straordinario senza far esplodere il debito pubblico potremmo dare in garanzia il patrimonio immobiliare di proprietà statale, almeno per la parte costituita dagli edifici che ospitano uffici, sedi delle grandi istituzioni, ministeri, teatri, musei”.

Il senatore precisa che non è un’idea del tutto nuova: “è una vecchia tesi che può tornare attuale”. Ma alla domanda del giornalista che provocatoriamente gli chiede: allora anche Montecitorio o palazzo Chigi? risponde chiaro:”E perché no? Siamo in guerra. E poi parliamo di garanzia, non di vendita. Si tratta di beni già iscritti nel bilancio dello Stato per un valore che si aggira intorno ai 60 miliardi“.

Il perché di questa soluzione è presto spiegato: “Credo sia meglio dare in garanzia il nostri immobili pubblici anziché affidarsi alla Troika. Che vorrebbe dire cessione di  sovranità”, dice il senatore. E ribadisce: “Dobbiamo impedire a tutti i costi che il Paese finisca in default“.



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