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Come fare per cambiare scuola

13 Giugno 2020 | Autore: Maria Pina Aragona
Come fare per cambiare scuola

E’ possibile cambiare istituto scolastico? Per quali motivi? Qual è l’iter da seguire?

La scuola è il luogo destinato all’educazione ed all’istruzione degli studenti. Ma è anche luogo di formazione dell’individuo alla vita che lo attende al di fuori dell’edificio e dei suoi banchi. Per tale motivo, essa è tenuta a piegarsi tanto agli obiettivi didattici quanto a quelli educativi e formativi.

Capita, talvolta, che lo studente debba trasferirsi in un’altra città o che lo stesso si renda conto di non aver scelto un indirizzo scolastico confacente alle proprie inclinazioni o, ancora, che sia scontento del rapporto con professori e compagni. Scatta, allora, la necessità di voler cambiare istituto scolastico ed il bisogno di sciogliere i dubbi che affiorano sul procedimento da seguire per poterlo fare.

Questa guida è stata realizzata proprio per fornire un valido supporto a chiunque decida di voler fare questo passo o a chi desideri semplicemente sapere come fare per cambiare scuola.

Cambiare scuola dell’obbligo

La Costituzione italiana promuove il diritto allo studio come ideale sociale fondamentale. Stabilisce che la scuola è aperta a tutti senza differenze di sesso, razza, religione o di qualunque altro genere, che l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita, e prevede, altresì, un sistema premiale per chi, capace e meritevole, cerca di arrivare ai livelli più alti dell’istruzione [1].

Il nostro Stato, dunque, vede nello studio un momento imprescindibile per la crescita dell’individuo ed uno strumento finalizzato al miglioramento della società. Proprio per questo, è necessario che lo studente sia messo nelle condizioni di vivere serenamente il proprio percorso scolastico, specialmente quello obbligatorio della scuola primaria e secondaria di primo grado,e che l’apprendimento avvenga nel modo più sano e agevole possibile.

A volte, però, ciò non accade. Può succedere di litigare costantemente con il compagno di banco o di non sentirsi accettati dall’intera classe o, ancora, di non entrare in sintonia con qualche professore, tanto da inficiare il proprio impegno e sacrificare la propria tranquillità e produttività. Così come può capitare di dover abbandonare la città in cui si vive per spostarsi altrove insieme alla propria famiglia.

È  lecito domandarsi se è possibile per questi motivi chiedere il trasferimento in un’altra scuola. Ebbene, la risposta è sicuramente affermativa. Ma vediamo se è fattibile estendere queste ragioni anche alle scuole superiori.

Cambiare scuola superiore

Gli studenti che dovranno passare dalla classe terza della scuola secondaria di primo grado alla classe prima della scuola secondaria di secondo grado, al momento dell’iscrizione effettuano una scelta importante per il loro futuro scolastico, scelta non facile e in tanti casi non fatta in modo consapevole.

Non sempre, infatti, le giovani leve conoscono debitamente l’offerta formativa dei diversi istituti né sono completamente coscienti delle proprie reali vocazioni. Può accadere, per esempio, dopo i primi mesi del ciclo scolastico appena avviato, di  addivenire alla decisione di voler completamente cambiare percorso scolastico ossia di voler passare da un indirizzo scientifico ad uno umanistico, o da un indirizzo tecnico ad uno linguistico.

Bene, possiamo certamente utilizzare questo come un motivo valido per chiedere il trasferimento in altra scuola; motivo che si aggiunge all’elenco di quelli prima evidenziati, a titolo d’esempio, per i ragazzi della scuola dell’obbligo.

In altri termini, le ragioni a fondamento della nostra richiesta possono attenere, a seconda dei casi, tanto alle sopravvenute esigenze di organizzazione familiare ( cambio di residenza ad es.) quanto ai bisogni individuali ed alle attitudini dello studente.

Quando si può chiedere il trasferimento in altro istituto?

Non esiste un limite temporale per effettuare la richiesta di trasferimento. Ergo, può essere avanzata in qualunque momento dell’anno scolastico.

Tuttavia, è bene che l’istanza sia presentata entro marzo; preferibilmente, non appena terminato il primo quadrimestre. In questo modo, nella nuova scuola i professori potranno utilizzare metà anno per valutare il nuovo studente, e quest’ultimo potrà recuperare solo una parte del programma didattico.

Qualora, invece, l’idea di cambiare scuola maturi tardivamente è buona norma far coincidere la richiesta di trasferimento con il termine dell’anno scolastico, in modo da iniziare il nuovo direttamente nella scuola scelta. Ciò vale tanto per le scuole dell’obbligo quanto per le scuole superiori.

Il cambio scuola, è bene sottolinearlo, può essere richiesto sia durante il primo anno di studi sia negli anni successivi al primo, purché nell’istanza siano motivate con precisione le ragioni della decisione.

In particolare, per il trasferimento relativo agli anni successivi al primo, occorre evidenziare che nella nuova scuola di destinazione il ragazzo dovrà sostenere un esame integrativo di idoneità. Tanto specificato vale, però, solo per gli studenti delle scuole superiori (non già per i ragazzi della scuola dell’obbligo) e per i soli trasferimenti afferenti ad un diverso indirizzo rispetto a quello precedentemente scelto, in modo da verificare l’approccio e le conoscenze specifiche dello studente.

Cosa è bene fare prima di chiedere il trasferimento

Prima di presentare formale richiesta di cambio scuola è molto utile avere un colloquio informale  con il Dirigente dell’istituto in cui ci si vorrebbe trasferire. Questa prassi mette il dirigente nella condizione di poter rendere edotto lo studente o i genitori, nel caso di minori, della situazione in cui versa la scuola in termini di disponibilità di posti.

Difatti, se non ci sono posti disponibili, la richiesta di trasferimento presso quella scuola perderebbe di senso poiché non potrebbe essere esaudita. Probabilmente risentiremo un po’ della delusione di non poter ottenere il risultato sperato ma  guadagneremo tempo prezioso per cercare, volendolo ancora, un altro istituto in grado di poter accogliere i nostri desiderata.

Iter per la richiesta di cambio scuola

Maturata la decisione di voler cambiare scuola, che sia dell’obbligo o superiore, non ci resta che fare quanto segue:

  1. presentare una richiesta di trasferimento al Dirigente Scolastico della scuola in cui ci si intende trasferire, spiegandone adeguatamente i motivi;
  2. presentare al Dirigente Scolastico della scuola frequentata una istanza di rilascio di nulla osta di passaggio tra scuole. Tale modulo, da compilare in ogni sua parte, può essere ritirato presso la segreteria della scuola di appartenenza o scaricato dal sito del MIUR;
  3. dopo l’accoglimento dell’istanza da parte del Dirigente della scuola frequentata, il “nulla osta” andrà presentato alla nuova scuola per l’effettiva iscrizione;
  4. successivamente, spetterà alla scuola di provenienza inviare la documentazione alla scuola di arrivo scelta.

Cos’è il nulla osta?

Il nulla osta è un provvedimento amministrativo autorizzatorio con il quale si rimuove un limite all’esercizio di una facoltà. Il termine nulla osta deriva dal  latino “nihil obstat” e vuol dire che “nulla si oppone” allo svolgimento dell’atto richiesto. Esso, se debitamente motivato, non può essere negato dal Dirigente Scolastico.

La scuola, infatti, non può negare il nulla osta all’alunno che vuole cambiare istituto, in quanto il Dirigente Scolastico non ha alcuna  discrezionalità in materia, dovendo unicamente verificare che lo studente sia in regola dal punto di vista disciplinare e fiscale [2]. Lo ha evidenziato una recente pronuncia  del Tar Campania pronunciandosi sul ricorso proposto dai genitori che avevano deciso di trasferire la figlia in un’altra scuola a causa del fatto che quella frequentata, ubicata in una zona ad alto rischio idrogeologico, non fosse in condizioni ottimali.

Il ragionamento dei giudici trova supporto anche nella risalente normativa vigente secondo cui l’alunno che intende trasferirsi ad altro istituto durante l’anno scolastico “deve farne domanda in carta legale al preside del nuovo istituto, unendo alla domanda stessa la pagella scolastica col nulla osta da cui risulti che la sua posizione è regolare nei rapporti della disciplina e dell’obbligo delle tasse, e una dichiarazione del preside dell’istituto di provenienza relativa alla parte di programma già svolta” [3].

Diniego del nulla osta: ricorso al Tar

La scuola, indi il Dirigente, al momento della richiesta di nulla osta deve fare una adeguata  verifica degli elementi indicati nel paragrafo precedente e prendere atto dei motivi rappresentati nell’istanza. Tale verifica non costituisce un atto discrezionale, assolvendo la stessa ad una finalità di mero accertamento.

Difatti, autorizzare il rilascio del nulla osta per il passaggio da una scuola ad un’altra, quando quest’ultima si dimostri  maggiormente rispondente alle esigenze degli alunni richiedenti, vuol dire garantire pienamente i diritti degli studenti; vuol dire consentire loro di avere un percorso scolastico di autentico sviluppo personale poiché, mutuando le parole di Montaigne: “è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”.

Questo è possibile quando si garantisce non solo il sacrosanto diritto dello studente  ad un servizio educativo e didattico di qualità ma, soprattutto, il fondamentale diritto ad un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona [4]. Il ché, se è messo a dura prova da una realtà scolastica verso cui lo studente dimostra insofferenza, dal momento in cui ne rappresenta debitamente le ragioni nella richiesta di nulla osta, questa deve essere concessa.

Dunque, se il dirigente scolastico nega il permesso al cambio scuola pur accertando la regolarità dell’istanza, avverso tale decisione può essere proposto ricorso al Tar per ottenere l’autorizzazione al trasferimento.

Il ricorso è, infatti, il rimedio di diritto che permette di contestare le decisioni o i provvedimenti che ledono i nostri interessi. E’  il mezzo normale di protezione giuridica che il singolo utilizza  contro la decisione di un’autorità, in questo caso quella scolastica.



Di Maria Pina Aragona

note

[1] Art. 34 Cost.

[2] Tar Campania sent. n. 5231/2018.

[3] Art. 4 co. 1 del R.D. n. 653/1925.

[4] Art. 8 lett. a, Statuto degli Studenti.


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