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Quanto tempo deve passare tra un vaccino e l’altro?

13 Giugno 2020 | Autore: Roberta Jerace
Quanto tempo deve passare tra un vaccino e l’altro?

Quanto tempo deve passare tra un vaccino e l’altro; tempistiche per le vaccinazioni dei viaggiatori; obbligo di vaccinazione.

In Italia, sono disponibili numerose vaccinazioni contro le principali malattie che possono essere combattute con questo mezzo scientifico completamente sicuro. Sono presenti diverse formulazioni sia pediatriche che per adulti. Tra quelli obbligatori per l’infanzia vi sono: l’esavalente (difterite, epatite B, influenza B, pertosse, poliomielite, tetano), quello contro lo pneumococco, contro il meningococco, il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) e il vaccino contro la varicella. Chi non sottopone i propri figli a queste somministrazioni è soggetto per legge a una pena sanzionatoria.

Non è difficile che vi siano dei dubbi in merito ai vaccini e potrebbe essere che tu ti stia chiedendo quanto tempo deve passare tra un vaccino e l’altro? Il calendario vaccinale è uno strumento al quale affidarsi senza indugi perché studiato da esperti che hanno stabilito il modo migliore di tutelare il tuo bambino. La maggior parte dei vaccini prevede la somministrazione simultanea che ottimizza la risposta immunitaria da parte dell’organismo, tuttavia, esistono alcuni casi in cui è opportuno rimandare o distanziare i vaccini gli uni dagli altri.

Un capitolo a parte è riservato alle vaccinazioni necessarie per spostarsi all’estero in Paesi in cui alcune malattie risultano endemiche. In questo caso, è bene informarsi tempestivamente poiché alcuni vaccini richiedo somministrazioni in più dosi diluite nel tempo e richiami che possono comportare una mancanza di copertura se la partenza avvenisse prima di aver terminato i cicli previsti.

Quanto tempo deve passare tra un vaccino e l’altro

Il momento della somministrazione dei vaccini è stabilito dall’autorità sanitaria che stabilisce le tempistiche in base alle caratteristiche specifiche delle varie malattie che si intendono prevenire, ai criteri epidemiologici e alla volontà di dare all’organismo la possibilità di rispondere adeguatamente ai singoli preparati e di generare la protezione desiderata.

La somministrazione simultanea dei vaccini è una pratica molto frequente poiché non esiste un limite superiore al quantitativo di vaccini che possono essere somministrati in una stessa seduta, inoltre, è una pratica da preferire in quanto potenzia la risposta del sistema immunitario.

Ma partiamo da una semplice considerazione: se ogni vaccino fosse somministrato singolarmente sarebbero necessarie decine di visite vaccinali e un numero altrettanto alto di iniezioni intramuscolari, per tale motivo i vaccini combinati sono quelli da preferire. Gli studi scientifici, inoltre, supportano e validano questa scelta poiché le ricerche hanno escluso che possa sussistere un’interferenza di un vaccino con gli altri e affermano che non vi sia il rischio di una minore protezione nei confronti dell’una o dell’altra malattia poiché il livello di anticorpi prodotto dai vaccini combinati è identico a quello prodotto con singole somministrazioni vaccinali.

Il calendario vaccinale concepito per l’età pediatrica è stato studiato da esperti che hanno valutato il modo più efficace di assicurare una protezione al tuo bambino, pertanto non è consigliabile somministrare le vaccinazioni separatamente o ritardarle poiché al contrario rischieresti di esporre il tuo bambino a quelle malattie da cui i vaccini intendono proteggerlo.

I vaccini vivi che sono quelli MPR (cioè morbillo, parotite, rosolia), quello per la varicella zoster, quello del tifo orale e quello per la febbre gialla. Possono essere somministrati durante una stessa seduta, tuttavia, se non avviene la somministrazione simultanea il consiglio è di aspettare almeno 4 settimane tra un vaccino e l’altro per effettuare la nuova somministrazione. Fa, però, eccezione quello per la febbre tifoide per il quale non vi sono evidenze che possa interferire con altri vaccini.

È il caso di rimandare un vaccino solo quando sussistono condizioni di malattia da moderata a grave ad esempio la presenza di tonsillite, bronchite o gastroenterite; in questi e altri casi è meglio aspettare la guarigione prima di effettuare un nuovo vaccino e in ogni caso attendere il via libera da parte del medico curante o del pediatra. Tuttavia, condizioni come un semplice raffreddore non rappresentano una controindicazione per la somministrazione di un vaccino; allo stesso modo il ciclo mestruale non è identificabile come uno stato di malattia perciò i vaccini possono essere fatti regolarmente.

Il vaccino dell’antitetanica dev’essere scandito nel tempo secondo alcune scadenze precise distanziate tra di loro, in modo identico per bambini e per adulti. Devono essere inoculate tre dosi di vaccino per il tetano; dopo la prima va effettuata una seconda a distanza di uno o due mesi e una terza dose entro 6 o 12 mesi. Il richiamo, infine, dev’essere eseguito ogni 10 anni. Per gli adulti con un’età superiore ai 65 anni il richiamo dell’antitetanica viene solitamente effettuato in concomitanza con il vaccino antinfluenzale.

Per quanto riguarda la vaccinazione negli adulti la strategia segue criteri individuali volti a selezionare alcuni soggetti nella popolazione che rappresentano delle persone a rischio. Tra i criteri per valutare la vaccinazione negli adulti vi sono: l’età; la presenza di patologie croniche (dal diabete ai problemi cardiovascolari, alle insufficienze croniche, ai deficit immunologici e molte altre); la sussistenza di altri fattori come la professione, lo stato di gravidanza, i viaggi frequenti di alcuni individui ecc..

Se non hai mai avuto morbillo, parotite e rosolia potresti procedere alla vaccinazione con il vaccino MPR, lo stesso utilizzato per l’età pediatrica e che prevede due dosi distanziate da almeno un mese l’una dall’altra. La raccomandazione per l’esecuzione del vaccino è soprattutto da rivolgere alle donne in periodo fertile per le complicanze che possono essere determinate dalla rosolia durante la gravidanza. Questo vaccino può, inoltre, essere somministrato (allo stesso modo di come avviene per la varicella) anche come profilassi se pensi di essere stato esposto a un contagio del morbillo, ma solo se la somministrazione avviene entro le 72 ore dal possibile contagio.

Se rientri tra coloro che non si sono ammalati di varicella in età scolare le indicazioni prevedono la vaccinazione contro la varicella con due dosi che si distanzino tra loro da un tempo compreso tra le 4 e le 8 settimane.

La vaccinazione contro lo pneumococco si presta ad essere eseguita durante la campagna antinfluenzale e prevede la somministrazione via intramuscolare, per questa malattia sono previste delle rivaccinazioni perché il vaccino determina una risposta minore da parte del sistema immunitario, queste devono essere eseguite a intervalli non inferiori ai 5 anni.

Tempistiche per le vaccinazioni dei viaggiatori

Quando decidi di partire per l’estero è bene che ti informi su quali siano le vaccinazioni consigliate per i viaggi internazionali, in particolare per il Paese in cui intendi recarti, senza dimenticare che potrebbero anche essere richieste delle vaccinazioni obbligatorie.

Il Regolamento Sanitario Internazionale considera obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla poiché questa malattia spesso è fatale per le persone non vaccinate. Esistono numerose altre malattie che puoi contrarre all’estero e altrettanto numerosi vaccini con i quali puoi proteggere la tua salute, ad esempio: il vaccino anticolerico (indicato per i soggetti a rischio e per gli operatori sanitari); la vaccinazione anti-encefalite giapponese (consigliata per chi si reca in Asia soprattutto nella stagione delle piogge); la vaccinazione contro l’epatite A (da effettuarsi per coloro che non sono immuni e si spostano in Asia, Africa, Medio-Oriente, Centro e Sud-America); l’anti-febbre tifoide (raccomandata per coloro che si recano in varie zone dell’Asia come India o Vietnam); l’antirabbica (consigliata per coloro che intendono intraprendere un viaggio che li metterebbe a contatto diretto con cani, pipistrelli o altri animali selvatici).

In ognuno di questi casi, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico curante per organizzare le vaccinazioni 6 o 8 settimane prima della partenza. Sarà, inoltre, necessario valutare anche l’eventualità di controllare le vaccinazioni di base. Ma attenzione, alcune vaccinazioni come quelle contro l’epatite A o B si somministrano in due dosi distanziate di sei mesi per la A e in tre dosi nell’arco di sei mesi per la B, quindi richiedono un arco di tempo più ampio per essere attivi ed efficaci. Ancora, il vaccino contro la rabbia viene somministrato in 3 dosi così distribuite: 7 giorni tra la prima e la seconda e 21-28 giorni tra la seconda e la terza; mentre quello per la meningo-encefalite da zecca viene somministrato in tre iniezioni intramuscolari a 4-12 settimane tra la prima e la seconda e 9-12 mesi tra la seconda e la terza.

Per quanto riguarda la profilassi antimalarica non esiste un vaccino vero e proprio ma un trattamento preventivo; a seconda del farmaco che si assume la profilassi può essere cominciata da 1 settimana a 24 ore prima del viaggio nelle aree dove è considerata endemica e che l’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità) divide in 3 categorie crescenti di rischio.

Obbligo di vaccinazione

Secondo la legge Lorenzin attualmente in vigore, i dirigenti scolastici sono tenuti a comunicare all’Asl le classi con più di due minori non vaccinati. Per i bambini da 0 a 6 anni, l’obbligo vaccinale è requisito necessario per l’ammissione alle scuole dell’infanzia, mentre per i minori tra 6 e 16 anni non comporta l’esclusione della frequenza scolastica.

Se le vaccinazioni non vengono somministrate, i genitori degli studenti tra i 6 e i 16 anni sono soggetti a una multa che può andare da 100 a 500 euro; e il giudice, inoltre, può prevedere anche l’affievolimento della responsabilità genitoriale di chi si rifiuta di far vaccinare i propri figli.

Se i genitori hanno opinioni contrastanti sulla scelta di sottoporre i figli alle vaccinazioni obbligatorie prevale la volontà del genitore favorevole, che è quindi libero di sottoporre i minori alle vaccinazioni in ossequio alla legge vigente. Sono esonerati dall’obbligo solo i minori che hanno contratto la malattia oggetto del vaccino poiché hanno sviluppato gli anticorpi naturalmente e i bambini che hanno specifiche condizioni cliniche documentate.



Di Roberta Jerace


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