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Alunno cade e si fa male nel cortile della scuola: il ministero deve risarcire i genitori

7 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2013



Il Ministero dell’Istruzione deve risarcire i genitori dell’alunno caduto nel cortile della scuola anche se ciò avviene prima dell’inizio delle lezioni.

 

Ricade sul Ministero dell’istruzione l’obbligo di risarcire il genitore del bambino che si fa male nel cortile della scuola perché non adeguatamente sorvegliato [1].

Fin dal momento in cui il bambino varca il cancello dell’edificio scolastico, viene affidato in custodia al personale della scuola che ha un obbligo di sorveglianza sia all’interno dell’istituto che negli spazi esterni (come, appunto, il cortile di pertinenza) per tutta la durata della prestazione scolastica (entrata, lezioni, ricreazione, uscita ecc.).

Tale obbligo discende dal “contratto” che si instaura tra genitore dell’alunno e scuola al momento dell’iscrizione ed è finalizzato ad evitare che i bambini possano auto lesionarsi. Dal canto suo, la scuola (e quindi il ministero) deve garantire adeguate misure di sicurezza in modo che gli spazi dell’edificio siano il meno pericolosi possibile.

Se il bambino cade e si fa male, scatta automaticamente la presunzione di responsabilità del personale scolastico e della scuola. Questi sono esentati dalla responsabilità solo se riescono a provare che l’evento si è verificato per una causa imprevedibile e inevitabile, pur avendo adempiuto con diligenza all’obbligo di sorveglianza (personale addetto) e di messa in sicurezza dei luoghi (scuola).

Ai fini del risarcimento, ai genitori basta dimostrare che il danno si è verificato quando il bambino era già sotto la responsabilità del personale scolastico.

La vicenda

Nel caso oggetto della sentenza, la Cassazione ha condannato il Ministero dell’Istruzione a risarcire i genitori di una bambina che aveva contratto una frattura alla tibia cadendo da un muretto nel cortile della scuola.

Al ministero non è servito addossare la colpa all’autista dello scuolabus in quanto il danno si era verificato quando il bambino, stando nel cortile della scuola, era già passato dalla custodia dell’autista a quella del personale scolastico (nella specie gli addetti all’apertura dei cancelli e non le maestre).

Pertanto, il personale è risultato responsabile per non aver sorvegliato adeguatamente e la scuola per non aver garantito misure idonee ad evitare il pericolo di lesioni (assenza di recinzione).

 

note

 

[1] Cass. sent. n. 22752 del 4.10.2013.

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