Coronavirus: come denunciare da casa i reati alla Polizia

28 Marzo 2020
Coronavirus: come denunciare da casa i reati alla Polizia

L’app Youpol della PS per le violenze domestiche: la richiesta di pronto intervento, anche anonima e con foto e video, parte da cellulare e viene geolocalizzata.

Violenze domestiche, maltrattamenti in famiglia, stalking: come segnalare e denunciare alla Polizia o alle altre forze dell’ordine questi reati quando la maggior parte dei cittadini è costretta a rimanere in casa per le prescrizioni dettate durante l’emergenza coronavirus? Con l’autore del reato che convive sotto lo stesso tetto non è facile effettuare una chiamata al 112 o al 113.

La risposta arriva da un App della Polizia di Stato: si chiama Youpol, era nata per contrastare il bullismo e lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole ma adesso si aggiorna prevedendo la possibilità di segnalare i reati di violenza domestica accedendo dal proprio cellulare, smartphone o tablet al pronto intervento della PS.

L’applicazione è altamente tecnologica, facile da usare e flessibile in base alle esigenze: come spiega una nota della Polizia di Stato divulgata dalla nostra agenzia stampa Adnkronos “è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia e le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. È inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113“.

Dunque in pochi clic si può inviare una segnalazione con testo ed eventuali foto e video e non c’è la necessità di spiegare a voce il luogo dove sono accaduti gli episodi di violenza perché al momento dell’invio il sistema rileva automaticamente la posizione geografica precisa.

“Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla sala operativa della Questura competente per territorio”, spiega la Polizia, perciò è garantito il pronto intervento delle pattuglie ove occorra intervenire d’urgenza.

Non è indispensabile dichiarare il proprio nome e cognome: “per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima“.

Il servizio non è solo per le vittime dei reati: anche chi ne è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa – può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio documentato anche con foto e video.

L’applicazione Youpol può essere facilmente scaricata ed installata su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme per i sistemi operativi Android e Ios.

Un forte invito ad utilizzarla giunge dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Siamo sempre vicini a voi, non esitate a denunciare. Laddove voi non possiate chiamare perché siete soggetti o testimoni di episodi di violenza domestica, potete scaricare l’app della Polizia di Stato, ‘Youpol‘, che geolocalizzerà la vostra posizione e trasmetterà i dati alla Questura del vostro territorio”.

“Per contrastare il contagio da coronavirus siamo tutti costretti a rimanere a casa ma le istituzioni continuano a rimanere al vostro fianco e se avete problemi non esitate a chiamare i numeri di emergenza e gli operatori di polizia vi risponderanno immediatamente. La Polizia di Stato e gli operatori delle forze di polizia sono sempre vicini a voi. Non abbiate timore”.

“Questa – conclude il ministro Lamorgese – è una iniziativa che abbiamo assunto anche d’intesa con il ministro delle Pari Opportunità Elena Bonetti perché abbiamo avvertito l’esigenza di essere vicino ai più deboli, ai più fragili in questo momento di difficoltà per l’Italia. Vorrei anche dire che ho dato una direttiva ai prefetti perché vengano supportati i centri antiviolenza e le case rifugio, affinché in questo momento si possano trovare le giuste modalità di accoglienza di chi è in difficoltà e di chi è oggetto di queste violenze. Noi siamo sempre vicini a voi. Quindi abbiate fiducia nelle istituzioni”.



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