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Denuncia per raggiro

13 Giugno 2020 | Autore:
Denuncia per raggiro

Quando è possibile sporgere querela per truffa? Quali raggiri possono essere segnalati all’autorità? Truffa informatica: come funziona la denuncia online?

Prendere in giro una persona può costituire reato? Dipende dal tipo di raggiro. Secondo la legge, chiunque inganna qualcun altro col fine di trarne un vantaggio e, contestualmente, di arrecargli un danno, commette un delitto punibile con la reclusione fino a tre anni. Sto parlando del ben noto reato di truffa, uno dei più commessi in assoluto insieme al furto. Chi è stato illegittimamente imbrogliato può sporgere denuncia alle autorità, purché però ricorrano alcuni presupposti. Con questo articolo vorrei appunto spiegarti quando sussistono gli elementi per poter sporgere una denuncia per raggiro.

Come ti ho anticipato in apertura, non ogni inganno costituisce una truffa penalmente perseguibile: perché scatti il reato occorre che vi siano ulteriori elementi che consentano di far scattare l’ipotesi delittuosa. Insomma: se sei stato imbrogliato non è detto che tu sia stato truffato. Se l’argomento ti interessa e vuoi sapere come funziona una denuncia per truffa, allora prosegui nella lettura: in soli cinque minuti apprenderai tutto ciò di cui hai bisogno.

Raggiro: quando è reato di truffa?

Si può sporgere denuncia per un raggiro solamente quando quest’ultimo integra il reato di truffa.

Secondo il codice penale [1], è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinquantuno euro a milletrentadue euro chi, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.

Come si evince dalla norma appena riportata, perché un raggiro possa costituire una truffa penalmente perseguibile occorre non solo l’inganno, ma anche una serie di elementi ulteriori, e cioè:

  • che la vittima sia caduta in errore, cioè abbia agito in base alla distorta rappresentazione della realtà prospettata dal truffatore;
  • che l’autore della truffa abbia ottenuto un ingiusto profitto a danno della vittima.

Il semplice raggiro senza che si siano verificate entrambe le conseguenze appena elencate non potrà essere denunciato alle autorità in quanto non costituirà il reato di truffa.

Esempio di truffa

Tizio suona alla porta di Caia, anziana signora che vive sola in casa. Spacciandosi per un suo amico, le chiede di darle dei soldi perché servono urgentemente al nipote per poter evitare dei grossi guai. Caia, spaventata dalle parole di Tizio, pensando di agire a fin di bene, gli consegna la somma di denaro richiesta.

Nel caso appena esemplificato ricorrono tutti gli elementi della truffa:

  • il raggiro, consistente nella bugia architettata per ingannare la vittima;
  • l’errore in cui è caduta la vittima, la quale ha creduto alla versione raccontata dal truffatore;
  • l’ingiusto profitto ai danni della persona raggirata, consistente nella somma di danaro ottenuta con l’inganno.

Raggiro: quando si può denunciare?

Non ogni tipo di raggiro è penalmente rilevante. Per aversi il reato di truffa, infatti, occorre che il raggiro sia effettivamente idoneo a poter trarre in inganno una persona. Mi spiego meglio.

Perché si possa parlare di truffa penalmente perseguibile occorre che il truffatore ponga in essere artifici o raggiri idonei ad indurre in errore una persona dalla normale avvedutezza.

Tutto ciò significa che, per poter denunciare un raggiro, non è sufficiente che il truffatore si limiti al semplice silenzio, oppure all’utilizzo di informazioni di cui è in possesso, né all’approfittamento dell’ignoranza altrui. Nemmeno la semplice menzogna, nuda e cruda, è sufficiente a far sorgere la responsabilità penale.

Il raggiro penalmente rilevante (quello che integra la truffa, in pratica) deve consistere in una macchinazione nei confronti dalla vittima, una messa in scena vera e propria, fatta con l’unico scopo di trarre in inganno per arricchirsi. La bugia, di per sé, è troppo poco per potersi definire un raggiro.

Dunque, possiamo definire il raggiro come una menzogna accompagnata da ragionamenti idonei a mascherarla da verità.

Il truffaldino, pertanto, deve realizzare un vero e proprio intrigo ai danni della vittima: solo in questa ipotesi potrà rispondere penalmente della sua condotta.

Come denunciare un raggiro?

Un raggiro può essere denunciato alle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, ecc.) entro tre mesi a partire dal giorno in cui è stato commesso.

La truffa è un reato procedibile a querela: ciò significa che solamente la vittima può sporgere denuncia alle autorità, e soltanto entro tre mesi da quando ha subito la truffa.

Per denunciare un raggiro non occorrono particolari formalità: è sufficiente recarsi presso le forze dell’ordine più vicine e raccontare quanto accaduto.

Nel caso di raggiro in internet (phishing, frode informatica, ecc.), è possibile sporgere denuncia online, cioè anticipare la propria segnalazione collegandosi direttamente al sito dei carabinieri o della polizia. Inviato il modulo, occorrerà poi recarsi comunque di persona per sottoscrivere la denuncia.


note

[1] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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