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Niente IVA per la chirurgia estetica a fini curativi

8 Ottobre 2013 | Autore:
Niente IVA per la chirurgia estetica a fini curativi

Prevista l’esenzione IVA sulle operazioni e i trattamenti di chirurgia estetica diretti a salvaguardare la salute del paziente.

Chi si sottopone ad un intervento di chirurgia estetica non deve pagare l’Iva se l’operazione è finalizzata a:

– diagnosticare, curare o guarire malattie o problemi di salute

– tutelare, mantenere o ristabilire la salute delle persone [1].

Per usufruire del beneficio fiscale, quindi, non è sufficiente che la prestazione medica soddisfi esigenze cosmetiche, volte ad attenuare o estinguere malesseri psicologici anche rilevanti; al contrario essa deve essere volta a prevenire l’insorgere di patologie oppure a risolvere ed eliminare deformità funzionali o estetiche del soggetto [2].

Un esempio per tutti: è esonerato dal pagamento dell’Iva il paziente che si sottopone a un intervento di rinoplastica finalizzato a migliorare la respirazione attraverso la correzione del setto deviato, mentre nessun beneficio è previsto per chi ha interesse ad abbellire e rendere più gradevole allo sguardo i lineamenti del proprio naso.

Spesso, diversamente dall’ipotesi su menzionata, non è facile valutare le potenzialità terapeutiche di un intervento piuttosto che di un altro. Pertanto, ai fini fiscali, posta l’irrilevanza delle opinioni e convinzioni espresse dal destinatario dell’operazione, spetta al personale medico abilitato qualificare gli scopi concreti che si intende perseguire con i trattamenti richiesti.


note

[1] C. Giust. sent. del 21 marzo 2013, causa C-91/12;

[2] In tali ipotesi gli interventi estetici rientrano nella categoria delle “cure mediche” o “prestazioni mediche” di cui alla direttiva IVA n. 2006/112/CE.


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