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Conto corrente cointestato in successione

29 Marzo 2020
Conto corrente cointestato in successione

Regole di divisone del conto cointestato a firma congiunta e disgiunta: come deve fare l’erede per ottenere la liquidazione della propria quota?

Quando un conto corrente cointestato va in successione (ipotesi che si verifica quando uno dei cointestatari muore) è necessario tutelare, da un lato, i diritti degli eredi (a questi infatti deve essere assegnata la quota del cointestatario defunto) e, dall’altro, i diritti del cointestatario superstite (al quale invece spetta la propria quota per intero).

In mezzo c’è la banca che, per evitare contestazioni e azioni di responsabilità nei propri confronti, non appena viene a conoscenza del decesso del proprio cliente, blocca il conto corrente in attesa che venga eseguita la dichiarazione di successione: atto che definisce le quote di successione e quindi anche i soggetti legittimati a concorrere alla divisione del denaro depositato presso l’istituto di credito. 

Le regole sulla divisione del conto corrente cointestato in successione dipendono però dal tipo di contratto stipulato con la banca: come noto, infatti, il conto cointestato può essere “a firma congiunta” (ove, per eseguire un’operazione di prelievo o di pagamento, è necessario il consenso di entrambi i titolari del conto) o “a firma disgiunta” (ove invece le operazioni possono essere poste autonomamente dai titolari, senza reciproca autorizzazione).

Vediamo dunque cosa succede nel caso in cui un familiare – ad esempio un genitore – venga a mancare e, nella successione, dovesse rientrare un conto corrente che, già prima del decesso, risultava cointestato con una o più persone. L’erede che voglia ottenere dalla banca la liquidazione della propria quota deve prima attendere il benestare degli altri cointestatari? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Regole sulla successione del conto corrente

In generale, quando muore l’unico titolare di un conto corrente, la banca blocca ogni possibilità di prelievo in attesa che gli eredi presentino la dichiarazione di successione. Con quest’atto, poi, la banca liquida agli eredi, singolarmente e man mano che si presentano allo sportello, le relative quote di spettanza. 

Solo eccezionalmente, e con il consenso di tutti gli eredi, la banca può autorizzare, ancor prima di tale momento, un prelievo se serve per far fronte alle spese funerarie.

Regole sulla successione del conto corrente cointestato

Quando un conto corrente risulta cointestato, fino a prova contraria, la giacenza spetta in eguale quota a tutti i cointestatari. In altre parole, quando il conto corrente è cointestato a due o più persone, le somme si intendono equamente divise tra le due o più persone.

Saverio e Giovanna sono sposati in regime di separazione dei beni. Tuttavia i due hanno un conto corrente cointestato. In assenza di patti contrari, il denaro si presume essere per il 50% di proprietà di Saverio e per l’altro 50% di proprietà di Giovanna. Alla morte di Saverio, quindi, dovrà essere divisa tra gli eredi solo la quota di Saverio (ossia la metà del denaro depositato in banca); l’altra metà, ossia la quota cioè di Giovanna, non va in successione perché spettante per intero a quest’ultima.

Spesso però il fenomeno della cointestazione nasconde una simulazione: serve cioè per consentire a una terza persona la possibilità di gestire il conto di un’altra (ad esempio un familiare), impossibilitata per ragioni di salute, età o di tempo, ad operare sul conto corrente. In questi casi gli eredi possono sempre far valere la simulazione dimostrando che il deposito bancario o postale è stato alimentato unicamente dai redditi di uno dei due cointestatari (ad esempio la pensione di questi). Il cointestatario superstite, alla morte dell’altro, non potrà pertanto vantare alcun diritto di proprietà sulla propria quota. 

Risultato: tutto il conto corrente cointestato, e non solo la quota del defunto, passerà in successione. Ciò a meno che non vi sia un espresso atto di donazione con cui il titolare del conto, nel cointestare la metà ad un altro, dichiara espressamente di voler fargli un regalo.

Marta è una anziana signora che ha deciso di cointestate il proprio conto corrente alla nipote, Silvia, affinché questa paghi le bollette, le faccia la spesa, acquisti le medicine, ecc. In realtà, anche se formalmente il conto corrente spetta per metà a Marta e per l’altra metà a Silvia, all’apertura della successione di Marta, tutta la giacenza (e non solo metà) dovrà essere divisa tra gli eredi. Silvia non potrà rivendicare la propria metà a meno che non distorti che Marta, prima di morire, ha voluto farle una donazione.

Regole sul conto corrente a firma congiunta e a firma disgiunta

Con riferimento all’operatività del conto, esso può essere: 

  • a firma congiunta, quando – per effettuare le operazioni di prelievo, emissione di assegni, disposizione di bonifici e altri servizi – sono necessarie le firme di tutti i contitolari; 
  • a firma disgiunta, quando ogni cointestatario può disporre liberamente delle cifre disponibili sul conto.

Frequenti sono anche le forme miste dove, entro un certo importo, l’operatività del conto è a firma disgiunta ma oltre tale limite è necessaria invece la firma congiunta. Ciò serve per garantire ai cointestatari un minimo di libertà nella gestione delle piccole spese.

Successione conto corrente cointestato a firma congiunta e disgiunta

Come abbiamo appena detto, alla morte di uno dei cointestatari del conto, solo la quota di denaro appartenente al cointestatario defunto cade in successione. E in relazione a tale quota, in caso di conto corrente a firma congiunta, così come il de cuius non poteva disporre in vita delle somme depositate senza il consenso dell’altro o degli altri cointestatari – e viceversa – allo stesso modo né i cointestatari superstiti, né gli eredi del cointestatario defunto potranno autonomamente disporre del denaro presente in conto. Ne consegue che l’erede non potrà vedersi liquidata la quota di sua spettanza senza il consenso dell’altro cointestatario superstite.

Viceversa, se il conto corrente cointestato è a firma disgiunta, l’erede può ottenere la liquidazione della propria quota anche senza il beneplacito del cointestatario superstite.

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