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Detrazioni acquisto prima casa e trasferimento per lavoro

29 Marzo 2020
Detrazioni acquisto prima casa e trasferimento per lavoro

Durata residenza per agevolazioni prima casa: è possibile cumulare le detrazioni sugli interessi del mutuo con quelle della locazione per motivi lavorativi?

Quanto tempo si deve tenere la residenza per la prima casa? Cosa succede se, dopo l’acquisto fatto con le agevolazioni fiscali, diventa necessario trasferirsi per lavoro? È possibile, in tal caso, mantenere il bonus prima casa, cumulando le detrazioni previste sugli interessi passivi del mutuo con quelle per l’affitto lavorativo? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Per spiegare come funzionano le detrazioni acquisto prima casa e trasferimento per lavoro è necessario fare prima una breve introduzione sull’argomento in generale per ricordare cosa prevede la legge.

Detrazioni acquisto prima casa

Chi acquista la “prima casa” ottiene dallo Stato degli sconti sulle imposte: 

  • per gli acquisti da privato, l’imposta di registro passa dal 9% al 2%; imposta ipotecaria e catastale, anziché in misura percentuale, sono pari a 50 euro ciascuna; 
  • per gli acquisti da ditta di costruzione, l’Iva passa dal 10% al 4%; imposta di registro, ipotecaria e catastale, anziché in misura percentuale, sono pari a 200 euro ciascuna.

C’è poi la possibilità di scontare una detrazione fiscale del 19% sugli interessi passivi del mutuo bancario contratto per l’acquisto della prima casa. A tal fine, è necessario che l’acquisto dell’unità immobiliare sia stato effettuato nell’anno precedente o successivo alla data della stipulazione del contratto di mutuo e che questo sia garantito da ipoteca.

Il bonus sulla “prima casa” è riconosciuto, però, solo se sussistono i seguenti requisiti:

  • il contribuente e la propria famiglia devono spostare la residenza nel Comune ove si trova l’immobile acquistato entro 18 mesi dal rogito di acquisto;
  • il contribuente non deve essere proprietario (neanche per quote) di altre abitazioni nel Comune del luogo ove si trova l’immobile acquistato. In caso contrario, tale immobile va venduto prima del nuovo acquisto;
  • il contribuente non deve essere proprietario (neanche per quote) di altre abitazioni, ovunque situate in Italia, ricevute con il bonus prima casa. In caso contrario, tale immobile va venduto entro 18 mesi dal nuovo acquisto;
  • la nuova abitazione non deve essere accatastata nelle categorie A/8 e A/9. 

Durata residenza per agevolazioni prima casa

Abbiamo visto che la legge impone il trasferimento della residenza nel Comune ove si trova l’immobile agevolato. Tale legge, però, non dice per quanto tempo è necessario conservare in tale luogo la residenza. Secondo l’interpretazione corrente, è sufficiente una permanenza per 18 mesi dall’acquisto. A partire dal 19° mese successivo al rogito è, quindi, possibile trasferire la propria residenza in un altro Comune senza perdere il bonus prima casa.

Attenzione: la normativa non impone di mantenere la residenza necessariamente presso l’indirizzo ove si trova l’abitazione agevolata, ben potendo essere fissata in un altro luogo purché nello stesso Comune.

Detrazione prima casa e trasferimento per motivi di lavoro

Tanto il bonus prima casa quanto le detrazioni sugli interessi passivi del mutuo stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale non vengono persi qualora il contribuente si trovi nella necessità, dovuta a motivi di lavoro, di trasferire la propria dimora abituale altrove, anche in un Comune limitrofo a quello ove insiste l’immobile [1]. 

Come chiarito, infatti, da una circolare del ministero delle Finanze [2], il beneficio fiscale viene riconosciuto anche se l’unità immobiliare non è mai stata adibita ad abitazione principale. 

Cumulo detrazioni mutuo prima casa e affitto per lavoro

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate [3], è possibile cumulare nello stesso tempo sia la detrazione relativa agli interessi passivi con quella relativa alla titolarità di un contratto di locazione. 

Chi si trasferisce in un altro Comune per motivi di lavoro e lì deve prendere in affitto un appartamento, ha diritto a una detrazione fiscale solo se: 

  • tale dimora diventa la sua abitazione principale;
  • la casa si trova in un Comune distante almeno 100 km dalla tua precedente residenza e, comunque, si trova in un’altra Regione.

L’agevolazione spetta solo ai lavoratori dipendenti: non quindi agli autonomi e agli imprenditori. 

La detrazione in esame può essere usufruita dal lavoratore dipendente solo per i primi 3 anni dalla data di trasferimento della residenza.

La detrazione spetta nelle seguenti misure:

  • 991,60 euro, se il reddito complessivo del dipendente non supera 15.493,71 euro;
  • 495,80 euro, se il reddito complessivo del dipendente supera 15.493,71 euro, ma non 30.987,41 euro.

note

[1] Art. 15, lettera b, del Tuir, Dpr 917/1986.

[2] Circolare del ministero delle Finanze 137/1997, risposta 2.2.2.

[3] Ag. Entrate, circolare 11/E/2014.


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2 Commenti

  1. Salve, ho acquistato una casa 7 anni fa con agevolazioni prima casa. Da 2 anni ci siamo dovuti trasferire per lavoro a 600km di distanza (modena) e siamo in affitto (e avendo residenza qui risulta questa come abitazione principale). Vogliamo comprare nella nostra attuale città, ma chiedo se possiamo comprare come prima casa, visto che quella acquistata 7 anni fa oggi mi risulta seconda casa ( su cui infatti pago imu ecc) o quella che andrei a comprare risulta per forza di cose sarebbe seconda casa avendo già acquistato 7 anni fa come prima casa? grazie

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