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Denuncia per aggressione

15 Giugno 2020 | Autore:
Denuncia per aggressione

Aggressione fisica, verbale e psicologica: quando c’è reato? Quali crimini può commettere chi aggredisce un’altra persona? Querela: entro quanto tempo?

Esistono tante forme di aggressione: fisica, verbale, psicologica. Non tutte però possono essere denunciate alle autorità, nel senso che non ogni tipo di aggressione può essere punita dall’ordinamento giuridico. Pensa a chi inveisca contro di te con una valanga di insulti: non è affatto detto che tu possa denunciarlo per aggressione, soprattutto dopo che, nel 2016, l’ingiuria è stata depenalizzata. Con questo articolo vorrei spiegarti quando e come fare una denuncia per aggressione.

Posto che un’aggressione verbale potrebbe non costituire reato, lo stesso vale per l’aggressione fisica: e infatti, perché si possa denunciare un attacco al proprio corpo occorre che quantomeno l’aggressione abbia causato un’apprezzabile sensazione di dolore. Un’aggressione che si riduce a una mera spinta oppure a uno schiaffetto potrebbe non giustificare una querela alle autorità. Ecco perché, prima di sporgere una denuncia per aggressione, faresti bene a leggere questo articolo.

Aggressione: quando è reato?

Come detto in apertura, non tutte le aggressioni sono penalmente rilevanti. Cosa vuol dire? Significa che non sempre puoi recarti dai carabinieri per sporgere querela, nonostante tu ritenga di aver subito un attacco alla tua persona.

Per chiarire questo fondamentale aspetto, possiamo distinguere tre tipi di aggressione: fisica, verbale e psicologica. Vediamo quando è possibile denunciare un’aggressione.

Aggressione fisica: quando si può denunciare?

Un’aggressione fisica si può denunciare solamente se essa riesce a integrare il reato di percosse oppure quello di lesioni personali.

Le percosse costituiscono reato quando l’attacco all’incolumità fisica altrui si concluda per la vittima in una sensazione di dolore derivante dall’aggressione subita [1].

Rientrano nelle percosse i pugni e gli schiaffi che non comportano conseguenze mediche apprezzabili, se non una sensazione di dolore per chi le ha subite.

Al contrario, il delitto di lesioni personali scatta nel momento in cui dall’aggressione non deriva una semplice sensazione di dolore, bensì una vera e propria malattia, nel corpo o nella mente [2].

Per malattia deve intendersi qualsiasi pregiudizio alla persona che sia accertabile dopo un esame clinico: si va dalla lesione anatomica (la ferita, in altre parole) alla riduzione di funzionalità dell’organismo (pensa alla perdita dell’udito); dalla patologia mentale alla frattura; ecc.

In sintesi, è possibile denunciare un’aggressione fisica se essa raggiunge la soglia minima delle percosse, cioè della condotta idonea a provocare dolore alla vittima.

Aggressione verbale: quando è reato?

Si può denunciare un’aggressione verbale solamente se essa è in grado di tramutarsi in una vessazione psicologica (di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo), cioè se è in grado di avere ripercussioni nell’animo della vittima.

Un’aggressione verbale, in teoria, potrebbe assumere anche i connotati della diffamazione, cioè dell’offesa al decoro e alla reputazione di una persona.

Tuttavia, poiché la diffamazione presuppone l’assenza della vittima, nel senso che le parole offensive non devono essere pronunciate in presenza di colui che ne è bersaglio, sarebbe difficile ricondurre un’aggressione a questo specifico reato.

Infine, un’aggressione verbale potrebbe consistere anche in una minaccia o in minacce ripetute: secondo la legge [3], chi prospetta a un’altra persona un ingiusto danno è punibile con una multa o perfino con la reclusione.

Aggressione psicologica: si può denunciare?

Anche l’aggressione psicologica può essere denunciata alle autorità, potendo esse cagionare sia una lesione di tipo psichico (una malattia nella mente, in altre parole), sia un maltrattamento vero e proprio.

Il reato di maltrattamenti [4] si integra solamente se commesso nei confronti di determinate persone: familiari o comunque conviventi, persone sottoposte alla propria autorità o affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia (pensa al tutore), o per l’esercizio di una professione o di un’arte (insegnanti, maestri, ecc.).

Un’aggressione psicologica, per poter essere denunciata, deve comportare un effettivo danno alla vittima: si pensi alle vessazioni continue nei confronti del coniuge, persecuzioni consistenti in continue denigrazioni e umiliazioni.

Come fare denuncia per aggressione?

La persona vittima di un’aggressione, qualora in quest’ultima sia ravvisabile almeno uno dei reati sopra analizzati, può recarsi presso le autorità (polizia, carabinieri, ecc.) e sporgere denuncia/querela.

Poiché la gran parte dei reati in cui può sfociare un’aggressione è perseguibile a querela di parte, la segnalazione alle autorità potrà essere fatta solamente dal diretto interessato (cioè, dalla vittima) o da un suo procuratore speciale (l’avvocato), e soltanto entro tre mesi da quando l’aggressione si è verificata.

Nel caso di maltrattamenti contro familiari e di lesioni personali gravi, invece, l’aggressione sarà denunciabile da chiunque, anche dalla persona che vi ha solamente assistito, senza alcun limite di tempo (salvo quello necessario alla prescrizione del reato).


note

[1] Art. 581 cod. pen.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Art. 612 cod. pen.

[4] Art. 572 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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