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Unione Europea a rischio: perché sta per saltare tutto

29 Marzo 2020 | Autore:
Unione Europea a rischio: perché sta per saltare tutto

La sfida epocale che stiamo vivendo non è compresa da Bruxelles; il Consiglio europeo si ostina a non decidere, negando gli aiuti. Così la casa comune scricchiola e rischia di crollare.

L’Europa “casa comune” è un sogno svanito: l’emergenza Coronavirus ha messo a nudo gli egoismi degli Stati nazionali. All’ultimo Consiglio europeo, che riunisce i leader dei 27 Paesi membri, si sarebbero dovuti varare gli aiuti urgenti, un programma straordinario di interventi garantito dalle risorse dell’Unione.

Le vie (e i soldi) c’erano: la strada migliore era ed è quella degli Eurobond, un’emissione straordinaria di titoli di Stato per condividere, tutti insieme, il maggior debito pubblico necessario, anzi indispensabile – lo ha detto, per tutti, Mario Draghi – a garantire la ripresa.

Ma si è deciso di non decidere: un rinvio di 14 giorni, due settimane, per pensarci meglio, di fronte a un’emergenza drammatica, epocale, che non può aspettare questi tempi; dove migliaia di persone stanno morendo per la malattia e milioni rischiano di morire di stenti perché hanno perso o perderanno il lavoro, il negozio, l’impresa.

Non solo in Italia ma in tutta Europa; proprio per questo è incomprensibile la rigidità degli Stati del Nord, Germania per prima, anch’essi colpiti dall’emergenza ma che non vogliono fare i conti con la realtà e superare gli stretti parametri del Trattato di Maastricht, che vietano di indebitarsi oltre misura; ma la stessa presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, aveva allentato questi limiti del Patto di stabilità.

Di fronte a questa evidente realtà non si può dire che non si può adottare gli interventi necessari, ma piuttosto si deve dire che non si vuole. Di fronte al rifiuto di Bruxelles, il nostro presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha reagito duramente: “Faremo da soli”, ha dichiarato a caldo.

Una linea sposata da altri Paesi: la Francia si è associata all’Italia, rompendo l’asse franco-tedesco che guidava l’Unione ai “tempi d’oro” in cui le cose andavano bene, o più precisamente bene per i Paesi ricchi e male soltanto per alcuni Paesi poveri, come la Grecia, la Spagna e la stessa Italia. Paesi costretti a bussare alle porte della Ue per ottenere aiuti, deroghe ai limiti e ai parametri di bilancio e talvolta in cambio ricevevano la Troika, la commissione di vigilanza incaricata di controllare gli eventuali sforamenti dalla linea, come un arbitro pronto a fischiare e ad annullare il gioco.

La crisi attuale non ha precedenti nella storia: anche un europeista convinto, come l’ex premier Romano Prodi, ha esclamato: “Ma se non c’è solidarietà adesso che Europa è ?”. Prodi sa bene come vanno e come sono sempre andate le cose Bruxelles ma il suo stupore è dato dal fatto che i vertici dell’Unione non sembrano rendersi conto che stiamo attraversando la crisi più profonda della storia, quella dopo la quale non solo l’Europa, ma il mondo intero, non sarà più lo stesso.

I nodi vengono al pettine quando, solo adesso di fronte alla situazione eccezionale che stiamo attraversando, tutti notano che l’Unione è incompleta, frammentata, poco convinta, limitata all’aspetto economico e sul solo versante commerciale, ma senza che sia mai stata raggiunta l’integrazione politica.

Una casa a cui mancano le fondamenta e che rischia di crollare sotto il vento della tempesta forte che si sta verificando. Eppure gli strumenti di intervento per fronteggiare l’emergenza ci sarebbero, ma i Paesi del Nord non vogliono usarli; dominati dai loro egoismi nazionali, non sono disposti a fare alcun passo avanti di solidarietà verso i membri attualmente più colpiti dalla crisi.

Gli Stati del Sud, tra cui Italia, Francia e Spagna, reagiscono con dure proteste e lo scontro è in atto e tuttora aperto.  Forse, come scrivevamo in adesso si profila l’Italexit descrivendo la situazione e le sue probabili conseguenze, c’è ancora il modo per recuperare, ma la fiducia dei cittadini europei, in Italia e non solo, si è definitivamente incrinata.

A ben vedere il problema di fondo è quello di chi – come ha detto Conte alla cancelliera tedesca Angela Merkel “continua a guardare il mondo con gli occhi di ieri”. Se il mondo sta cambiando le risposte devono essere diverse da quelle consuete; adottare quella flessibilità che invece manca e che la Germania non sembra disposta a realizzare e neppure a concedere.

Ma così si trascinano a picco gli altri Paesi membri che si trovano nella stessa casa che sta scricchiolando sotto i colpi del terremoto sanitario, economico, finanziario e sociale, con molte persone che già adesso stanno rimanendo prive dei mezzi di sussistenza: l’ultimo decreto urgente del presidente Conte sul sostegno alimentare ne è la prova.

Di fronte alle sfide che l’emergenza Coronavirus sta ponendo al mondo intero, l’Europa rischia di sgretolarsi come un vecchio monumento, se non adotterà decisioni tempestive, coraggiose e coese. Quando la “casa comune” sta bruciando dall’interno, è pericoloso non decidere di spegnere il fuoco e non si può neanche rimanere dentro con il rischio di bruciarsi.

Se l’Unione non è disposta a salvare i suoi membri, si salverà chi può e come può; a costo di uscire fuori da quella casa che non protegge, non accoglie e non ripara più. L’unione fa la forza, ma quando non succede vale il proverbio opposto: chi fa da sé fa per tre, cominciano a pensare in molti. Il vero rischio è proprio qui.



26 Commenti

  1. La cosa più giusta a questo punto è fare di testa propria salvarsi ed uscire fuori dall’Europa subito senza pensarci neanche un attimo. L’ho sempre pensato che unirsi all’Europa sarebbe stato un suicidio. I Tedeschi non ci dovevano essere ,sappiamo chi sono .

    1. hai ragione ma la storia non ci insegna niente quando l Austria dominava in Italia settentrionale l abbiamo sfacciata con le 5 giornate di Milano quando Mussolini si è alleato con la Germania abbiamo visto come è finita non bisogna fare alleanze con i tedeschi non è mai conveniente per gli italiani dobbiamo liberarci dal loro controllo

      1. Esatto, io non sono stato mai convinto dall’UE troppi egoismi della Germania che si crede di stare sul trono come in una dittatura militare-economica ed è una guerra preparata a puntino. Il progetto u.e. e stato dallo SME una trappola con tanti ingenui, l’Inghilterra l’ha capito in tempo mentre noi nonostante questa ulteriore dimostrazione stiamo ancora aspettando l’elemosina da chi gli è stato condonato un debito di guerra. La moneta euro altro è che il marco tedesco sopravvalutato…poi c’è la borsa e i mercati… da quando i mercati riescono a mettere sotto scacco uno Stato, semmai era il singolo stato che permettevano i mercati a intervenire solo quando gli veniva consentito.

    2. L’importante è che non venga toccato il nostro oro per pagare loro…
      Staccarsi dall’Europa e ritornare alla lira è l’unica soluzione per riprendersi… L’Italia è sempre stata forte nelle esportazioni e nel gioco dell’inflazione… Possiamo egregiamente farcela se la magistratura si attiene a fare quello per cui è stata creata e la politica ritorna a fare politica senza coalizioni sono sicuro che l’Italia torna ad essere la potenza che era…

  2. L’UE si è dimostrata quello che solo gli stupidi ed i disonesti continuavano a non vedere (vero Remer?), vale a dire un’unione di banche. E le banche hanno un solo scopo: il profitto! Bene ha fatto la Gran Bretagna a tirarsene fuori e benissimo faremmo noi a fare altrettanto.I debiti? Si pagheranno come ha fatto la Russia post-rivoluzione d’ottobre.

  3. Ha ragione il signor Nico, l’Italia NON è povera. L’Italia è come una famiglia di 4 persone con un mutuo di debito residuo 100.000€ e risparmi da parte ( saldo di c/c, fondi comuni, polizze, etc. ) per 200.000€. Il padre di famiglia muore, la madre riscatta 100.000€ e chiude il debito! Cerca un lavoro, si organizza e magari, dopo, rifà il debito. L’Italia può fare più o meno la stessa cosa in questa maniera. Di 2.350 MLD di debito il 40% è in mano agli stranieri e il 60% agli italiani. Per questa parte lo stato deve fare un patto con i cittadini; intanto convertiamo gli attuali titoli di debito in altri denominati CoronaBtp ma a tasso zero. Così lo stato risparmia già 50 MLD all’anno e il suo debito diventa molto più sostenibile. Nel fare questa ristrutturazione, lo stato chiede agli italiani di acquistare, obbligatoriamente anche altri 250MLD di CoronaBTP a 10/15 anni, sempre a tasso zero. Lo chiederà in forza del fatto che le attività finanziarie in banca degli italiani ammontano a circa 4.400 MLD di euro! Di questi il 60% è di proprietà del 10% delle famiglie. Lo chiederà in maniera proporzionale come gli scaglioni IRPEF. Chi in banca ha più di 20.000 € deve comprare il 5% di Corona BTP, chi ha 50.000 € il 10%, chi ha 100.000€ il 15% e così via fino ad arrivare a quel 10% di quelle famiglie che devono comprare con i propri risparmi il 40% di Corona BTP. Così non è una patrimoniale, non è default non è nemmeno un problema di sostenibilità del debito perché a tasso zero, è una collaborazione tra stato e cittadini, tra padre e figlio e l’unico modo per mandare a quel paese l’Europa e la Germania e ripartire subito perché 250MLD vanno dati subito a bisognosi, attraverso un reddito di emergenza e a imprese. I CoronaBTP potrebbero essere strutturati in modo tale che a fronte di un ritorno alla crescita il possessore potrà essere rimborsato con largo anticipo e anche altro.
    Luca A.

    1. Egr.Sig.Luca, condivido pienamente quanto da Lei scritto! Essendo in Italia, però, c’è da affrontare due problematiche:
      1)- convincere gli Italiani che, in caso di fallimento (come succede con le Banche), riavranno i loro soldi impegnati in questa operazione (E QUESTO E “BASILARE”), ma non con promesse POLITICHE che potrebbero non essere mantenute, ma con qualcosa di più concreto (che potrebbero essere IPOTECHE sul Tesoro in oro dello Stato, sopratutto non gestiti da Politici). In alternativa : monete in oro emesse dallo Stato Italiano a garanzia del prestito avuto dagli ITALIANI.
      Egr.Sig.Luca, forse ha perso di vista una situazione meramente Italiana : L’ITALIANO NON SI FIDA PIU’ DELLA POLITICA E DI CHI LA AMMINISTRA!!!!!
      Grazie per l’ospitalità!

      1. Intanto grazie a Lei Michele. Gli Italiani non si fidano più ma non sono nemmeno così stupidi da non capire che così comunque è finita e il fallimento ci sara’ con probabilita’ molto superiori rispetto alla mia ipotetica ristrutturazione del debito pubblico e contestuale approvvigionamento della liquidita’ necessaria per assistere famiglie, imprese e sanita’. Saluti.

      2. Non per fare luogo comune ma fin dagli albori dell’euro sono stato contrario ora vedete voi se dobbiamo ancora cincischiare!
        BASTA FUORI DALL’EURO PRIMA DI SUBITO!

  4. Fa bene Conte a rispondere che faremo da soli. E una risposta possibile e che desidererei è la sottoscrizione forzosa a carico di tutti gli italiani benestanti (e lo Stato sa benissimo chi sono perché lo Stato sa tutto) di BTP a 5 anni che rendano solo 1%. Se a me l’inps trattiene il 10% della pensione e mi accredita in conto titoli il controvalore del 10% trattenuto in BTP a 5 anni a 1% per me va benissimo. Il bello di questa manovra è che non sarebbe una tassazione ma un prestito di solidarietà. Quella stessa solidarietà che l’Europa non ci vuole dare. Dopo di che nessun italiano (compresi i tassisti) comperi mai più, per favore, né BMW (auto e moto) , né mercedes, né wolksvagen. Grazie. Fate circolare per favore.

  5. Io resto della mia idea questa unione non se doveva fa’. E per i miei gusti prima usciamo e ci riprendiamo la nostra Italia e meglio è. Ci stanno buttando fango e ci chiudono le porte. Però quando i cari vicini di casi hanno loro avuto bisogno non hanno disdegnato il nostro aiuto, sono degli ingrati. A mio avviso fuori immediatamente e riprendiamoci la nostra amata moneta “LA LIRA”.

  6. Il mio pensiero è sempre stato contrario all’entrata in europa, la storia non insegna nulla hai politici ma insegna molto al popolo, alla gente comune che lavora e produce reddito facendo grandi sacrifici. Essendo italiani come dice Mameli siam pronti alla rinascita, lasciamo che muoiano i tedeschi, i quali dovevano non esistere più come nazione, invece sono stati graziati in modo che continuino a credere che siano veramente la razza ariana e creare problemi. Bravi gli inglesi, esempio da seguire subito.Franco

    1. I Tedeschi,ed in particolare il loro PANZER (alias la Merkel) furono,sono e saranno sempre schifosi nazisti!

  7. SE UN DIPENDENTE ATIPICO PART TIME PRENDE 600 EURO MENSILI, E SI FA LICENZIARE PER AVERE UNA TUTELA DI 800, LO CHIAMATE PRECARIO O PARASSITA?
    l’ italia prima volontariamente azzera il prodotto interno lordo per un mese, e poi chiede aiuto…

  8. Quando saltano gli accordi ed entrano in conflitto gli stati per interessi economici vuol dire saltare il banco della UE e inizio della terza guerra mondiale

  9. Dunque la ricchezza nazionale dell’Italia dall’era Euro si è ridotta di oltre il 26 per cento, tornando a quella degli anni ottanta. DOpo questa crisi l’arretramento potrebbe salire oltre il 35 per cento. Economicamente però a questo – 35 per cento si deve aggiungere un altro 35 per cento di mancata crescita, ossia un punto e mezzo l’anno che di crescita che si doveva avere in 20 di euro per restare pari (in economia una crescita del 1,5 per cento l’anno equivale a zero, ossia non si cresce nè si arretra). Il totale fa circa – 65 per cento dal 2000 ad oggi. Io mi chiedo una sola cosa: quelli che si sono salvati dal crollo del muro facendolo creollare sui vincitori, facendo e disfacendo lo stesso partito per 3 o 4 volte potranno ancora sopravvivere a questo situazione? sono quelli che ci hanno portati a forza in Europa. Se riusciranno a sopravvivere, non varrà la pena sentirsi italiani perchè vuol dire che gli i taliani sono un popolo di caproni falliti.

  10. A questo punto la strada è una sola uscire dall’Europa rischiare quello c’è da rischiare e cominciare a creare noi moneta in funzione l’attuale emergenza finanziaria, ed economica. Vedremo come andrà a finire, intanto se stampiamo moneta e sarà accettata da tutti ,quindi con un corso legale, il sistema può tranquillamente vivere!

    Coraggio Conte, mio capitano o mio capitano!

  11. Non toccate il nostro oro per pagare loro.
    Uscire dalla comunità che ci vuole definitivamente rovinare.
    Stampare la nostra moneta e cambiarla con gli euro che abbiamo.. Riformare la magistratura che deve fare il lavoro per cui è stata creata, senza essere di parte o collusa con la politica.
    La politica allo stesso modo dovrebbe fare politica per il bene del paese senza creare coalizioni …
    Fare rientrare i nostri cervelli e troveremo le soluzioni come abbiano sempre fatto..
    Riprenderemo ad esportare i nostri prodotti, che sono tanti, la nostra manifattura è sempre stata un’eccellenza e non dimentichiamo che l’Italia è tutta un museo, il turismo può diventare, anche lui, un forte ingresso di valuta estera… Se ci organizziamo e troviamo il modo di unirci rientreremo in competizione… E siamo già stati diverse volte primi..

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