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Come trovare i soldi ai tempi del Coronavirus

30 Marzo 2020 | Autore:
Come trovare i soldi ai tempi del Coronavirus

Le misure di sostegno messe a punto dal Governo per la fase di emergenza; le iniziative e offerte del mondo del credito per i finanziamenti a privati e imprese; i prestiti a tassi usurari.

L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova le tasche degli italiani, che in molti casi già non erano floride neanche prima. Molti posti di lavoro sono a rischio e gli occupati nel settore privato stanno percependo lo stipendio in ritardo o in misura parziale; la cassa integrazione tarda ad arrivare, così come la maggior parte delle altre misure di sostegno promesse e decretate.

Chi ha un negozio non compreso tra le attività essenziali ha chiuso bottega da settimane e sarà costretto a restare fermo anche per le prossime; i lavoratori autonomi faticano a percepire compensi. Gli imprenditori di quasi tutti i settori non se la passano meglio, tra ordini annullati, spedizioni respinte, commesse rinviate; le fabbriche vuote e i magazzini restano pieni di invenduto.

Per quasi tutti, quindi (salvo i pochi ricchi che sono al riparo dalla crisi e non si preoccuperanno di leggere questo articolo), c’è l’esigenza di trovare soldi al più presto. Ma, come sempre accade nei momenti di massima crisi, la necessità aguzza l’ingegno e si cercano vie d’uscita. La necessità più urgente è quella della liquidità per fronteggiare i bisogni essenziali: c’è chi non ha nemmeno i soldi per fare la spesa, chi è preoccupato per le bollette da pagare – che non sono state sospese – per l’affitto mensile e per tutti gli altri costi della propria attività che permangono anche quando i ricavi sono venuti meno.

Ci sono però alcune soluzioni praticabili; non c’è la bacchetta magica o la panacea che risolve in un colpo solo tutti i problemi, ma ci sono parecchie misure tampone che comunque possono dare una boccata d’ossigeno a chi ha necessità di soldi in questo periodo emergenziale. Meglio poco che nulla, specie in questi momenti e se le opportunità sono a disposizione bisogna sfruttarle.

Ci sono tre principali fronti dove le risorse economiche ci sono e attendono “compratori” pronti ad aderire alle varie “offerte” disponibili: il settore pubblico, con gli interventi varati dal Governo e quelli in arrivo, che non tutti conoscono nelle loro reali potenzialità, con il rischio di perdere occasioni; il mondo bancario e finanziario che proprio in questo periodo è disposto a offrire denaro a chi ne ha bisogno, allargando le maglie del credito a condizioni favorevoli; infine l’ambito criminale, sempre pronto ad arrivare dove per diversi motivi non giungono o non funzionano i metodi legali e in cui le mafie stanno già allungando i tentacoli dell’usura per approfittare della situazione, offrendo qualche piccolo prestito iniziale che non si riuscirà a rimborsare per la gravosità degli interessi, per arrivare a impadronirsi di beni privati e strutture aziendali.

Gli interventi pubblici

Il Decreto Cura Italia varato la scorsa settimana ha stabilito un ampio ventaglio di misure economiche per coprire le prime esigenze di famiglie, lavoratori e imprese in difficoltà. È solo un primo passo, ha ammesso il Governo, ma indispensabile.

Purtroppo ad oggi la maggior parte di questi interventi non sono ancora partiti concretamente, in attesa di decreti attuativi, regolamenti, circolari, istruzioni e procedure da emanare a cura degli Enti coinvolti, primo fra tutti l’Inps che dovrebbe costituire il polo comune di tutte le erogazioni.

Il Governo ne è consapevole, tant’è che il presidente del Consiglio, nell’annunciare il nuovo decreto con le misure urgenti di sostegno alimentare ed economico, ha detto che le erogazioni dovranno essere rapide e ha individuato come primo termine il 1° aprile per chiedere – e possibilmente ottenere – l’indennità di 600 euro prevista per lavoratori dipendenti, autonomi e ora anche professionisti, e come scadenza programmata il 15 aprile per beneficiare della Cassa integrazione guadagni.

Per accelerare le procedure, il Governo ha anche previsto un meccanismo grazie al quale “con un Pin sul cellulare sarà possibile ricevere subito la somma”, così eliminando i vari passaggi amministrativi intermedi che rallentano le erogazioni.

Buoni spesa

È l’ultima iniziativa del Governo finalizzata al sostegno alimentare: sono stati stanziati 400 milioni da assegnare con la massima urgenza ai Comuni italiani per assistere i più bisognosi nell’acquisto di cibo e altri generi di prima necessità come i medicinali. Un’ordinanza della Protezione Civile stabilisce i criteri di ripartizione.

Il presidente del Consiglio Conte l’ha pensata proprio per chi “non ha i soldi per fare la spesa”. Ora ciascun Comune, attraverso i propri servizi sociali, deciderà le assegnazioni. “Burocrazia zero”, ha promesso il premier, per evitare il filtro di domande e valutazioni in modo da permettere l’erogazione immediata.

Carta famiglia 2020

Consente di effettuare acquisti a prezzi scontati dal 5% in su in una vasta catena di negozi aderenti. Prima dell’epidemia era stata pensata per chi ha almeno 3 figli di età inferiore a 26 anni; ora è stato deciso di estenderla a tutti i nuclei familiari con almeno un figlio a carico.

Il ministro per la Famiglia ha promesso di renderla operativa al più presto in favore di questa nuova platea; dal 18 marzo è già stata attivata per i nuclei familiari di dimensioni maggiori, come previsto dalla legge di Bilancio 2020.

Cassa integrazione in deroga

Il decreto Cura Italia potenzia gli ammortizzatori sociali per chi perde o interrompe il lavoro, tra cui non solo la consueta cassa integrazione guadagni ma anche la cassa integrazione in deroga per i settori esclusi da quella ordinaria, che così è diventata possibile anche per le microimprese, che hanno un numero di dipendenti compreso tra 1 e 5.

Il ministro Gualtieri ha promesso che il sostegno arriverà in tempi brevi e comunque entro il 15 aprile e l’Inps sta accelerando la realizzazione delle procedure; intanto il ministero del Lavoro, in base all’ultimo decreto legge emanato dal Governo, sta mettendo a punto il protocollo che consentirà l’accredito delle somme sul conto corrente dei lavoratori.

Bonus lavoratori dipendenti

Per ora sono certi 100 euro, netti ed esentasse, per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con reddito complessivo non superiore a 40.000 euro e che hanno continuato a lavorare durante l’emergenza di marzo e percepiranno questa somma a titolo di indennizzo.

Il premio è attribuito, in via automatica, dal datore di lavoro, che lo eroga con la retribuzione relativa al mese di aprile e comunque entro i termini previsti per le operazioni di conguaglio. Con ogni probabilità la misura sarà reiterata per il mese di aprile, visto che l’emergenza Covid-19 non cesserà entro le prossime settimane.

Indennità 600 euro autonomi e professionisti

Spetta ai lavoratori autonomi con reddito fino a 35 mila euro o che hanno ridotto l’attività di almeno il 33% nell’ultimo trimestre; ora è stata estesa anche ai liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza dei rispettivi ordini ed agli agenti e rappresentanti di commercio.

Anche in questo caso l’indennità compensativa una tantum già stabilita per il mese di marzo sarà con ogni probabilità reiterata anche per aprile in favore delle medesime categorie di beneficiari.

Voucher baby da 600 o 1.000 euro

Ma c’è anche il voucher baby sitter sempre di 600 euro (diventano 1.000 euro per operatori sanitari e per i dipendenti di farmacie, supermercati e banche) per chi è lavoratore dipendente con figli di età inferiore a 12 anni (o maggiore, se disabili) e non desidera usufruire del congedo parentale ordinario o straordinario.

Reddito di cittadinanza rafforzato

Le aperture ad un’estensione del Reddito di cittadinanza vengono dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che pensa ad un allargamento della platea e ad un’estensione dell’importo fino a 1.100 euro; un’iniziativa propugnata da tutto il Movimento 5 Stelle che ha introdotto questo sussidio e non trova, al momento, ostacoli nella maggioranza.

Si punta così ad una estensione e a un rafforzamento del Reddito in base a varie proposte che vedono il superamento degli attuali limiti di Isee e a coprire fasce sociali finora rimaste escluse dal sussidio o penalizzate nell’importo erogato.

Reddito di emergenza (o di quarantena)

Oltre al reddito di cittadinanza rafforzato, c’è l’ipotesi del Reddito di emergenza: “per tutti”, sostiene il vice ministro dell’Economia e Finanze, Laura Castelli. La proposta è stata subito rilanciata dall’intero Movimento 5 Stelle e i tecnici sono già al lavoro per elaborarla.

Qui si va molto oltre le soglie di povertà attualmente previste: “Lavoriamo a un reddito di emergenza che possa dare liquidità a chi ne ha bisogno. Quando diciamo che nessuno sarà lasciato indietro intendiamo proprio questo. Lo Stato c’è. E c’è per tutti”, ha detto oggi il capo politico del M5S Vito Crimi.

Helycopter money (soldi a pioggia)

Una distribuzione di liquidità ad ampie fasce sociali, senza intermediazioni, istanze o requisiti particolari tranne una determinata soglia di reddito per escludere i più abbienti. Soldi “cash” erogati direttamente sul conto corrente dei cittadini e pronti da utilizzare subito per le spese più urgenti, senza limiti o vincoli di destinazione, in modo da rimettere al più presto in circolo questo denaro nell’economia e aiutare i vari settori a ripartire.

Sarebbe la soluzione più facile (e forse anche la migliore per curare la fase acuta dell’emergenza, come ritengono alcuni famosi economisti) ma in Italia sembra molto difficile da realizzare. Gli Stati Uniti l’hanno adottata, nel loro piano straordinario da 2mila miliardi di dollari che prevede, tra l’altro, di dare un assegno da 1.200 dollari per tutti i contribuenti con un reddito inferiore ai 75mila dollari.

Nel nostro Paese e in quelli europei l’idea, però, stenta ad attecchire; qualcuno comunque pensa ad una piattaforma straordinaria gestita dalla Cassa Depositi e Prestiti e dalla società controllata Sace, per distribuire direttamente a cittadini e microimprese il denaro; ma non si sa ancora quale e da dove attingerlo.

Pc e tablet a studenti

Con i fondi recentemente stanziati a favore della scuola (complessivamente 85 milioni di euro) e già messi a disposizione delle casse degli istituti, gli studenti meno abbienti potranno ricevere, in comodato d’uso gratuito, personal computer e tablet per fruire delle lezioni attraverso la didattica a distanza.

Chi ne ha necessità e ne è sprovvisto potrà chiedere alla scuola che frequenta anche l’abbonamento a internet per connettersi alla rete. Uno strumento di sostegno sicuramente utile per non escludere i più economicamente svantaggiati dal diritto allo studio ed alla formazione educativa.

Bonus 18enni

Il bonus cultura per i ragazzi e le ragazze nati nel 2001 è operativo dal 5 marzo sul portale 18App (anche se si registrano malfunzionamenti che il Mibact dovrebbe risolvere a breve). Vale 500 euro e consente di acquistare libri, biglietti per concerti, teatro, cinema, musei e parchi, musica e corsi di lingua straniera.

Una possibilità per garantire ai giovani un supporto formativo e di intrattenimento anche quando le finanze casalinghe non lo consentirebbero, soprattutto in questo periodo.

I finanziamenti privati

Qui il ventaglio di possibilità riguarda sia chi ha già ottenuto un finanziamento e deve rimborsarlo sia chi si accinge a chiederlo adesso perché ne ha necessità.

Stop mutui prima casa

Chi ha contratto un mutuo per finanziare l’acquisto della propria abitazione potrà sospendere i pagamenti fino a 18 rate se è lavoratore dipendente ed ha perduto il lavoro o è cassintegrato per più di 30 giorni oppure se è lavoratore autonomo o libero professionista ed ha riscontrato una diminuzione dei ricavi di almeno il 33% a causa delle chiusure o altre restrizioni Covid-19.

Non ci sono limiti di reddito Isee per beneficiare della sospensione, che riguarda tutti i mutui prima casa fino a 250 mila euro di valore. Dal 30 marzo è possibile compilare il modello e presentare le domande alla propria banca anche online.

Rinegoziare mutui e prestiti

Quasi tutte le banche e gli altri istituti creditizi, sulla base delle direttive dell’Abi, stanno già rinegoziando mutui e prestiti. Quindi il cliente trova la strada in discesa e può fare la richiesta anche a distanza, utilizzando i canali online durante questo periodo di sportelli chiusi salvo che per le operazioni urgenti.

Non c’è soltanto la semplice moratoria sui mutui con lo stop alle rate fino al 30 settembre (che riguarda le imprese, i professionisti e le ditte individuali), ma anche possibilità di rinegoziarli a condizioni più favorevoli, ad esempio allungando la durata del piano di rimborso e alleggerendo gli importi delle future rate; questo è reso possibile dal potenziamento del Fondo per le piccole e medie imprese a condizioni agevolate e con garanzia all’80% dell’importo, che sale al 90% nel caso di riassicurazione di Confidi.

Il Decreto Cura Italia ha creato una task force tra Ministero dell’Economia, Banca d’Italia, Abi e Mediocredito Centrale che – si legge sul sito del Mef – “rende più veloci e semplici le procedure per l’ottenimento della garanzia” su tutti i prestiti fino a 1,5 milioni di euro, estesi a 2,5 milioni se riguardano l’imprenditoria giovanile, i prestiti nel Mezzogiorno e i finanziamenti speciali per gli investimenti.

Liquidità immediata fino a 3.000 euro

Il Decreto Cura Italia prevede anche l’avvio di una linea per la liquidità immediata, fino a 3.000 euro per gli imprenditori persone fisiche – dunque le partite Iva con ditta individuale, anche se non iscritti al registro delle imprese – con accesso diretto al credito, senza bisogno di alcuna valutazione da parte del Fondo.

Si potrà così ottenere un microfinanziamento con una semplice garanzia chirografaria, salvo casi particolari. Questa misura si aggiunge alle garanzie all’80% già attive sul micro-credito ed ai finanziamenti cosiddetti a importo ridotto che le partite Iva possono ottenere con procedura agevolata e rapida fino a 25 mila euro.

Prestito bullet (lampo) 

Un aiuto ai piccoli esercenti per restare a galla nell’attesa che l’emergenza rientri: come gli imprenditori ben sanno, bastano 15 giorni di fermo produzione o commercio per “bruciare” l’intera disponibilità di cassa per chi non gode di grossi fatturati. E molte aziende manifatturiere, commerciali o impegnate nei servizi del turismo e della ristorazione hanno già oltrepassato questa soglia.

Il mondo creditizio ha messo a punto prodotti ad hoc per fronteggiare l’emergenza: si tratta di finanziamenti bullet (ossia velocissimi sia nella disponibilità della somma sia nel successivo rimborso) della durata di alcuni mesi – ad esempio 6, nella formula più comune – rivolti soprattutto alle imprese per consentirgli di coprire le spese correnti, come salari e stipendi, affitti e utenze.

Queste formule prevedono tempi rapidi di erogazione (non oltre 5 giorni lavorativi) e offrono cifre sufficienti, basate essenzialmente sui ricavi desunti dall’ultimo bilancio depositato;una piccola azienda con 2 milioni di euro di fatturato annuo e già cliente affidabile della banca, senza insoluti o pagamenti sospesi, potrebbe facilmente ottenere 50 mila euro di finanziamento per l’emergenza Covid-19.

In genere il finanziamento viene erogato in un’unica rata e si inizia a restituire il prestito alla scadenza dell’emergenza, dunque orientativamente a partire dal prossimo autunno, in rate mensili costanti, da un minimo di 6 od 8 e fino a un massimo di 12. Una soluzione utile per consentire di fronteggiare i costi indispensabili, come quelli degli stipendi ai dipendenti o dell’affitto dei locali.

L’usura

Le mafie non aspettavano altro che un’occasione come questa, con gli imprenditori in grave difficoltà e che hanno urgente bisogno di denaro liquido per far fronte agli impegni e tenere in vita la propria azienda.

Dice il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho: “la crisi di liquidità che sta investendo un numero enorme di famiglie rappresenta una formidabile opportunità per la malavita. Ora che molti strati della società hanno perso le loro fonti di reddito, sia quelle provenienti dal sommerso, sia quelle garantite dal lavoro in settori costretti alla chiusura forzata, chi ha messo da parte tanti soldi, a cominciare dai narcos, detiene un potere immenso. Le cosche possono offrire soldi e lavoro a persone che a causa dell’epidemia hanno perso tutto”.

Il pericolo è concreto e reale, come avverte il procuratore antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri: “Noi da sempre sappiamo che il problema della ‘ndrangheta è quello di giustificare la ricchezza, non di arricchirsi, e quindi presteranno soldi a usura anche a interessi bassi per invogliare, incentivare i commercianti a rivolgersi agli usurai ‘ndranghetisti, che sono quelli che sostanzialmente hanno bisogno di meno garanzie per il pagamento”.

“Chi si rivolge a questo tipo di usurai sa perfettamente con chi sta trattando. Il pericolo, quindi, è che ancora di più altre attività imprenditoriali, alberghi, ristoranti, pizzerie, passini di mano a prestanome della ‘ndrangheta. Questo è il rischio più concreto e più vicino”, avverte il magistrato.

Bisogna evitare sempre, quindi, questi aiuti non certo disinteressati: “Gli ‘ndranghetisti si presenteranno, come sempre, come benefattori, come gente che aiuta chi ha bisogno, i poveri, questo lo fanno già, da sempre, dando ai disperati 30 euro al giorno per un lavoro in nero, e questi si sentiranno, sul piano psicologico, ancora più prostrati e ancora più riconoscenti verso chi gli darà questi 30 euro”, dice Nicola Gratteri

“La dipendenza psicologica dei poveri verso di loro – aggiunge Gratteri – aumenterà ancora di più, quindi poi sarà ancora più facile, alle prossime elezioni, rappresentare il modello più convincente quando ci sarà da andare a rastrellare i pacchetti di voti”. Per il procuratore capo di Catanzaro, dunque, il rischio è un aumento “del consenso per gli ‘ndranghetisti proprio sul piano della risposta sostanziale che loro riescono a dare”.

L’unico modo per impedire che ciò accada, afferma Gratteri, è “dare soldi veri alla gente“, ragion per cui, conclude, “è di certo ovvio” che la mossa annunciata dal premier Conte, cioè quella del nuovo decreto per il sostegno alimentare ed economico, è “un passo nella giusta direzione”.



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