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Cosa può fare la polizia quando ti ferma

30 Marzo 2020 | Autore:
Cosa può fare la polizia quando ti ferma

In quali casi la polizia giudiziaria può procedere al fermo? Quali sono i diritti e i doveri della persona fermata? Quali sono i poteri della polizia?

La vista di una volante della polizia o della “gazzella” dei carabinieri crea spesso un ingiustificato panico nelle persone, nelle quali scatta subito il timore di essere fermate. Si sa che chi non ha niente da nascondere non ha di che preoccuparsi. Il punto però non è questo: a volte la vista delle autorità può turbare in quanto non si conoscono bene i propri diritti nel caso di controllo. In altre parole, può capitare che qualcuno temi di subire un sopruso da parte delle forze dell’ordine. Sapere cosa può fare la polizia quando ti ferma diventa allora fondamentale per affrontare con la massima serenità un eventuale fermo o un posto di blocco.

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, se la polizia ti ferma ci sono delle precise norme di legge da rispettare, sia da parte delle forze dell’ordine che da parte tua: ciò significa che, anche se non hai fatto niente, l’ordinamento giuridico ti obbliga a collaborare con la giustizia, nei limiti di cui diremo a breve. Se l’argomento ti interessa e vuoi sapere cosa può fare la polizia quando ferma le persone, prosegui nella lettura: ti basteranno dieci minuti di tempo per avere le risposte che cerchi.

Polizia: quando può fermare le persone?

Cominciamo subito col dire che esistono varie ragioni per cui la polizia può fermare una persona. Prescindendo dall’arresto, che è cosa diversa e presuppone la flagranza del reato, possiamo indicare tre ipotesi principali in cui le forze dell’ordine sono legittimate a fermare una persona. Si tratta del:

  • fermo per l’identificazione personale;
  • fermo d’indiziato di delitto;
  • fermo mentre si è alla guida della propria vettura.

Vediamo per ciascuna ipotesi quali sono i diritti e i doveri della persona fermata e, soprattutto, quali sono i poteri della polizia.

Fermo per l’identificazione: come funziona?

La polizia può fermarti se ritiene che la tua identificazione sia necessaria ai fini della propria attività investigativa. Ciò significa che la polizia può fermarti soltanto perché ritiene che possa ottenere informazioni utili.

Per la precisione, la legge consente alle forze dell’ordine (cioè ai carabinieri, ai poliziotti, alla guardia di finanza, ecc.) di fermare, per procedere alla sua identificazione, la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e le persone in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.

Se la polizia ti ferma chiedendo di fornire i documenti oppure le generalità, dunque, dovrai rispondere, pena la possibilità di incorrere in reato. Ma non solo.

Se la persona fermata rifiuta di farsi identificare ovvero fornisce generalità o documenti di identificazione che appaiono falsi, la polizia può accompagnarlo in questura e trattenerlo per il tempo strettamente necessario all’identificazione e comunque non oltre le dodici ore ovvero, previo avviso anche orale al pubblico ministero, non oltre le ventiquattro ore, quando l’identificazione risulti particolarmente complessa, con facoltà per il fermato di avvisare un familiare o un convivente.

Dell’accompagnamento e dell’ora in cui questo è stato compiuto è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se ritiene che non ricorrono le condizioni di legge, ordina il rilascio della persona accompagnata [1].

Fermo identificativo: diritti e doveri

Come detto nel paragrafo precedente, la legge consente alla polizia di fermare una persona qualora questa:

  • sia formalmente indagata;
  • si ritenga sia informata su fatti rilevanti per le indagini.

Il fermo può avvenire nei limiti strettamente necessari ad assumere informazioni e, se comporta il trasporto della persona negli uffici delle forze dell’ordine, deve essere dato immediato avviso all’autorità giudiziaria.

Nel caso di fermo per l’identificazione personale, non si ha diritto a un avvocato. Dunque, alla richiesta di identificarti ti converrà rispondere, in quanto il rifiuto legittima la polizia a portarti in questura e ti fa incorrere in reato: secondo la legge, infatti, chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro [2].

Cosa succede se mi fermano e non ho i documenti?

La legge non impone di portare con sé i documenti identificativi (patente, carta d’identità, ecc.). Ciò significa che, se la polizia ti ferma e non puoi esibire i documenti, non commetterai alcun reato.

Il reato scatta solamente se rifiuti di fornire le tue generalità (magari oralmente, comunicando nome, cognome, ecc.), ma non se rifiuti di mostrare i documenti.

Solamente in determinate ipotesi le autorità possono obbligarti a portare con te e a mostrare su richiesta il documento d’identità: è il caso, ad esempio, della persona pericolosa o sospettata di aver commesso un crimine [3], oppure di chi intenda espatriare.

Polizia in borghese: può fermare?

Il fermo per l’identificazione può essere compiuto anche dalla polizia in borghese. Cosa fare in questo caso? È possibile, a fronte della richiesta di informazioni, chiedere a propria volta di esibire il tesserino di identificazione: se l’agente non soddisfa la richiesta, non si è obbligati a rispondere alle sue domande.

Il fermo della persona sospettata di reato

La polizia può fermarti se ci sono fondati sospetti che tu abbia commesso un reato. Questo tipo di fermo è molto diverso dal precedente.

Il fermo della persona indiziata di delitto può essere disposto dal magistrato del pubblico ministero (ed eseguito dalla polizia giudiziaria), oppure può essere compiuto direttamente dalle forze dell’ordine quando non è possibile attendere l’autorizzazione del pm. Vediamo di cosa si tratta.

Fermo d’indiziato di delitto: come funziona?

Secondo la legge, quando sussistono specifici elementi che, anche in relazione all’impossibilità di identificare l’indiziato, fanno ritenere fondato il pericolo di fuga, il pubblico ministero dispone il fermo della persona gravemente indiziata di un delitto per il quale la legge stabilisce pene severe.

Negli stessi casi, prima che il p.m. abbia assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono al fermo di propria iniziativa.

La polizia giudiziaria esegue inoltre il fermo di propria iniziativa qualora sia successivamente individuato l’indiziato ovvero sopravvengono specifici elementi, come il possesso di documenti falsi, che rendano fondato il pericolo che l’indiziato sia per darsi alla fuga e non sia possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del pubblico ministero [4].

I diritti della persona fermata

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito il fermo sono obbligati a darne immediata notizia al p.m. competente.

La polizia deve consegnare al fermato una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e precisa e, se questi non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a lui comprensibile, con cui lo informano di tutti i suoi diritti, tra i quali rileva quello di nominare un difensore di fiducia.

Il fermato ha inoltre il diritto di:

  • ottenere informazioni in merito all’accusa; avere un interprete e la traduzione degli atti;
  • avvalersi della facoltà di non rispondere;
  • dare avviso ai familiari;
  • essere condotto davanti all’autorità giudiziaria per la convalida entro novantasei ore dal

Dell’avvenuto fermo gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria informano immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio; essi, inoltre, hanno l’obbligo di porre il fermato a disposizione del pubblico ministero al più presto e comunque non oltre ventiquattro ore dal fermo [5].

L’interrogatorio della persona fermata dalla polizia

Segue quindi l’interrogatorio davanti al p.m. con l’assistenza obbligatoria di un difensore (di fiducia o d’ufficio). Durante l’interrogatorio, il pubblico ministero informa il fermato del fatto per cui si procede e delle ragioni che hanno determinato il provvedimento, comunicandogli inoltre gli elementi a suo carico e, eventualmente, le fonti.

Se risulta evidente che il fermo sia stato eseguito per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge, il pm dispone con decreto motivato che il fermato sia posto immediatamente in libertà.

La liberazione è altresì disposta prima dell’intervento del pubblico ministero dallo stesso ufficiale di polizia giudiziaria, che ne informa subito il pm del luogo dove l’arresto o il fermo è stato eseguito [6].

Entro quarantotto ore dal fermo il pubblico ministero, qualora non debba ordinare l’immediata liberazione del fermato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove il fermo è stato eseguito.

Il giudice fissa l’udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore [7].

La polizia può fermarti mentre stai guidando?

Le ipotesi più frequenti di fermo della polizia avvengono mentre si è alla guida. Si tratta di un controllo autorizzato dalla legge e del tutto diverso da quelli sinora analizzati.

Secondo il codice della strada [8], i conducenti dei veicoli sono tenuti ad esibire, a richiesta dei funzionari, ufficiali e agenti ai quali spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale (sempre che siano in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo), il documento di circolazione e la patente di guida, se prescritti, e ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devono avere con sé.

La legge dice inoltre che la polizia può procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo medesimo.

Dunque, la polizia non solo può fermarti mentre sei alla guida della tua auto per chiederti di esibire patente e libretto, ma può anche ispezionare la tua vettura nel caso in cui ritenga che in essa ci siano delle anomalie: ad esempio, sono state apportate delle modifiche ritenute illecite dalla legge, tipo l’installazione di pezzi non omologati o la variazione di alcune caratteristiche del veicolo.

Il fermo per droga

C’è ancora un’altra ipotesi, molto frequente, che giustifica il fermo di una persona da parte della polizia: sto parlando ai controlli per combattere il traffico di stupefacenti.

La legge [9] consente alla polizia, nel corso di operazioni per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, di procedere in ogni luogo al controllo e all’ispezione dei mezzi di trasporto, dei bagagli e degli effetti personali quando hanno fondato motivo di ritenere che possano essere rinvenute sostanze stupefacenti.

La polizia potrebbe fermarti mentre sei al volante della tua vettura anche per reperire droga, qualora abbia sospetti a riguardo. Tali poteri si estendono perfino alla perquisizione: gli ufficiali di polizia giudiziaria, quando ricorrano motivi di particolare necessità ed urgenza che non consentano di richiedere l’autorizzazione telefonica del magistrato competente, possono altresì procedere a perquisizioni dandone notizia, senza ritardo e comunque entro quarantotto ore, al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, le convalida entro le successive quarantotto ore.


note

[1] Art. 349 cod. proc. pen.

[2] Art. 651 cod. pen.

[3] Art. 4 T.u.l.p.s.

[4] Art. 384 cod. proc. pen.

[5] Art. 386 cod. proc. pen.

[6] Art. 389 cod. proc. pen.

[7] Art. 390 cod. proc. pen.

[8] Art. 192 cod. str.

[9] Art. 103 d.P.R. n. 309/1990.

Autore immagine: Canva.com


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