Coronavirus: per chi è aperto il tribunale

30 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: per chi è aperto il tribunale

Gli uffici giudiziari sono attivi per i casi di crisi familiare: dagli assegni non versati all’attribuzione della casa ai minori fino agli episodi di violenza.

Le crisi familiari sono esenti dalla chiusura dei tribunali decisa nell’ambito dell’emergenza coronavirus. Come noto, gli uffici giudiziari non sono aperti al pubblico fino al 15 aprile (ma la misura potrebbe estendersi fino al 30 giugno) in virtù del decreto Cura Italia. Tuttavia, ci sono delle eccezioni.

Vengono celebrate, infatti, le udienze presidenziali nelle quali si devono decidere dei provvedimenti temporanei ed urgenti a tutela di chi è vittima di un rapporto familiare. Si parla, dunque, di chi ha il diritto a ricevere degli assegni alimentari, dell’attribuzione della casa ai minori in caso di separazione o di divorzio o di episodi di violenza in famiglia. Basta che gli avvocati presentino al giudice un’istanza di trattazione urgente.

Va ricordato che l’emergenza coronavirus non ha interrotto gli obblighi collegati alla separazione o al divorzio. Significa, quindi, che gli assegni in favore del coniuge e dei figli devono continuare ad essere versati. In caso contrario, il trasgressore deve rispondere di violazione degli obblighi di assistenza familiare ed affrontare un processo penale. Nello specifico, vanno erogati gli assegni disposti dal tribunale a favore dei figli minori e quelli separativi e divorzili disposti dal tribunale a favore del coniuge meno abbiente. Il quale, però, può rilasciare (per iscritto) un attestato in cui riconosce, per oggettive difficoltà, un periodo di sospensione dei versamenti.

Nessuna sospensione, inoltre, degli obblighi di responsabilità genitoriale sui figli minori per quanto riguarda la loro frequentazione: basterà che i coniugi si mettano d’accordo sulla modalità (per evitare assembramenti) in modo da consentire a quello non convivente di incontrare i figli.

Tribunali aperti anche per i procedimenti sui casi di violenza domestica. Episodi che creano non poche preoccupazioni in un momento in cui le misure di contenimento dei contagi da coronavirus impongono a tutti i cittadini di restare a casa. Rimane, quindi, attiva l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari. È importante, a questo proposito, contare sul supporto delle forze dell’ordine: il loro intervento costituirà la base per il legale per presentare in tribunale la domanda di allontanamento dal domicilio familiare del violento.



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