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Come recuperare piccoli crediti

30 Marzo 2020
Come recuperare piccoli crediti

Decreto ingiuntivo, causa dinanzi al giudice di pace e tentativo di mediazione: gli strumenti del privato per il recupero di somme senza bisogno di avvocato.

La giustizia civile è a pagamento. Chi intende esercitare i propri diritti deve cioè pagare un avvocato e le spese iniziali del giudizio, a meno che non rientri nei limiti di reddito per usufruire del gratuito patrocinio. 

I costi e i tempi del tribunale sono però spesso tanto elevati da rendere antieconomico il ricorso al giudice per liti di scarso valore. In questi casi l’unica alternativa sarebbe quella di rinunciare ai propri diritti. Se così fosse, però, si finirebbe per svantaggiare i soggetti che vantano tanti micro crediti nei confronti di più persone (si pensi a una società telefonica a cui non vengono pagate le bollette).

Ci sarà pure una soluzione per tutelare gli interessi di chi vuol riscuotere modeste somme di denaro! In verità, chi si chiede come recuperare piccoli crediti sta già pensando a soluzioni alternative al tribunale. Vediamo allora cosa prevede la legge a riguardo.

Agire da soli davanti al giudice di pace

In realtà, per recuperare piccoli crediti non è necessario l’avvocato. Si può agire da soli dinanzi al giudice di pace tutte le volte in cui il valore della controversia è inferiore a 1.100 euro. Chiaramente, pur risparmiando sul compenso dovuto all’avvocato, non è possibile invece evitare le tasse (il cosiddetto contributo unificato) e le spese vive (notifiche, atti di cancelleria, ecc.) che andranno comunque versate dal creditore non appena decide di avviare il giudizio di recupero crediti.

Il grosso problema di agire da soli per recuperare piccoli crediti sta però nella conoscenza delle regole tecniche del processo: il fatto di non avere un avvocato non giustifica eventuali violazioni delle regole processuali che, in caso di errori, potrebbero costare la sconfitta. 

A meno che non si voglia spendere una settimana a studiare le regole del processo civile, sarà preferibile avvalersi di un legale.

In linea di massima, due sono le procedure che si possono attuare per recuperare un credito:

  • se si ha una fattura, un contratto o un’altra prova scritta del credito puoi chiedere al giudice di pace l’emissione di un decreto ingiuntivo, senza bisogno di una causa. Il magistrato valuterà la fondatezza della prova ed emetterà l’ordine di pagamento che andrà poi notificato, nei 60 giorni successivi al debitore. Questi dovrà pagare nei successivi 40 oppure presentare – nello stesso termine – un’opposizione, aprendo così un giudizio vero e proprio. Se però il decreto non viene opposto, diventa definitivo e vale come una sentenza definitiva;
  • se non hai una prova scritta del credito devi per forza fare una causa ordinaria (anche in questo caso davanti al giudice di pace). Qui le cose si complicano perché c’è da rispettare termini tecnici per il deposito di note e documenti. È assolutamente sconsigliabile agire senza l’assistenza di un professionista o quantomeno i suoi consigli. Il vantaggio di tale procedura è che, al contrario di quella del decreto ingiuntivo, finalizzata solo al recupero del denaro, consente anche di richiedere il risarcimento del danno.

Tentare una soluzione bonaria

I latini dicevano giustamente si vis pacem para bellum, ossia «se vuoi la pace prepara la guerra». Ciò significa che, per portare un risultato più vantaggioso, devi far vedere al tuo avversario che intendi fargli causa e colpirlo duramente. Ciò al fine di ottenere un adempimento spontaneo, senza dover intraprendere la strada giudiziale. Si tratta di un gradino che, se anche non necessario, è fortemente consigliabile. Pertanto, prima di tutto, è bene provvedere all’invio di una lettera di diffida e messa in mora, paventando al debitore conseguenze ben peggiori come l’addebito degli interessi e le spese del giudizio oltre al risarcimento del danno. 

Non è necessario che la lettera sia spedita da uno studio legale anche se, in alcuni soggetti, il sollecito dell’avvocato ha maggiore forza persuasiva. 

Se non riesci a ottenere il pagamento per come sperato, prima di varcare le porte del tribunale è bene che tu valuti la possibilità di un bonario componimento con la controparte ossia un accordo. Qui bisogna dotarsi di una certa elasticità e saper fare delle concessioni al debitore: a fronte del vantaggio di un pagamento in tempi più brevi rispetto a quelli garantiti dalla giustizia e senza dover anticipare le spese processuali, si può concedere una dilazione o un saldo e stralcio (ossia una riduzione dell’importo totale).

La mediazione obbligatoria

Gli avvocati sanno che, per recuperare un credito di almeno 50mila euro, è necessario prima tentare una composizione bonaria dinanzi a un mediatore. In quasi tutte le città sono presenti numerosi organismi di mediazione privati, con lo scopo di evitare la lite in tribunale e risolverla in modo pacifico. 

Il creditore si rivolge all’organismo rappresentando il proprio diritto leso e chiedendo la convocazione del debitore per una trattativa. Sarà l’organismo a fissare una data per l’incontro e fare da “paciere”.

Le parti devono farsi rappresentare da un avvocato. 

Il primo incontro dinanzi all’organismo di mediazione ha un costo fisso di 40 euro. Se le parti raggiungono un’intesa bisognerà versare un compenso al mediatore in percentuale all’importo controverso.

La mediazione risulta essere un’ottima via di mezzo per riscuotere piccoli crediti senza dover rivolgersi a un giudice e, tuttavia, avvalendosi dell’opera di un terzo imparziale. 

Recupero crediti telefonico

A meno che tu non sia una grossa società, nessun call center accetterà di recuperare i tuoi piccoli crediti. Questo non toglie che lo possa fare tu, telefonando al debitore ed eventualmente registrando la telefonata (ti servirà ad acquisire eventuali confessioni che potrebbero servirti come prova in un eventuale giudizio). 

Attento però: la telefonata non deve rivolgersi in stalking. Chiamare tutti i giorni può infatti costituire reato. 

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