Coronavirus, uno studio ci dice quando azzereremo i contagi

30 Marzo 2020
Coronavirus, uno studio ci dice quando azzereremo i contagi

Per la prima volta una ricerca fa previsioni sulla fine dell’incubo, ipotizzando quando si spezzerà la catena di trasmissione regione per regione.

La luce in fondo al tunnel si vede e non è poi così lontana. La maggior parte degli scienziati, finora, è stata molto cauta nell’immaginare una data in cui dichiarare chiusa la drammatica parentesi del Coronavirus. Ora uno studio ci offre un periodo di riferimento in cui cominciare a incasellare la fine dell’incubo. Periodo non lontano: parliamo del mese di maggio, entro la cui fine molte regioni saranno riuscite ad azzerare i contagi (la maggior parte potrebbe anche impiegare meno tempo e risolvere entro aprile).

L’approfondimento scientifico in questione è dell’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), citato dal Corriere della Sera. La ricerca si basa sui bollettini quotidiani della protezione civile. “Un orizzonte per la prima volta chiaro – spiega Federico Fubini, firma del Corriere -: le nuove diagnosi di Covid-19 si azzerano fra il 5 e il 16 maggio anche in Toscana, la regione che oggi sembra più indietro nel piegare la curva”.

Ma nella stragrande maggioranza delle regioni italiane si conterrà l’epidemia un mese prima. Si parla della prima decade di aprile per Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Liguria, Basilicata, Valle D’Aosta, Puglia. E poi, a seguire: 11 aprile l’Abruzzo, 14 Veneto e Sicilia, 15 Piemonte, 16 Lazio, 17 Calabria, 20 Campania, 22 Lombardia, 28 Emilia-Romagna. L’ultima è la Toscana. Ma mancano ancora ipotesi precise per Molise, Marche e Sardegna.

“Va tenuto presente – precisa l’articolo di Fubini – che i dati sulle singole regioni sono soggetti a forti revisioni di giorno in giorno, perché un numero relativamente ridotto di nuovi casi può far variare di molto le estrapolazioni”. La ricerca resta comunque importante perché per la prima volta riesce a darci delle coordinate temporali di riferimento, anziché lasciarci brancolare nel buio delle più totali incertezze. Le date indicate nella ricerca coincidono con il raggiungimento del giorno-zero della catena dei contagi. È verosimile che per un ritorno vero e proprio alla normalità ci vorrà più tempo. Significative, a questo proposito, le ultime dichiarazioni del governatore della Lombardia Attilio Fontana: “Stiamo sulla buona strada, manteniamo una linea che non è più in salita, anche se non ancora in discesa. Ciò non toglie che non si debba abbassare la guardia con le misure di contenimento: rischiamo di tornare a numeri negativi”.



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