Scuola online: come tutelare la privacy degli studenti

30 Marzo 2020
Scuola online: come tutelare la privacy degli studenti

Le istruzioni del Garante agli istituti scolastici e ai fornitori di piattaforme e servizi per la protezione dei dati personali durante la didattica a distanza.

Con le scuole chiuse si ricorre sempre più alla didattica a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle medie e superiori, fino alle Università. Ma come garantire la riservatezza degli studenti e anche quella dei docenti dai pericoli della diffusione telematica delle immagini che ritraggono le persone a casa?

Per tutelare la privacy arrivano ora le prime indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, emanate con un atto di indirizzo approvato dall’Authority, per come ci comunica l’agenzia stampa Adnkronos. Si tratta di principi che regolano l’utilizzo delle nuove tecnologie ai fini didattici e individuano le implicazioni della scuola online, che svolge la sua attività formativa a distanza, sul diritto alla privacy.

Nella lettera inviata al ministro dell’Istruzione, al ministro dell’Università e della Ricerca e al ministro per le Pari opportunità e la Famiglia per illustrare gli obiettivi del provvedimento, il presidente dell’Autorità Garante, Antonello Soro, ricorda che ”l’esigenza di proseguire l’attività didattica con modalità innovative, ricorrendo alle innumerevoli risorse offerte dalle nuove tecnologie, è una soluzione estremamente importante per garantire la continuità didattica”.

Tuttavia, ha sottolineato Soro, ”le straordinarie potenzialità del digitale – rivelatesi soprattutto in questo frangente indispensabili per consentire l’esercizio di diritti e libertà con modalità e forme nuove – non devono indurci a sottovalutare anche i rischi, suscettibili di derivare dal ricorso a un uso scorretto o poco consapevole degli strumenti telematici, spesso dovuto anche alla loro oggettiva complessità di funzionamento”.

”Considerando che, spesso, per i minori che accedono a tali piattaforme si tratta delle prime esperienze (se non addirittura della prima) di utilizzo di simili spazi virtuali, è evidente come anche quest’attività vada svolta con la dovuta consapevolezza, anche sulla base delle indicazioni fornite a livello centrale”. Da qui l’esigenza di assicurare al mondo della scuola e dell’università un supporto utile alla gestione della didattica on line.

Queste, in sintesi, le prime ”istruzioni per l’uso” indicate del Garante.

Consenso al trattamento

Non c’è nessun bisogno di consenso. Le scuole e le università che utilizzano sistemi di didattica a distanza non devono richiedere il consenso al trattamento dei dati di docenti, alunni, studenti, genitori, poiché il trattamento è riconducibile alle funzioni istituzionalmente assegnate a scuole e atenei.

Strumenti per la didattica a distanza

Nella scelta e nella regolamentazione degli strumenti più utili per la realizzazione della didattica a distanza scuole e università dovranno “orientarsi verso strumenti che abbiano fin dalla progettazione e per impostazioni predefinite misure a protezione dei dati”.

Valutazione d’impatto

Non è necessaria la preventiva valutazione di impatto, prevista dal Regolamento europeo per i casi di rischi elevati, “se il trattamento dei dati effettuato dalle istituzioni scolastiche e universitarie, per quanto relativo a minorenni e a lavoratori, non presenta ulteriori caratteristiche suscettibili di aggravarne i rischi”.

Ad esempio “non è richiesta la valutazione di impatto per il trattamento effettuato da una singola scuola (non, quindi, su larga scala) nell’ambito dell’utilizzo di un servizio on line di videoconferenza o di una piattaforma che non consente il monitoraggio sistematico degli utenti”.

Piattaforme e strumenti

Se la piattaforma prescelta per l’erogazione dei servizi on line comporta il trattamento di dati personali di studenti, alunni o dei rispettivi genitori per conto della scuola o dell’università, “il rapporto con il fornitore dovrà essere regolato con contratto o altro atto giuridico”. E’ il caso, ad esempio, del registro elettronico, il cui fornitore tratta i dati per conto della scuola.

Nel caso, invece, in cui si ritenga necessario ricorrere a piattaforme più complesse che eroghino servizi a loro volta più complessi anche non rivolti esclusivamente alla didattica, “si dovranno attivare i soli servizi strettamente necessari alla formazione, configurandoli in modo da minimizzare i dati personali da trattare (evitando, ad esempio, geolocalizzazione e social login)”.

Utilizzo dei dati trattati

Le istituzioni scolastiche e universitarie, prosegue il Garante, “dovranno assicurarsi che i dati trattati per loro conto siano utilizzati solo per la didattica a distanza. L’Autorità vigilerà sull’operato dei fornitori delle principali piattaforme per la didattica a distanza, per assicurare che i dati di docenti, studenti e loro familiari siano trattati nel pieno rispetto della disciplina di protezione dati e delle indicazioni fornite dalle istituzioni scolastiche e universitarie”.

Limiti per le scuole

C’è un’altra limitazione delle finalità del trattamento dei dati e riguarda gli istituti scolastici e i fornitori di servizi ai quali si appoggiano. “Il trattamento di dati svolto dalle piattaforme per conto della scuola o dell’università, avverte ancora il Garante, dovrà limitarsi a quanto strettamente necessario alla fornitura dei servizi richiesti ai fini della didattica on line e non per ulteriori finalità proprie del fornitore”.



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